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Lo sai che? Genitore disabile: il figlio può essere dichiarato adottabile

Lo sai che? Pubblicato il 29 dicembre 2013

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> Lo sai che? Pubblicato il 29 dicembre 2013

Presupposto per l’adottabilità di un minore è lo stato di abbandono che può sussistere anche se i genitori siano incapaci di prendersene cura a causa di una malattia mentale.

 

Un bambino ha diritto, in primo luogo, a vivere nella propria famiglia biologica. Vi sono, tuttavia, dei casi in cui il Tribunale può dichiararne lo stato di abbandono e, di conseguenza, l’adottabilità se vi sia prova di un “serio pregiudizio per la sua crescita all’interno del proprio nucleo familiare [1].

Ciò può avvenire in tutti quei casi in cui siano accertate delle situazioni concrete e dannose (come la trascuratezza, i maltrattamenti o l’estrema povertà) che possano compromettere, in maniera grave e irreversibile, lo sviluppo psico-fisico del bambino, tenuto conto della sua età, del suo vissuto e delle sue specifiche caratteristiche sia fisiche che psicologiche.

Ma se da un lato vi sono alcune situazioni (come, ad esempio, la totale mancanza della famiglia di origine, lo sfruttamento sessuale, le violenze fisiche o psicologiche) che possono non lasciare dubbi sul fatto che un minore versi in stato di abbandono, non può dirsi lo stesso di altre che non dipendono dalla volontà dei genitori (si pensi ad una malattia psichica o alle condizioni economiche di indigenza della famiglia).

Ci si chiede, ad esempio: può essere dichiarato adottabile il figlio di un genitore con un handicap?

La risposta a questa domanda è affermativa, ma entro precisi limiti.

Se un genitore malato fisico o psichico, da solo, non è in grado di assicurare ai propri figli istruzione, educazione e cure adeguate (anche perché, ad esempio, non è supportato dal contributo del partner o di altri familiari), il Tribunale potrà dichiararne lo stato di abbandono e quindi l’adottabilità.

È quanto ha ricordato la Cassazione in una recente pronuncia [2] relativa al caso di una coppia di genitori   di cui l’uno senza un lavoro stabile e l’altra con deficit intellettivi.

Nel caso preso in esame dalla Suprema Corte era stato accertato che entrambi in genitori non erano in grado di offrire alla figlia assistenza né morale né materiale adeguata; per tale ragione la bambina era stata dichiarata adottabile e, di conseguenza, affidata ai servizi sociali.

 

All’atto pratico, per quanto i genitori dichiarino di voler prendersi cura dei figli, se di fatto tali cure non possono essere assicurate alla prole, il Tribunale potrebbe dichiararne comunque lo stato di abbandono, che costituisce il presupposto della dichiarazione di adottabilità.

Perciò, potrà essere dichiarato adottabile non solo un bambino orfano o con genitori che abbiano rifiutato in modo espresso di occuparsene (si pensi, ad esempio, ai casi in cui la madre sceglie di partorire in anonimato), ma anche un minore la cui famiglia biologica, per una serie di fattori, non sia in grado di assicurargli l’istruzione, la cura e l’educazione necessaria a una sua serena crescita.

 

In ogni caso, la dichiarazione dello stato di abbandono di un minore è una decisione estremamente ponderata, che il Tribunale deve prendere in relazione alle singole circostanze del caso concreto e solo dopo aver valutato tutte le possibili alternative (come anche quella dell’affidamento temporaneo). Può ben darsi, ad esempio, che la situazione di malattia sia solo momentanea (come quando il genitore debba sottoporsi ad un periodo di terapia): in tal caso il minore potrà anche essere dato in affidamento temporaneo a una famiglia per poi ricongiungersi con quella d’origine.

Al contrario, se la patologia del genitore permette, in ogni caso, di garantire una serena crescita fisica e psicologica del bambino, grazie anche – ad esempio – al supporto dell’altro genitore, questi dovrà rimanere con la propria famiglia biologica.

Un minore può essere dichiarato adottabile quando il Tribunale accerti il suo stato di abbandono.

Tale dichiarazione prescinde dalla volontà dei genitori di prendersene cura, se poi concretamente essi non siano in grado, per motivi da loro indipendenti (ad esempio una malattia mentale) di offrire al bambino tutte le cure necessarie alla sua crescita.

note

[1] Art. 8 Legge  4.5.83 n. 184 “Disciplina dell’adozione e dell’affidamento dei minori.

[2] Cass. sent. n. 28230/13 del 18.12.13.

Autore immagine: 123rf.com


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