Cronaca | News

Covid: le anticipazioni di Conte sul Natale

25 Novembre 2020
Covid: le anticipazioni di Conte sul Natale

Il capo del Governo italiano si è soffermato su alcune delle misure da adottare durante le festività, al termine del vertice con Pedro Sanchez.

Aprire le scuole prima possibile e approntare una risposta a livello europeo per contenere il Covid, nel delicato periodo delle feste di Natale che rischia di far rialzare la curva dei contagi.

Sono due priorità, per il presidente del Consiglio Giuseppe Conte. Il premier ne ha parlato in conferenza stampa, al vertice di Palma di Maiorca, con il suo omologo spagnolo Pedro Sanchez.

Impianti sciistici e controlli al ritorno dall’estero

Sulle misure, ha detto il capo del Governo, «stiamo lavorando a livello europeo, ho avuto nei giorni scorsi anche colloqui con le istituzioni, con Charles Micheal e Ursula Von der Leyen, per ottenere un coordinamento sulle misure restrittive, in particolare per gli impianti sciistici in vista delle vacanze di Natale».

Conte non nasconde una preoccupazione che è comune, tra i governanti europei. Ecco perché la strategia può essere condivisa. «Non possiamo pensare, in piena pandemia, di vivere le vacanze allo stesso modo degli scorsi anni. Una risposta comune Ue è opportuna, ma questo non vuol dire invadere le prerogative dei singoli Paesi, ognuno sarà libero adottare le misure che ritiene».

Il presidente del Consiglio annuncia che ci saranno controlli al rientro in Italia per chi andrà all’estero. «Ci stiamo premurando per evitare che ci siano trasferimenti transfrontalieri, evitando che, nel caso si vada all’estero per le vacanze, si possa rientrare senza nessun controllo, intendo test, tamponi».

Scuola e sanità

Ha anche detto che c’è la volontà di riaprire le scuole prima possibile, ma è importante farlo in sicurezza, quindi aspettare un ulteriore abbassamento della curva epidemiologica.

«I nostri giovani – ha aggiunto Conte – devono poter vivere la ricchezza di un rapporto formativo che si basa sull’interrelazione in diretta, in presenza, dei compagni tra loro e con i docenti. Non appena riporteremo sotto controllo la curva dei contagi torneremo quanto più possibile con la didattica in presenza».

Quanto alle risorse per la sanità, arriveranno sia dal Recovery Fund sia dalla manovra, nell’ottica di un potenziamento dei servizi.

Recovery Fund, fiscalità, immigrazione

L’incontro con Sanchez e la stampa è stato anche occasione per affrontare altre tematiche di respiro europeo, come il veto di Polonia e Ungheria al Recovery Fund. «Il Consiglio europeo di dicembre sarà decisivo – ha sottolineato Conte – ma siamo fiduciosi che, continuando a lavorare insieme, anche i paesi che esprimono posizioni che imprimono una frenata si convinceranno che tutti i cittadini europei, non solo italiani e spagnoli, non possono aspettare».

Il capo del Governo italiano si è detto anche «sensibile al tema dell’armonizzazione fiscale nel contesto europeo, esiste questo tema perché in un mercato unico c’è anche bisogno di una parità di chance. Quindi va offerto a tutti uno spazio fiscale assimilabile senza comprimere iniziativa e discrezionalità dei singoli governi».

In agenda, anche il tema dell’immigrazione: solidarietà, per Conte come per Sanchez, è la parola chiave. «Mi rendo conto che sembra molto difficile ottenere la convergenza di tutti i paesi europei, ma anche ottenere una risposta comune sull’economia sembrava impossibile e invece l’abbiamo ottenuta – ha affermato il presidente del Consiglio -. Anche sul trattato di Dublino abbiamo costretto tutti a misurarsi ed è stato avviato un percorso».

«Quando si abita un casa comune (e siamo in tanti ad abitarla) ci sono anche oneri e responsabilità per rendere più efficiente la gestione – ha proseguito Conte -. Sulle politiche migratorie ci sono Paesi che sono avvantaggiati dall’avere confini terrestri e si sentono più ai margini di questi problemi. Ma non è vero perché i flussi migratori cambiano e in futuro potrebbero essere altri i paesi a soffrire. Dobbiamo quindi concentrarci su una risposta comune e su questo abbiamo buone idee e il vantaggio, come Italia e Spagna, di avere una visione assimilabile e su questo, quando noi abbiamo obiettivi ben chiari, siamo forti e determinati».



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