Diritto e Fisco | Articoli

Come funziona il licenziamento collettivo?

9 Febbraio 2021
Come funziona il licenziamento collettivo?

Quando il datore di lavoro vuole licenziare un certo numero di dipendenti deve seguire una procedura sindacale prevista dalla legge.

Il licenziamento è un provvedimento che determina sempre delle conseguenze sul piano sociale poiché priva il lavoratore del proprio reddito mensile. L’impatto sociale della riduzione del personale, tuttavia, è particolarmente forte quando l’azienda decide di licenziare, in un arco temporale ristretto, un certo numero di dipendenti.

Per questo la legge prevede una speciale procedura sindacale da seguire in caso di licenziamento collettivo. Ma come funziona il licenziamento collettivo? La procedura di riduzione del personale prevede il coinvolgimento delle organizzazioni sindacali e, se necessario, anche dell’ufficio del lavoro. L’obiettivo della legge è favorire un possibile accordo sindacale che possa attenuare l’impatto sociale dei licenziamenti. Ma andiamo per ordine.

Che cos’è il licenziamento collettivo?

Nel nostro ordinamento, i licenziamenti si distinguono in due macro-aree:

  • licenziamenti disciplinari: sono determinati da una grave violazione, da parte del lavoratore, dei doveri che gli derivano dalla legge, dal contratto collettivo o dal contratto individuale di lavoro;
  • licenziamenti economici: derivano da scelte organizzative, tecniche e produttive aziendali (riorganizzazione aziendale, soppressione di reparti o posti di lavoro, esternalizzazione o automazione di servizi e processi, etc.).

Nel campo dei licenziamenti economici, si colloca il licenziamento per giustificato motivo oggettivo [1].

Il licenziamento collettivo non è un tertium genus rispetto ai licenziamenti disciplinari ed economici ma è una particolare tipologia di licenziamento economico che ricorre quando, in conseguenza di una riduzione o trasformazione di attività o di lavoro, il datore di lavoro che abbia più di quindici dipendenti intende effettuare almeno cinque licenziamenti per giustificato motivo oggettivo, nell’arco di centoventi giorni, in ciascuna unità produttiva o in più unità produttive nell’ambito del territorio di una stessa provincia.

Il licenziamento collettivo scatta, dunque, quando il datore di lavoro vuole adottare 5 o più licenziamenti per giustificato motivo oggettivo in un semestre [2].

Licenziamento collettivo: la comunicazione ai sindacati

La procedura di licenziamento collettivo si apre con l’invio di una comunicazione sindacale da parte dell’impresa. Tale missiva deve essere indirizzata a:

  • alle rappresentanze sindacali aziendali o rappresentanze sindacali unitarie;
  • ai rispettivi sindacati;
  • in mancanza, ai sindacati territoriali maggiormente rappresentativi;
  • all’ufficio provinciale del lavoro (se la riduzione del personale riguarda unità produttive ubicate nella stessa provincia);
  • all’ufficio regionale del lavoro (se la riduzione del personale riguarda unità produttive ubicate in più province della stessa regione);
  • al ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali (se la riduzione del personale riguarda unità produttive ubicate in diverse regioni).

La comunicazione deve contenere i seguenti contenuti:

  1. i motivi che determinano la situazione di eccedenza;
  2. i motivi tecnici, organizzativi e produttivi per i quali si ritiene di non poter adottare misure idonee a porre rimedio alla predetta situazione;
  3. il numero, la collocazione aziendale e i profili professionali del personale eccedente, nonché del restante personale impiegato;
  4. i tempi di attuazione del programma di mobilità;
  5. le eventuali misure programmate per fronteggiare le conseguenze sul piano sociale dell’attuazione del programma;
  6. il metodo di calcolo delle eventuali attribuzioni patrimoniali diverse da quelle previste dalla legge o dalla contrattazione collettiva.

Licenziamento collettivo: l’esame congiunto

Entro 7 giorni dalla data di ricevimento della comunicazione di avvio della procedura, le organizzazioni sindacali possono chiedere al datore di lavoro lo svolgimento di un esame congiunto della situazione.

La fase di confronto sindacale che si apre deve esaurirsi entro:

  • 45 giorni;
  • 23 giorni in caso di eccedenze inferiori a dieci.

Se la fase sindacale non si conclude con un accordo, il confronto prosegue innanzi all’ufficio del lavoro (provinciale, regionale o ministeriale a seconda delle unità produttive coinvolte).

La fase amministrativa che si apre deve esaurirsi entro:

  • 30 giorni;
  • 15 giorni in caso di eccedenze inferiori a dieci.

Licenziamento collettivo: i criteri di scelta

Se il confronto sindacale conduce ad un accordo il datore di lavoro può procedere ad intimare i licenziamenti ai lavoratori in esubero adottando i criteri di scelta individuati dalle parti nell’accordo stesso.

In mancanza di accordo, una volta conclusa la fase sindacale e la fase amministrativa, il datore di lavoro può procedere ad intimare i licenziamenti ai lavoratori in esubero adottando i criteri di scelta individuati dalla legge [3], ossia:

  1. esigenze tecniche, produttive ed organizzative aziendali;
  2. carichi di famiglia;
  3. anzianità di servizio.

Ai lavoratori licenziati all’esito della procedura spetta sempre il periodo di preavviso previsto dal Ccnl applicato al rapporto di lavoro oppure, in mancanza, l’indennità sostitutiva del preavviso.


note

[1] Art. 3 L. 604/1966.

[2] Artt. 4 e 24 L. 223/1991.

[3] Art. 5 L. 223/1991.


Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non hanno ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube