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Responsabilità del proprietario dell’auto prestata al parente o amico

8 Aprile 2014
Responsabilità del proprietario dell’auto prestata al parente o amico

Quali sono le responsabilità (civili o penali) del proprietario di un’auto data gratuitamente in prestito a familiari o amici se questi infrangono il codice della strada, e quali sono le coperture assicurative necessarie?

Non poche volte capita di prestare l’auto a un familiare o a un amico. Ma dietro un atto di generosità, si possono nascondere responsabilità che val la pena di conoscere in anticipo. Ci riferiamo, in particolare, alle eventuali sanzioni per infrazioni al codice della strada commesse dal conducente del mezzo.

Danni a terzi

Con riferimento alla responsabilità per i danni a terzi derivanti dalla circolazione delle automobili, la legge [1] addebita al conducente l’obbligo di “risarcire il danno prodotto a persone o cose dalla circolazione del veicolo, se non prova di aver fatto tutto il possibile per evitare il danno”.

Dall’altro lato, il proprietario del veicolo è responsabile in solido con il conducente, salvo dimostri che la circolazione è avvenuta contro la sua volontà (come, ad esempio, nel caso di furto o di manomissione della serratura del garage ove era conservato il mezzo).

L’essere “responsabile in solido” significa che il danneggiato può chiedere indifferentemente l’intero pagamento al conducente oppure al proprietario (senza obbligo di aggredire innanzitutto il primo e poi il secondo); ma quest’ultimo, qualora costretto a pagare, potrà rivalersi nei confronti del primo (cosiddetta “azione di regresso”).

Niente timore, però: tale responsabilità per danni provocati a terzi dal conducente deve essere obbligatoriamente coperta da polizza assicurativa RCauto [2]. Questo vuol dire, in pratica, che l’eventuale incidente provocato dal parente o amico alla guida dell’altrui auto sarà indennizzato dall’assicurazione, almeno entro i limiti di copertura della polizza.

Contravvenzioni

Lo stesso principio di solidarietà vale anche per le multe, ossia per le violazioni delle norme sulla circolazione punibili con la sanzione amministrativa pecuniaria [3]. Anche in tale caso, il proprietario del veicolo è obbligato in solido con l’autore della violazione al pagamento della somma da questi dovuta “se non prova che la circolazione è avvenuta contro la sua volontà”. In pratica, la multa arriverà tanto al conducente (se identificato) quanto al proprietario del mezzo. Quest’ultimo, tuttavia, sarà tenuto a comunicare i dati dell’effettivo conducente per la decurtazione dei punti. Se non risponde, subirà in prima persona una gravosa sanzione amministrativa (leggi l’articolo: “Multe: occhio all’avviso di comunicazione dei dati del conducente. Come difendersi”).

Anche in questo caso, comunque, il proprietario che ha versato la somma stabilita per la violazione ha diritto di regresso per l’intero nei confronti dell’autore dell’infrazione  [4].


note

[1] Art. 2054 cod. civ.

[2] Art. 122 del codice delle assicurazioni private.

[3] Art. 196 cod. str.

[4] Art. 196, comma 4, cod. str.

Autore immagine: 123rf.com


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