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Scuola: verso il ritorno in aula prima di Natale

26 Novembre 2020 | Autore:
Scuola: verso il ritorno in aula prima di Natale

Passo decisivo nel confronto tra la ministra Azzolina e i sindaci: in modo graduale e con ingressi scaglionati verranno ripristinate le lezioni in presenza.

«Non è stata certamente la scuola la responsabile della seconda ondata di Covid. Lo dicono i numeri, i contagi sono stati irrisori, lo dice il Comitato tecnico scientifico, che parla di un impatto marginale. È ovvio che il rischio zero non esista, ma la scuola non è pericolosa». Parte da questi princìpi la ministra dell’Istruzione, Lucia Azzolina, per illustrare ai sindaci la sua intenzione di riportare i ragazzi nelle aule prima di Natale.

Azzolina, nell’ultimo incontro con gli enti locali, avrebbe convinto i primi cittadini ad adottare questa soluzione. Non c’è ancora una data, ma il ritorno alle lezioni in presenza prima delle vacanze in tutta Italia e in tutti gli istituti, di ogni ordine e grado, diventa una possibilità concreta. Anche il coordinatore del Cts, Agostino Miozzo, sarebbe favorevole: «Bisogna riportare gli alunni a scuola il prima possibile – ha detto ieri a un Forum dell’Ansa –. I problemi, infatti, non sono negli istituti, ma prima e dopo l’orario di lezione, come ad esempio i trasporti nelle grandi città».

«Siamo tutti d’accordo che la scuola sia una priorità – ha commentato la ministra al termine dell’incontro –, lavoriamo insieme per riportare gradualmente gli studenti in classe». L’ipotesi è quella di adottare degli ingressi scaglionati, a seconda delle esigenze dei territori e delle singole scuole.

Non che i sindaci abbiano detto un «sì» senza condizioni: i Comuni vogliono che alcuni nodi vengano al pettine, e non solo sugli orari di ingresso. C’è da risolvere – sottolineano – il problema del trasporto, che dovrà essere incrementato, soprattutto sulle linee extraurbane per evitare affollamenti sugli autobus e alle pensiline delle fermate. Inoltre, i primi cittadini chiedono dei protocolli «univoci e chiari» sul tracciamento dei contagi, le quarantene e l’uso dei test rapidi.

Una soluzione plausibile, su cui si discuterà ancora nei prossimi giorni, è quella di far tornare in aula i ragazzi di prima e di quinta superiore nelle Regioni più a rischio e di predisporre il rientro di tutti gli studenti delle superiori nei territori con un livello di rischio più basso.

«Capisco davvero le difficoltà di alcune famiglie nel far svolgere ai loro figli la didattica a distanza», ha detto ancora Azzolina. «Un bambino di sei anni per imparare a leggere e scrivere ha bisogno della sua maestra. Per questo – ha concluso la ministra – è importante, con prudenza e appena la curva lo permetterà, riaprire tutti gli istituti e far tornare gli alunni a scuola».



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