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Cos’è il DDT?

8 Febbraio 2021
Cos’è il DDT?

Il documento di trasporto: cos’è, a cosa serve e quali sono le parti fondamentali della documentazione che accompagna la spedizione delle merci. 

Quando si viene catapultati in un nuovo lavoro può capitare che le figure preposte alla formazione del neo-assunto omettano o diano per scontato alcune cose. Una situazione del genere può essere deleteria per l’azienda. Poniamo il caso che il datore di lavoro ricordi al proprio sottoposto dell’imminente consegna della merce e che, prima di accettarla, debba controllare il ddt, ricordarsi di tenerne una copia e riporla nell’apposito registro.

Cosa accadrebbe se il dipendente non sapesse cos’è il ddt? Forse, in questo preciso momento, ti trovi tu stesso nei panni del lavoratore che non conosce la sigla utilizzata per indicare il documento di trasporto e, pertanto, hai iniziato a fare ricerche per capire di cosa si tratta. Può anche darsi che ti sia imbattuto casualmente in questo acronimo e vuoi sapere cosa significa. Ebbene, questo articolo fa proprio al caso tuo perché al suo interno ti spieghiamo in parole semplici cos’è il ddt, a cosa serve e come deve essere strutturato.

Cos’è un ddt?

Tizio è il responsabile di magazzino di un punto vendita e ogni volta che un trasportatore scarica merci nel suo deposito, si occupa di registrare i ddt.

Ma cos’è un ddt? L’acronimo sta per documento di trasporto e si tratta di un foglio, fisico o virtuale, che certifica l’avvenuto trasferimento delle merci dal venditore all’acquirente. Non è importante come viene trasmesso il ddt, se a mano dal vettore, oppure a mezzo mail o fax dal venditore. L’importante, però, è che il ddt venga consegnato prima delle merci.

Pertanto, il venditore può:

  • emettere il ddt al momento della partenza della spedizione;
  • far viaggiare il ddt insieme alle merci da consegnare.

Per questioni meramente pratiche, nella prassi operativa si preferisce la seconda opzione.

In questo modo, quando il trasportatore giunge nella sede di stoccaggio dell’acquirente, la prima cosa che fa è consegnare il ddt per dare la possibilità al responsabile del magazzino di analizzare la quantità di merce che sarà a breve scaricata.

Dopo aver controllato la quantità e la descrizione della merce, l’acquirente appone una firma sul ddt e riconsegna una copia al vettore che si è occupato del trasporto. Da quel momento in avanti, il documento di trasporto diventa una ricevuta dell’avvenuta consegna della merce.

Il lettore attento, a questo punto, potrebbe chiedersi perché fare un ddt e non allegare una fattura? Scopriamo insieme le varie funzioni del ddt.

A cosa serve un ddt?

Come già abbiamo avuto modo di vedere, la funzione essenziale del documento di trasporto è quella di certificare il passaggio di consegna tra venditore e acquirente. Il lettore attento, però, potrebbe chiedersi perché fare un ddt vista l’esistenza della fattura?

In realtà, tra gli scopi principali del documento di trasporto vi è anche quello di favorire l’emissione della fattura differita, ossia quel documento fiscale che può essere emesso non quando viene effettuata l’operazione, bensì entro il 15 del mese successivo a quello in cui è avvenuta la spedizione.

Se Tizio riceve la merce con il ddt in data 24 novembre, Caio, che è il suo fornitore, potrà emettere fattura entro il 15 dicembre.

A differenza della fattura, il documento di trasporto non riporta il prezzo singolo della merce. Questo accade perché il ddt, sopperendo alla fattura, ha il compito di facilitare l’accettazione e il ricevimento della merce.

Per capire bene a cosa serve il ddt, si può fare l’esempio della lista della spesa.

Il cliente del supermercato, con in mano la sua lista della spesa, procede tra le varie corsie acquistando la merce e ponendola nel suo carrello in modo ordinato. Ecco, il cliente del supermercato è l’acquirente, il carrello è il magazzino e la lista della spesa è il documento di trasporto.

Detto ciò, va detto che il ddt, supplendo alla fattura, deve essere conservato per 10 anni, termine obbligatorio ai fini degli accertamenti della dichiarazione Iva.

Quali sono le parti di un ddt?

Sebbene non esistano regole specifiche da seguire per impaginare un ddt a norma di legge, è importante che il documento di trasporto contenga alcuni elementi essenziali.

Per cominciare, l’intestazione del ddt deve contenere tutte le generalità della partita Iva del venditore. Alla ricezione del documento, l’acquirente capirà immediatamente quale azienda sta consegnando la merce. A quelle del venditore, seguono le generalità del cliente (l’acquirente), così da fornire al vettore tutte le informazioni necessarie per eseguire una consegna corretta.

Altri dati importanti, soprattutto per la registrazione del ddt, sono la data di emissione del documento e il suo numero progressivo.

Viene, poi, la parte più importante per le questioni gestionali dell’azienda e cioè la tabella descrittiva con unità di misura, quantità e descrizione. Questo prospetto serve a monitorare correttamente lo scarico della merce, aiutando l’acquirente a capire se i colli (cioè la merce ordinata e imballata) sono stati consegnati tutti, quanti presentano elementi fallati e quanti devono essere sostituiti. Si conclude, quindi, con i dati generali del vettore e il numero dei colli complessivi con il loro peso.

Ora che sai cos’è un ddt, come leggerlo e come comportarti alla ricezione della merce, non avrai più alcun dubbio quando ti verrà chiesto di fare attenzione al documento di trasporto.



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