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Cinture di sicurezza posteriori: obbligo e responsabilità

25 Novembre 2020 | Autore:
Cinture di sicurezza posteriori: obbligo e responsabilità

Il conducente deve vigilare che i passeggeri, anche i bambini, abbiano il dispositivo allacciato durante l’intero viaggio. Le conseguenze in caso di incidente.

Moglie, bambini, nonni e suoceri, oppure amici: spesso l’autovettura diventa un mezzo di trasporto a pieno carico di passeggeri, ma talvolta alcuni di loro sono recalcitranti a indossare le cinture, specialmente se il viaggio è lungo.

Il conducente esorta, cerca di persuadere, richiama, talvolta grida, ma non sempre riesce ad ottenere il risultato: il passeggero di dietro fa orecchie da mercante o si rifiuta. Oppure le indossa all’inizio ma poi se le slaccia durante il tragitto. Succede frequentemente con i bambini, quando vogliono essere liberi nei movimenti; ma se accade un incidente le conseguenze possono essere tragiche.

Il fatto di viaggiare dietro è una falsa sicurezza. In caso di scontro si può morire. L’urto con le parti dure del veicolo può essere fatale. Quando l’impatto è violento c’è il rischio di essere sbalzati fuori dall’abitacolo e di schiantarsi a corpo libero sull’asfalto o contro un ostacolo fisso. Così quello che appare un fastidio si rivela una preziosa cautela, che salva la vita e l’incolumità degli occupanti.

Ma precisamente quando c’è l’obbligo di indossare le cinture di sicurezza per i passeggeri che viaggiano sui sedili posteriori e quali sono le responsabilità del conducente o del passeggero stesso e le conseguenze sanzionatorie in caso di trasgressione?

In questo articolo vedremo che alcune categorie di persone sono esonerate, ma soprattutto esamineremo tutte le conseguenze delle cinture non allacciate. Possono non essere soltanto amministrative – e comunque le multe previste sono salate – ma addirittura penali, se avviene un incidente con lesioni o morte di uno dei trasportati.

Cinture di sicurezza posteriori: obbligo

Il Codice della strada [1] impone l’obbligo di indossare le cinture di sicurezza «in qualsiasi situazione di marcia» e per tutti gli occupanti del veicolo: dunque il conducente ed i passeggeri, sia anteriori sia posteriori.

Questa prescrizione ha carattere generale e dunque impone di utilizzare sempre le cinture di sicurezza anche agli occupanti dei sedili posteriori del veicolo, salve le specifiche eccezioni che ora esporremo.

Cinture di sicurezza: chi può non indossarle

Le persone affette da patologie particolari e certificate da un medico sono esonerate dall’obbligo di indossare le cinture quando vi è una controindicazione specifica al loro uso, ad esempio per la compressione che possono esercitare sul torace e sugli organi interni di soggetti molto obesi.

Anche le donne in stato di gravidanza possono essere esentate se l’uso delle cinture comporta rischi per la loro salute o per quella del feto.

Gli appartenenti alle forze di polizia, comprese quelle locali e municipali, o alle forze armate, quando sono in servizio, come anche i sanitari in caso di interventi di emergenza, gli istruttori di guida durante le lezioni pratiche ed i conducenti dei veicoli per la raccolta e il trasporto dei rifiuti, in servizio nei centri abitati, sono esentati dall’obbligo di utilizzo delle cinture di sicurezza.

Per maggiori dettagli leggi l’articolo cintura di sicurezza alla guida: quando non è obbligatorio utilizzarla ed anche esenzione cinture di sicurezza: in quali casi.

Bambini in auto: quando devono indossare le cinture

La stessa norma del Codice della strada prevede che tutti i bambini di statura inferiore ad 1,50 metri – a prescindere dalla loro età – debbano essere assicurati al sedile con un sistema di ritenuta omologato e adatto al loro peso. Al di sopra di questa statura devono indossare le cinture di sicurezza come gli adulti.

Per i più piccoli ci sono gli appositi seggiolini, classificati in gruppi, in base alle fasce di età e di peso: quelli di tipo 0 (zero) sono validi per i bambini dalla nascita fino ai 12 o 18 mesi e fino a 10 o 13 kg di peso e vanno posizionati sul sedile anteriore, in senso contrario a quello di marcia, avendo cura di disattivare l’airbag dal lato passeggero. I più grandicelli, di statura superiore ad 1,25 metri, possono usare anche i rialzi (supporti senza schienale), sempre omologati.

Una recente legge [2] ha introdotto l’obbligo di installare i dispositivi antiabbandono per i seggiolini utilizzati con i bambini di età inferiore ai 4 anni.

Sui taxi e sulle auto a noleggio con conducente i bambini possono viaggiare sui sedili posteriori anche senza sistemi di ritenuta, purché accanto a loro ci sia una persona di età non inferiore a 16 anni e in grado di sorvegliarli.

