Le regole della didattica a distanza

26 Novembre 2020 | Autore:
Le regole della didattica a distanza

I doveri di insegnanti, alunni e genitori per il corretto svolgimento delle lezioni da casa. Quando si rischia la bocciatura. E il reato.

È stata una scelta obbligata dalle circostanze: la paura che il Covid si diffondesse a macchia d’olio nelle scuole ha portato, per la seconda volta in un anno, alla chiusura degli istituti. Così, milioni di studenti sono costretti a seguire le lezioni da casa, tramite la didattica a distanza. Non senza alcuni problemi pratici: la connessione assente o poco affidabile, il livello di attenzione degli alunni, l’assenza di un vero controllo sul comportamento dei ragazzi, il rischio che qualcuno di loro copiasse o si facesse passare i compiti già fatti dal compagno. E poi, la gestione dell’attività lavorativa dei docenti.

Quali sono le regole di una corretta gestione della didattica a distanza? Che cosa devono e possono fare insegnati e studenti? E quando un alunno può rischiare la bocciatura pur presentando dei compiti svolti in modo corretto?

Partiamo dalle regole basilari. La prima: seguire la didattica a distanza è come seguire le lezioni a scuola. Quindi, niente collegamenti in pigiama o in ritardo: si deve avere un abbigliamento consono e si deve essere puntuali. Se si arriva in ritardo, chiedere scusa è buona educazione ma senza attivare il microfono per evitare di interrompere la lezione già iniziata: meglio usare la chat.

La telecamera deve essere sempre attiva, sempre che la connessione lo consenta. Va, comunque, accesa quando si viene interpellati dall’insegnante o quando si deve fare una domanda.

L’accesso alla piattaforma per seguire le lezioni va fatto solo attraverso l’account della scuola. È vietato condividere il link di accesso al meeting con persone estranee alla classe o all’istituto, per evitare l’ingresso di qualche disturbatore o anche un attacco informatico. È pure vietato fare video e foto della videoconferenza, a meno che tutti, a partire dal docente, siano d’accordo.

I momenti di pausa devono servire per riposare gli occhi e la testa: occorre, dunque, evitare di impegnare gli intervalli tra una lezione e l’altra incollandosi ai social.

A proposito di pause. Non solo si rendono necessarie per far prendere respiro agli studenti ma sono anche un diritto dei docenti. Meglio tenere delle lezioni di durata inferiore ai 60 minuti, per non far calare l’attenzione dei ragazzi. In questo caso, però, l’insegnante deve recuperare le frazioni orarie perse così come previsto dal piano sulla didattica a distanza.

Il docente, inoltre, deve riportare sul registro elettronico le presenze e le assenze, le attività svolte, i compiti assegnati e le eventuali verifiche da fare. Gli alunni devono seguire le regole dettate dagli organi collegiali e i genitori sono tenuti a monitorare il percorso dei figli e a collaborare con gli insegnanti per il regolare svolgimento delle lezioni.

Come vengono giudicati gli alunni? La valutazione tiene conto delle presenze e della difficoltà delle materie, così come dell’apprendimento. Ma anche del comportamento degli studenti, che deve essere lo stesso da osservare nelle aule scolastiche.

I ragazzi devono seguire tutte le lezioni in tutte le ore previste dal piano didattico: significa che eventuali assenze dal video vanno giustificate e che, per fare un esempio banale, dovranno chiedere il permesso per andare in bagno, anche se sono a casa loro. Ci vorrà la giustificazione anche per motivare un ritardo o una chiusura del collegamento in anticipo in caso di necessità.

Attenti a non fare troppo i brillanti: atteggiamenti in grado di disturbare gli altri o di interrompere le lezioni possono tradursi in un brutto voto in condotta o comportare una bocciatura. Rischia anche chi non rispetta il regolamento dell’istituto: il dirigente, il docente o il consiglio di classe possono decidere una sanzione che va dalla nota sul registro elettronico alla convocazione dei genitori, fino ai 15 giorni di sospensione. Dopodiché, appunto, si può arrivare alla bocciatura.

Ma c’è di peggio: un’eventuale offesa al docente equivale ad un’offesa ad un pubblico ufficiale. In questo caso, si rischia il reato, di cui rispondono i ragazzi se hanno almeno 14 anni. L’insegnante o il dirigente che ne venga informato ha l’obbligo di denunciare il fatto all’autorità.

All’impegno del mondo scolastico, dei genitori e degli studenti in prima persona, si aggiunge quello dello Stato. Perché, si sa, la didattica a distanza comporta delle spese per le famiglie: non tutte dispongono di un pc o di un tablet e nemmeno di una connessione ad Internet. O perché non possono pagare l’abbonamento o perché il segnale materialmente non arriva.

Per superare questi ostacoli, il Governo ha messo a disposizione un bonus Internet, con un contributo massimo di 500 euro per i nuclei familiari con Isee inferiore a 20mila euro. Questo bonus è valido come sconto sull’abbonamento alla banda ultralarga, abbinato all’acquisto di un computer o di un tablet. I contratti, per connessioni con velocità pari almeno a 30 megabit/secondo, devono durare almeno un anno. Nel primo semestre del prossimo anno, dovrebbe arrivare un secondo bonus allargato alle famiglie con Isee fino a 50mila euro.

Ma poi ci sono le offerte dei singoli operatori destinate ai ragazzi che devono seguire la didattica da casa. In pratica, Tim, Vodafone e Wind Tre hanno deciso di escludere le piattaforme di didattica a distanza dal consumo di Gigabyte. In sostanza, chi frequenterà le lezioni a distanza senza attaccarsi alla linea fissa non consumerà un solo byte.

Vodafone, ad esempio, propone l’opzione Pass Smart Meeting, senza costi. L’offerta si disattiva automaticamente dopo tre mesi. Tim rinnova la sua E-learning Card, già sperimentata in primavera e valida per un anno, mentre Wind Tre risponde con Edu Time: 50 Giga aggiuntivi al mese per 30 giorni, da utilizzare dal lunedì al sabato, dalle 8 alle 15.



Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non hanno ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube