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Che succede se la casa coniugale viene venduta dopo l’assegnazione del giudice

26 Dicembre 2013
Che succede se la casa coniugale viene venduta dopo l’assegnazione del giudice

Casa familiare: anche in assenza di trascrizione, l’eventuale assegnazione fatta dal tribunale con la sentenza di separazione o divorzio è opponibile per nove anni a chi abbia acquistato successivamente.

 

Con la sentenza di separazione o di divorzio, il giudice stabilisce anche le sorti della casa familiare, assegnandola, di norma, al coniuge cui siano stati affidati o collocati i figli. Quest’ultimo potrebbe però non essere l’effettivo proprietario dell’immobile. Ebbene, cosa succede se, dopo la sentenza del tribunale di separazione o divorzio, il proprietario vende la casa a terzi? L’ex coniuge assegnatario dell’immobile dovrà andarsene o potrà rimanervi dentro?

A risolvere questo dubbio è stata una recente sentenza della Cassazione [1]. Secondo la Suprema Corte, il provvedimento di assegnazione della casa (sia esso la sentenza che definisce il giudizio di separazione o di divorzio, sia esso il provvedimento provvisorio pronunziato dal Presidente del tribunale [2]), prevale  sempre sul terzo che abbia acquistato l’immobile dopo il provvedimento medesimo.

In particolare, l’ex coniuge prevale:

– per i primi nove anni dal provvedimento del giudice, se quest’ultimo non è stato trascritto nei pubblici registri immobiliari

– ed anche oltre se, invece, si sia provveduto alla trascrizione [3].

Già le Sezioni Unite della Cassazione avevano ribadito tale principio [4]: il provvedimento giudiziale di assegnazione della casa familiare al coniuge affidatario – in quanto ha una data certa – è opponibile (ossia prevale) ai terzi acquirenti dell’immobile anche se non è stato correttamente trascritto. Tale opponibilità ha effetti nei confronti di quanti abbiano acquistato l’immobile, successivamente alla sentenza, per nove anni a partire dalla data di assegnazione. Invece, nel caso in cui siffatto titolo sia stato in precedenza trascritto, l’opponibilità vale anche oltre i nove anni.

Questa regola vale anche nel caso in cui l’assegnazione sia stata disposta con il provvedimento provvisorio emesso dal Presidente del Tribunale [5] in prima udienza, in attesa dell’esito del giudizio definitivo.


note

[1] Cass. sent. n. 28229/13 del 18.12.2013.

[2] Ai sensi degli artt. 708 c.p.c. e 4, comma 8, legge n. 898/1970.

[3] Art. 6, comma 6, L. n. 868/1970.

[4] Cass. sent. n. 11096/2002.

[5] Ex art. 708 c.p.c. e l. n. 898/1970.

Autore immagine: 123rf.com


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1 Commento

  1. Vale a dire che l’acquisto dell’immobile del terzo diventa inefficace? Non ne potrà disporre?

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