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Per le società, accertamenti e cartelle Equitalia fino a 5 anni dalla cancellazione

1 Novembre 2014
Per le società, accertamenti e cartelle Equitalia fino a 5 anni dalla cancellazione

Novità semplificazioni fiscali: limite massimo dopo l’estinzione e cancellazione dal registro delle imprese.

 

La società che sarà stata chiusa resterà ancora preda del fisco e, quindi, passibile di ricevere avvisi di accertamento e cartelle esattoriali di Equitalia. Così sarà per ben cinque anni dopo l’estinzione. Dopodiché, finalmente, sarà libera di “riposare in pace”.

È questa una delle novità più interessanti contenuta nel nuovo pacchetto semplificazioni.

Ma è solo questa notizia a spaventare gli imprenditori stretti dalla crisi e dalla pressione fiscale. Se fino ad oggi toccava all’amministrazione fiscale dimostrare le colpe di liquidatori e soci per ritenere valide le pretese impositive, l’onere della prova (ancora una volta) verrà invertito: e quindi sarà la compagine sociale – liquidatore compreso – a dover dimostrare di essere esente da colpe.

Un nuovo incubo si abbatte sui contribuenti, un incubo tuttavia che già appare incostituzionale per via dell’eccesso di delega che, in tal modo, il Governo eserciterebbe se rendesse definitiva la norma [1].

Com’è attualmente la normativa

Attualmente, gli accertamenti fiscali e le cartelle di pagamento emesse nei confronti della società ormai estinta sono nulli. Infatti, l’azienda, una volta chiusa, si considera come morta ed i suoi eredi – i soci – vi succedono nei limiti di quanto hanno percepito col bilancio di liquidazione (almeno per le società di capitali). In altre parole, l’atto impositivo deve essere spedito a soci e liquidatori, altrimenti non ha effetti.

Gli eventuali atti impositivi, intestati a liquidatori e soci, possono essere emessi però soltanto quando il fisco prova che vi è stata colpa del liquidatore o che i soci hanno riscosso somme in base al bilancio finale di liquidazione (la responsabilità si ha fino a concorrenza di queste somme) [2].

Vi è una ulteriore responsabilità dei liquidatori e dei soci, ma soltanto per l’Ires (e non per le sanzioni) dovuta dalle società di capitali: tuttavia anche in questo caso il Fisco deve provare che il socio ha incassato delle somme o che gli sono stati attribuiti dei beni ovvero che il liquidatore ha assegnato i beni ai soci senza avere prima avere soddisfatto i crediti tributari [3].

Come sarà la normativa

Il decreto sulle semplificazioni vuole sovvertire completamente questo impianto normativo. E quindi, solo per il fisco, la società ormai estinta si considererà ancora in vita per altri 5 anni: una finzione giuridica, uno zombie a cui continuare a inviare cartelle esattoriali per le vecchie gestioni. Ma non ci sarà solo Equitalia a bussare alla porta di un’azienda dove ormai non c’è più nessuno. Ci sarà anche l’Agenzia delle Entrate che potrà effettuare e comunicare Accertamenti, riscossione dei tributi, contributi, sanzioni e interessi.


note

[1] Delega che perviene dalla legge 23/2014.

[2] Art. 2945 cod. civ.

[3] Art. 36 del Dpr 602/1973.

Autore immagine: 123rf com


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