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Quante volte si può chiedere l’indennità di disoccupazione?

12 Febbraio 2021
Quante volte si può chiedere l’indennità di disoccupazione?

In caso di perdita involontaria del lavoro, il lavoratore ha diritto ad ottenere dall’Inps una prestazione economica mensile.

Negli ultimi anni, sei stato licenziato diverse volte. Dopo la fine di ogni rapporto di lavoro, hai regolarmente percepito l’indennità di disoccupazione dall’Inps. Ti chiedi se, tuttavia, il diritto alla disoccupazione scatta ogni volta che si perde il lavoro oppure c’è un numero massimo di prestazioni erogabili in un certo lasso di tempo.

La perdita del lavoro produce dei rilevanti effetti sociali privando il lavoratore e la sua famiglia del reddito necessario alle esigenze di vita. Per questo, la legge prevede il diritto del lavoratore disoccupato, che perde involontariamente il lavoro, ad ottenere un’indennità economica di disoccupazione erogata dall’Inps.

Cosa succede se, tuttavia, in un determinato lasso temporale, il lavoratore perde il lavoro più volte? Quante volte si può chiedere l’indennità di disoccupazione? L’accesso alla disoccupazione è subordinato al possesso di determinati requisiti e tale emolumento può essere ottenuto un numero indefinito di volte a condizione che, per ogni singola richiesta, sussistono i requisiti richiesti dalla legge.

Che cos’è l’indennità di disoccupazione?

La Costituzione repubblicana [1] prevede che lo Stato debba erogare ai cittadini delle prestazioni sociali quando si verificano degli eventi che privano la persona della capacità di lavorare. Tra gli eventi protetti c’è anche la disoccupazione involontaria.

L’indennità di disoccupazione, oggi definita con l’acronimo Naspi, nuova assicurazione sociale per l’impiego, è una prestazione sociale che viene erogata al lavoratore in caso di perdita involontaria dell’occupazione.

In particolare, la Naspi spetta ai lavoratori che hanno perso il lavoro a partire dal primo maggio 2015 [2]. La Naspi viene erogata dall’Inps al beneficiario mensilmente, direttamente sul conto corrente indicato nella domanda di accesso alla prestazione.

Indennità di disoccupazione: a chi spetta?

La Naspi non è un ammortizzatore sociale universale, che spetta a tutti i lavoratori in caso di perdita del lavoro. Al contrario, tale emolumento aspetta solo ai lavoratori assicurati presso l’Inps contro il rischio di disoccupazione involontaria.

Ne consegue che la Naspi spetta solo ai lavoratori assunti con contratto di lavoro subordinato, ivi inclusi:

  • apprendisti;
  • soci lavoratori di cooperativa;
  • lavoratori del settore artistico;
  • lavoratori dipendenti a tempo determinato delle amministrazioni pubbliche.

Diversamente, non hanno accesso a tale beneficio:

  • i lavoratori a tempo indeterminato delle amministrazioni pubbliche;
  • gli operai agricoli;
  • i lavoratori extracomunitari con permesso di soggiorno stagionale;
  • i lavoratori che hanno già raggiunto i requisiti per il pensionamento;
  • i lavoratori titolari di assegno ordinario di invalidità.

Quante volte è possibile richiedere la disoccupazione?

Può accadere che un lavoratore, in un determinato lasso di tempo, perda il lavoro più volte. In questi casi, il disoccupato si chiede se ha diritto alla Naspi dopo la fine di ogni rapporto di lavoro oppure se c’è un numero massimo di volte in cui può accedere a tale prestazione.

Non esiste un tetto massimo di domande di Naspi presentabili dal lavoratore. Ciò che conta è che, per ogni singola domanda di Naspi, il lavoratore abbia i requisiti richiesti dalla legge.

Tali requisiti sono, in particolare:

  • perdita involontaria del lavoro: la Naspi spetta solo in caso di licenziamento e non spetta in caso di dimissioni o risoluzione consensuale del rapporto di lavoro, salvo alcune eccezioni in cui, anche se il rapporto di lavoro si chiude con le dimissioni o la risoluzione consensuale, in ogni caso, la disoccupazione non è stata determinata dalla volontà del lavoratore;
  • requisito contributivo: per accedere alla Naspi il lavoratore deve aver versato, nei 4 anni che precedono l’inizio dello stato di disoccupazione, almeno 13 settimane di contribuzione Inps contro il rischio di disoccupazione involontaria;
  • requisito lavorativo: nei 12 mesi che precedono la cessazione del rapporto di lavoro il lavoratore deve aver lavorato per almeno 30 giornate di lavoro effettivo.

Come fare domanda di disoccupazione?

La domanda di disoccupazione deve essere presentata dal lavoratore direttamente on line sul sito www.inps.it accedendo ai servizi telematici. Per poter accedere al portale è necessario essere in possesso del PIN dispositivo Inps.

In alternativa, il lavoratore disoccupato può presentare la domanda di Naspi chiamando il contact center al numero 803 164 da rete fissa oppure al numero 06164164 da rete mobile.

Se il lavoratore preferisce farsi assistere da un intermediario nella presentazione della domanda può recarsi presso un ente di patronato che inoltrerà la domanda di accesso alla prestazione utilizzando i propri servizi telematici.


note

[1] Art. 38 Cost.

[2] D. Lgs. n. 22 del 4.03.2015.


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