Cronaca | News

Covid e Natale: i possibili ricongiungimenti in famiglia

24 Novembre 2020 | Autore:
Covid e Natale: i possibili ricongiungimenti in famiglia

Verso il nuovo Dpcm: consentito lo spostamento tra le Regioni solo per rientrare nel luogo di residenza o domicilio. Niente zii e cugini a tavola.

Non sarà necessario quest’anno passare ore e ore in cucina a preparare la cena della Vigilia o il pranzo di Natale, e nemmeno quello di Santo Stefano: i posti a tavola saranno ridotti al massimo. Niente zii, cugini, amici di una vita, parenti lontani. Così verrà deciso nelle prossime ore dal Governo in vista del nuovo Dpcm che verrà presentato la prossima settimana e che conterrà le regole di comportamento per le feste natalizie, le prime (si spera anche le ultime) segnate dall’epidemia Covid.

Attorno al tavolo, accanto all’alberello, potranno sedere solo genitori con i figli, mariti e mogli e partner conviventi e residenti nelle regioni di origine ma domiciliati altrove. In sostanza, un figlio che abita in un’altra città perché studente fuori sede o il coniuge domiciliato altrove dovrebbero poter raggiungere la propria residenza per festeggiare il Natale in famiglia. «Dovrebbero», sì: perché il Governo sta cercando le parole giuste per consentire loro di spostarsi senza creare involontariamente un alibi a chi, invece, non può mettersi in viaggio.

«Sullo spostamento tra regioni a Natale, ci stiamo lavorando – spiega il premier Giuseppe Conte – ma se continuiamo così a fine mese non avremo più zone rosse. Tuttavia, il periodo natalizio richiede misure ad hoc», avverte.

Misure ancora da mettere nero su bianco, ma che terranno conto di un principio basilare: potrà spostarsi da una Regione all’altra solo chi rientra nel proprio luogo di residenza o di domicilio. Questo significa che, ad esempio, chi abita nel Lazio e ha un figlio sposato residente e domiciliato in Abruzzo dovrà farsi gli auguri in videochiamata: se le cose non cambieranno, figlio, nuora ed eventuali nipotini non potranno raggiungere i genitori.

Intanto, questa mattina, il ministro della Salute, Roberto Speranza, ha firmato una nuova ordinanza con cui si rinnovano le misure restrittive relative alla Provincia autonoma di Bolzano (zona rossa) e alle Regioni Basilicata, Liguria e Umbria (zone arancioni). L’ordinanza è valida fino al 3 dicembre 2020, ferma restando la possibilità di una nuova classificazione prevista dal decreto del presidente del Consiglio dei ministri del 3 novembre 2020.



Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non hanno ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

4 Commenti

  1. Non avevo alcun dubbio sul fatto che si possa andare in questa direzione e sinceramente sono assolutamente d’accordo. Ma vi pare che dopo tutti questi sacrifici, si finisca per riaprire tutto per Natale e Capodanno e poi ci becchiamo una terza ondata? Ma suvvia, non facciamo discorsi poco seri e superflui. Vogliamo bene ai nostri cari? Ecco allora, se vogliamo evitare contagi e morti, stiamoci ognuno nelle nostre case e dopo quando la situazione sarà migliorata ci rivediamo con serenità

  2. Per l’amor del cielo, io non chiedo troppo. Voglio solo riabbracciare mio figlio ed i mie nipotini. Speriamo che la situazione migliori e ci sarà la possibilità di stare anche solo i più stretti.

  3. Speriamo che non se ne escano con qualche decreto troppo restrittivo oppure troppo allentato. Sembra che non si conoscano le mezze misure. Intanto, mi auguro che queste feste natalizie si passino per tutti con serenità e in salute. Non conta altro

  4. Io penso che le famiglie italiane non siano tutte irresponsabili come alcuni soggetti che questa estate hanno fatto uno schifo tra viaggi e discoteche. Ecco, ora se devono riaprire, che lo facciano con criterio. Che poi, chi ci vuole andare nei centri sciistici? Feste, festini, assembramenti? Io penso che la gente voglia ritrovare i propri cari stando anche semplicemente a casa in famiglia

Rispondi a Viviana Annulla risposta

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube