Diritto e Fisco | Articoli

Furto e appropriazione indebita: differenze

27 Novembre 2020 | Autore:
Furto e appropriazione indebita: differenze

Impossessarsi di un bene mobile altrui: che tipo di reato è? Disponibilità dell’oggetto rubato, procedibilità a querela di parte, circostanze aggravanti.

Prendere una cosa che è di altri può costituire reato se non si ha il permesso del proprietario. Su questo concetto si basa il crimine più comune che esista: il furto. Perché si possa parlare di reato occorre ovviamente che vi sia l’intenzione di impossessarsi di un bene per farlo proprio. Molto simile al furto è l’appropriazione indebita, che consiste nel far propria la cosa altrui di cui, però, si ha già la disponibilità. Quali sono le principali differenze tra furto e appropriazione indebita?

Sin da subito possiamo affermare che entrambi sono reati che aggrediscono il patrimonio. Come vedremo meglio nel corso dei prossimi paragrafi, mentre il furto presuppone che ci si impossessi del bene altrui sottraendolo a chi lo detiene legittimamente, l’appropriazione indebita si realizza quando si manifesta l’intenzione di non restituire la cosa di altri di cui si abbia già il possesso. Se l’argomento ti interessa e vuoi saperne di più, prosegui nella lettura: vedremo insieme quali sono le differenze tra furto e appropriazione indebita.

Furto: cos’è e quando è reato?

Per il codice penale, chi s’impossessa della cosa mobile altrui sottraendola a chi la detiene al fine di trarne profitto per sé o per altri commette il reato di furto [1].

Affinché si possa avere il reato di furto, dunque, occorrono le seguenti condizioni:

  • che l’autore si appropri di una cosa altrui, togliendola a chi l’ha legittimamente con sé;
  • che oggetto della condotta sia un bene mobile, cioè non ancorato al suolo (come le case, i terreni, ecc.);
  • che lo scopo dell’impossessamento sia quello di avvantaggiare sé stesso o altri.

Appropriazione indebita: cos’è e quando è reato?

Per legge, chi si appropria del denaro o della cosa mobile altrui di cui abbia già il possesso a qualsiasi titolo, per procurare a sé o ad altri un ingiusto profitto, commette il reato di appropriazione indebita [2].

Affinché si abbia il reato di appropriazione indebita è necessario che ricorrano le seguenti condizioni:

  • che l’autore si appropri di una cosa altrui di cui sia già in possesso (ad esempio, perché gli è stata data in prestito oppure per motivi di lavoro: si pensi al meccanico che tiene con sé l’auto del cliente in attesa di riparazione);
  • che oggetto della condotta sia un bene mobile (non esiste l’appropriazione indebita di un immobile);
  • che lo scopo dell’impossessamento sia quello di avvantaggiare sé stesso o altri.

Furto e appropriazione indebita: principali differenze

La principale differenza tra furto e appropriazione indebita sta nelle condizioni iniziali che consentono il realizzarsi dell’uno o dell’altro delitto.

Per la precisione, il discrimine fra i due reati è costituito dalla disponibilità del bene: se ci si impossessa di una cosa altrui di cui non si ha già la disponibilità, si commette furto; altrimenti, scatta il diverso reato di appropriazione indebita.

Detto in altre parole, la differenza  tra i due reati risiede nel fatto che, mentre il furto presuppone la mancanza del possesso della cosa mobile altrui (consistendo il reato proprio nell’impossessamento), l’appropriazione indebita implica che l’agente già possieda le cose mobili o il denaro altrui.

Ad esempio, secondo la Corte di Cassazione [3], commette il reato di furto (aggravato) e non quello di appropriazione indebita il dipendente che, aprendo la cassaforte aziendale grazie alle chiavi di cui è in possesso, trafuga il software e il database dell’azienda per copiarli e poi utilizzarli nella società che costituisce dopo essersi dimesso.

Ciò proprio perché la differenza fra le due fattispecie delittuose è costituito dalla disponibilità sul bene: se l’agente ha un potere autonomo sulla cosa, allora la violazione dei limiti di utilizzabilità integra il reato di appropriazione indebita; quando invece il lavoratore ha soltanto un rapporto materiale col bene che deriva dal contratto col datore, si ricade nell’ipotesi di furto.

Ugualmente, commette appropriazione indebita il meccanico che, avendo la disponibilità dell’auto portatagli dal cliente, al termine della riparazione non la voglia più restituire.

È sempre appropriazione indebita quella del gestore dell’albergo che, dopo essersi fatto consegnare i beni preziosi dei clienti per custodirli, non li restituisca più.

Tra furto e appropriazione indebita esistono anche altre differenze:

  • l’appropriazione indebita è punita con la reclusione da due a cinque anni e con la multa da mille a tremila euro, mentre il furto (semplice) con la reclusione da sei mesi a tre anni e con la multa da 154 a 516 euro;
  • per il furto esistono molte circostanze aggravanti (come ad esempio il furto operato con destrezza, il furto in abitazione o con strappo, ecc.) che fanno notevolmente aumentare la pena; per l’appropriazione indebita, invece, la pena è aumentata solo se il fatto è commesso su cose possedute a titolo di deposito necessario (per tale dovendosi intendere il deposito cui taluno è costretto da un evento eccezionale come, ad esempio, un incendio, una rovina, un saccheggio, un naufragio o altro avvenimento non prevedibile).

Furto e appropriazione indebita: analogie

Tra furto e appropriazione indebita esistono numerose analogie:

  • innanzitutto, entrambi sono delitti contro il patrimonio che si realizzano arricchendosi a spese di altri, cioè privando i legittimi proprietari dei loro beni;
  • entrambi i reati sono punibili a querela di parte. Ciò significa che le forze dell’ordine non potranno attivarsi fintantoché la vittima del reato non sporga querela entro tre mesi da quando ha scoperto di aver subito il crimine. Il furto aggravato è invece procedibile d’ufficio;
  • sia il furto che l’appropriazione indebita hanno ad oggetto beni mobili.

note

[1] Art. 624 cod. pen.

[2] Art. 646 cod. pen.

[3] Cass., sent. n. 33105 del 25 novembre 2020.

Autore immagine: pixabay.com


Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non hanno ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube