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Multa scaduta: possibile la contestazione con l’autotutela?


Multa scaduta: possibile la contestazione con l’autotutela?

> Diritto e Fisco Pubblicato il 26 dicembre 2013



Sei mesi fa mi è stata notificata una multa che non ho pagato e non ho impugnato nei termini; se presento un’istanza in autotutela, ed ammesso che le mie motivazioni siano validissime, può il Prefetto annullare il verbale?

L’autotutela è la possibilità che ha la pubblica amministrazione di riesaminare i propri atti sotto il profilo della legittimità e del merito. In pratica, con tale strumento, il cittadino può evidenziare alla P.A. eventuali vizi di cui siano affetti gli atti amministrativi, chiedendone l’annullamento o la riforma. E ciò anche se siano ormai scaduti i termini per presentare ricorso al giudice di pace.

Nel caso di multe, la legge sembra accordare la possibilità di ricorrere all’autotutela solo in casi molto limitati e cioè:

1) prima della formazione del ruolo

– qualora il vizio riguardi un difetto di notifica, ossia quando la contravvenzione sia stata notificata a un soggetto diverso dall’effettivo proprietario dell’auto. Infatti, il Codice della strada dispone [1] che, in caso di notifica eseguita a soggetto estraneo alla violazione, l’ufficio o comando procedente deve trasmettere gli atti al Prefetto per l’archiviazione.

2) dopo la formazione del ruolo

– solo nel caso di errori materiali commessi nella compilazione del ruolo.

In tutti gli altri casi, invece, non è più possibile ricorrere all’autotutela per chiedere l’annullamento della multa.

Fortunatamente, però, il Ministero dell’Interno ha individuato una possibile soluzione a tale limite [2]. Con una circolare [3], infatti, il Ministero ha ritenuto possibile richiedere, in sede di autotutela (o anche la possibilità di procedervi d’ufficio), il discarico del ruolo in tutti i casi in cui sia accertato un errore sugli elementi identificativi dell’autore dell’illecito.

Pertanto, in considerazione dell’orientamento ministeriale esposto, ciascuno dovrà valutare se le “validissime motivazioni” possano costituire fondato presupposto per la presentazione di un’istanza al Prefetto finalizzata al discarico del ruolo.

note

[1] Art. 386, comma 3, del regolamento di esecuzione del cod. str.

[2] Attraverso una interpretazione analogica dell’articolo 390 del regolamento di esecuzione.

[3] Circolare Ministero Interno n. M/2413 del 10 marzo 1999.

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