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Come richiedere il Cud all’ex azienda?

9 Febbraio 2021
Come richiedere il Cud all’ex azienda?

Il sostituto d’imposta deve consegnare al lavoratore subordinato, ogni anno, un’attestazione che riepiloga le somme versate a titolo di retribuzione e le ritenute effettuate.

Nel nostro ordinamento, non tutti pagano le tasse con le stesse modalità. In particolare, i lavoratori autonomi percepiscono il compenso lordo dai loro clienti e provvedono, autonomamente, a pagare le tasse sul proprio reddito. I lavoratori subordinati, invece, ma anche altri soggetti titolari di redditi assimilati, ricevono lo stipendio netto, dal quale sono stati già sottratti gli oneri fiscali e contributivi.

Il sostituto di imposta deve consegnare ogni anno al dipendente un documento dal quale si evincono le operazioni effettuate sullo stipendio.

Ma cosa fare se il datore di lavoro non consegna tale certificazione? Come richiedere il Cud all’ex azienda? La mancata consegna della certificazione unica costituisce un illecito amministrativo che può essere punito con l’applicazione di specifiche sanzioni.

Cos’è la Certificazione Unica?

La Certificazione Unica è il documento fiscale che ha sostituito il vecchio Cud e che deve essere sempre redatto e consegnato quando siamo in presenza di un sostituto di imposta. Tale soggetto è colui che, per legge, deve trattenere dalle somme erogate ad un terzo, a titolo di retribuzione, pensione o corrispettivo per attività professionale, le tasse sul reddito e versarle all’erario.

La Certificazione Unica serve proprio a rendere edotto il lavoratore di tutti gli importi erogati a titolo di reddito e di tutte le ritenute operate sui compensi lordi.

La Certificazione Unica serve, poi, al lavoratore per presentare la dichiarazione dei redditi annuale (modello 730).

Certificazione Unica: entro quando deve essere consegnata?

Con riferimento alla Certificazione Unica, i datori di lavoro devono rispettare due distinti adempimenti.

Innanzitutto, il sostituto d’imposta deve trasmettere, entro il 31 marzo di ogni anno,  la Certificazione Unica in via telematica all’Agenzia delle Entrate, attraverso il modello “ordinario”.

Il termine del 31 marzo prevede alcune eccezioni. In particolare, si prevede la possibilità di trasmettere telematicamente la CU entro il 31 ottobre 2020 (termine di presentazione della dichiarazione dei sostituti d’imposta) nei seguenti casi:

  • CU contenente esclusivamente redditi esenti;
  • CU contenente esclusivamente redditi non dichiarabili mediante la dichiarazione dei redditi precompilata.

Oltre alla trasmissione telematiche all’Agenzia delle Entrate, il sostituto d’imposta deve altresì consegnare la CU al percettore delle somme (lavoratore dipendente, pensionato, collaboratore coordinato e continuativo, etc.) entro il 30 aprile 2020 utilizzando il modello “sintetico”.

Mancata consegna della CU: quali sanzioni?

La legge prevede l’applicazione di sanzioni amministrative nei confronti del sostituto d’imposta che omette la trasmissione della CU ovvero la invii tardivamente o in maniera errata. In particolare, in questi casi, il datore di lavoro può subire l’applicazione della sanzione amministrativa pari a 100 euro, per ogni certificazione omessa, tardiva o errata, fino ad un massimo di 50.000 euro.

Come richiedere il Cud all’ex azienda?

Se hai cambiato lavoro e il tuo ex datore di lavoro ha omesso di consegnarti, entro il 30 aprile, la Certificazione Unica, hai la possibilità di agire in due diversi modi.

Innanzitutto, puoi inviare una diffida all’ex datore di lavoro con la quale intimi l’immediata consegna della Certificazione Unica entro un tempo brevissimo. La diffida deve essere inviata all’azienda con un mezzo di trasmissione che dia la prova dell’avvenuta consegna e, dunque:

  • tramite pec;
  • tramite raccomandata a/r.

Nella diffida è utile specificare che, in caso di mancato riscontro, verranno adite le competenti autorità per la tutela dei propri diritti. In questo modo, l’ex datore di lavoro è consapevole che se l’omissione persiste rischia di subire conseguenze peggiori.

Se la diffida non produce gli effetti sperati, occorre valutare la possibilità di fare una denuncia alla Guardia di Finanza. Come abbiamo detto, infatti, la mancata consegna della Certificazione Unica costituisce un illecito amministrativo perseguibile dall’Amministrazione Finanziaria.

Occorre considerare che se l’omessa consegna della CU nasconde una omissione del versamento delle ritenute di legge da parte del sostituto di imposta la posizione dell’azienda si complica.

L’omesso versamento delle ritenute, infatti, è punito con:

  • sanzione amministrativa pari alla sanzione per omessa trasmissione della Certificazione Unica, alla sanzione per omesso versamento del modello 770 e alla sanzione del 20% dell’ammontare non trattenuto in caso di versamento parziale oppure del 30% dell’importo non versato in caso di mancato versamento delle ritenute;
  • sanzione penale (appropriazione indebita) per omesso versamento di ritenute di importo superiore a 50.000 euro per ciascun periodo d’imposta che non viene sanato entro il termine previsto per la dichiarazione dei redditi: reclusione per un periodo che va da 6 mesi a 2 anni [1].

note

[1] Art. 10 bis D. Lgs. 74/2000.


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