Violazione obbligo cinture di sicurezza: sanzioni

Le sanzioni per la violazione dell’obbligo delle cinture di sicurezza sono piuttosto pesanti: è previsto il pagamento di una somma da 83 euro a 333 euro, per ciascun passeggero senza cintura, e la decurtazione di 5 punti dalla patente di guida del conducente (che diventano 10 se è neopatentato). In caso di recidiva, quando si commette una seconda violazione entro un biennio, è prevista anche la sospensione della patente da 15 giorni a 2 mesi.

Se si trasportano passeggeri minorenni che non indossano le cinture di sicurezza posteriori o gli altri sistemi di ritenuta nei casi previsti, sarà il conducente a rispondere della trasgressione, a meno che sull’auto non viaggi anche un soggetto tenuto per legge a sorvegliare il minore.

Con la riforma in arrivo al Codice della strada, attualmente in discussione in Parlamento, sarà previsto che il conducente paga anche per i passeggeri inottemperanti all’obbligo di indossare le cinture.

Mancato uso cinture di sicurezza: quali rischi

Uno studio dell’Aci rivela che con uno scontro frontale anche a soli 50 km/h, in assenza di cinture di sicurezza il corpo impatterebbe con una forza superiore di 100 volte a quella della gravità terrestre. Le conseguenze per il corpo umano diventano tremende, eppure potrebbero essere evitate con il facile accorgimento di tenerle allacciate.

Soprattutto negli incidenti che avvengono in autostrada, o sulle altre strade a scorrimento veloce, la cintura diventa un fattore di protezione fondamentale. Il passeggero posteriore che non le indossa, non essendo trattenuto, rischia un violento urto contro il sedile anteriore o i finestrini e può essere sbalzato fuori dall’abitacolo, oppure colpire con il suo corpo i passeggeri che viaggiano sui sedili anteriori.

Passeggeri trasportati senza cintura: conseguenze penali e risarcitorie

Il responsabile del mancato utilizzo delle cinture – il passeggero stesso o il conducente nei casi di sorveglianza previsti a suo carico, come vedremo subito – sarà anche considerato responsabile  anche dei danni subiti dai passeggeri in caso di lesioni o morte, se emergerà che questi eventi sono stati causati o aggravati dal fatto di non aver avuto le cinture allacciate al momento dell’incidente.

La Corte di Cassazione ha più volte affermato [3] che il conducente, a prescindere dalle sanzioni, «è tenuto, in base alle regole della comune diligenza e prudenza, ad esigere che il passeggero indossi la cintura di sicurezza e, in caso di sua renitenza, anche a rifiutarne il trasporto o ad omettere l’intrapresa della marcia».

Così – argomenta la Suprema Corte – «il conducente è responsabile dell’utilizzo delle cinture di sicurezza da parte del passeggero, sicché la causazione del danno da mancato utilizzo è imputabile sia a lui che al passeggero».

In sintesi, a livello penale il conducente ha il preciso obbligo di far rispettare la norma che impone l’utilizzo delle cinture e se non lo fa, consentendo che viaggi un passeggero che non la indossa, sarà responsabile del reato di lesioni personali colpose o di omicidio colposo e sarà tenuto a risarcire i danni provocati dal mancato uso dei dispositivi di sicurezza.

Anche la compagnia di assicurazione potrebbe contestare la sua manleva, o applicare il diritto di rivalsa verso l’assicurato, nei casi in cui venga accertato il mancato uso delle cinture di sicurezza, perché ciò comporta un evidente caso di trasporto di persone effettuato in maniera non conforme alle prescrizioni di legge vigenti.

Ora una nuova sentenza della Cassazione [3], applicando questi principi ad un caso molto doloroso, ha confermato la condanna di un conducente alla pena di un anno e quattro mesi di reclusione per il reato di omicidio stradale colposo: il guidatore non si era assicurato che la bambina di 6 anni indossasse le cinture durante il viaggio e così non aveva adempiuto al suo obbligo di vigilanza. C’era stato un forte tamponamento, la piccola era stata sbalzata fuori dall’abitacolo ed è morta nell’impatto.

Una volta accertato che al momento dello scontro non aveva le cinture allacciate, il conducente ha provato a discolparsi, sostenendo che la bimba si fosse liberata di nascosto dal sistema di ritenzione e che egli non fosse tenuto a controllare di continuo i suoi movimenti e ciò che avveniva sui sedili posteriori.

Ma gli Ermellini hanno respinto entrambe queste tesi: non era credibile che la bambina si fosse slacciata la cintura eludendo la sorveglianza dell’adulto, che rimaneva comunque tenuto ad una vigilanza costante sulla minorenne per l’intero tragitto. Per conoscere le altre recenti posizioni espresse dalla giurisprudenza leggi anche cinture di sicurezza: ultime sentenze.


note

[1] Art. 172 Cod. strada.

[2] Legge 1 ottobre 2018, n. 117.

[3] Cass. ord. n. 2531 del 30 gennaio 2019; Cass. sent. n. 11429 del 9 marzo 2017.

[4] Cass. sent. n. 32864/20 del 24 novembre 2020.

Autore immagine: depositphotos.com


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