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La pubblica sicurezza: cosa vuol dire?

13 Febbraio 2021
La pubblica sicurezza: cosa vuol dire?

La tutela dell’ordine pubblico e dell’incolumità delle persone. Le autorità preposte alla sicurezza dei cittadini in materia etica, politica, tecnologica ed economica. I baluardi contro la criminalità organizzata e il terrorismo.

Nel corso della storia, vi sono stati eventi che rappresentano degli spartiacque tra ciò che c’era prima e quello che è accaduto dopo. È il caso del lento sgretolarsi dell’Impero romano d’Occidente (476), da cui ha avuto inizio il Medioevo, della scoperta dell’America (1492) che ha dato origine all’epoca moderna, della fine del secondo conflitto globale (1945), che rappresenta l’inizio della contemporaneità, e l’attacco alle Torri Gemelle (2001), che invece ha completamente modificato la percezione della pubblica sicurezza.

Ma cosa vuol dire pubblica sicurezza? Questa locuzione è sempre esistita, ma con l’internazionalizzazione della criminalità organizzata e del terrorismo, la pubblica sicurezza è stata investita di nuovi significati ed è stata chiamata a un riassetto territoriale complessivo. Basti pensare che l’indice di pubblica sicurezza di un Paese può dare un forte impulso allo sviluppo e alla stabilità economica della Nazione stessa. Il motivo è chiaro: più uno Stato è sicuro, più è in grado di esercitare la sua attrazione. Questa panoramica introduttiva ci ha offerto la destra per entrare più nel dettaglio e capire cosa si intende quando si parla di sicurezza pubblica e quali le sono le forze che la tutelano.

Cosa vuol dire pubblica sicurezza: i concetti di ordine pubblico e incolumità personale

Con pubblica sicurezza si intende quel complesso di istituzioni e apparati statali preposti alla tutela dell’ordine pubblico e all’incolumità delle persone. Questo vuol dire che in qualunque Paese esistono gruppi di persone che sovrintendono al rispetto dei principi etici e politici. Solo in questo modo una comunità può convivere in modo civile e ordinato.

Quando abbiamo tentato di dare una definizione di pubblica sicurezza, abbiamo tirato in ballo l’ordine pubblico e l’incolumità delle persone. In uno Stato civile, questi due principi fondamentali non devono considerarsi solo nel mero significato fisico. Spieghiamoci meglio.

Tutelare l’incolumità di una persona non vuol dire soltanto proteggerla da eventuali aggressioni da parte di un malvivente. Si parla di pubblica sicurezza anche in riferimento:

  • alle scelte politiche dei cittadini: come noto, ciascuno di noi è libero di esprimere la propria preferenza di voto in cabina elettorale, senza dover ricevere pressioni o minacce dall’esterno;
  • all’uso delle tecnologie: da questo punto di vista, la pubblica sicurezza esercita tutti gli sforzi possibili per tutelare la privacy e impedire la divulgazioni di fatti e informazioni personali;
  • alla sfera economica: pensiamo, per esempio, al diritto di proprietà e quindi alla facoltà di godere e di disporre delle cose proprie in modo pieno ed esclusivo.

Dopo aver analizzato la trama superficiale sulla quale corre la pubblica sicurezza, serve capire come essa si organizza, come viene raggiunta e quali sono gli attori che concorrono a farci sentire al sicuro.

L’articolazione delle autorità di pubblica sicurezza

Per capire il funzionamento della pubblica sicurezza si è soliti fare l’esempio della matriosca, ossia pezzi di diversa grandezza che, inseriti l’uno dentro l’altro, finiscono col diventare un organismo unico.

I pezzi che compongono l’entità della sicurezza pubblica sono tre e, dal più grande al più piccolo, sono:

  • autorità nazionale;
  • autorità provinciale;
  • autorità locale.

Analizziamo queste strutture amministrative dall’interno.

L’autorità nazionale di pubblica sicurezza: il ministero dell’Interno

Il pezzo più grande di quella matriosca presa come esempio per spiegare l’apparato della pubblica sicurezza è rappresentato dal ministero dell’Interno. Questo ministero, che dal 1925 occupa il Viminale, rappresenta il vertice supremo di tutto ciò che accade, in termini di sicurezza, all’interno dei confini nazionali.

Volendo sintetizzare le competenze che fanno capo al ministero dell’Interno, possiamo dire che questo dicastero garantisce il funzionamento e la regolare formazione degli enti locali, coordina le forze di polizia e tutela i diritti civili.

Le autorità provinciali di pubblica sicurezza: il prefetto e il questore

Aprendo il primo pezzo che compone la nostra ormai cara matriosca, vi troveremmo le autorità provinciali di pubblica sicurezza, che sono il prefetto e il questore.

Il prefetto

Il prefetto dipende gerarchicamente dal Ministero dell’interno e presidia quella che un tempo era chiamata prefettura e che oggi si chiama ufficio territoriale del Governo.

Questa autorità provinciale di pubblica sicurezza è responsabile dell’ordine pubblico in tutta la provincia e si avvale dei suoi poteri per coordinare le attività e i compiti degli agenti di pubblica sicurezza.

Vedremo più avanti chi sono gli agenti di pubblica sicurezza, mentre ora continuiamo a focalizzarci sulle competenze di questa autorità provinciale di sicurezza.

Al prefetto spettano anche responsabilità in materia di Protezione civile: è lui, infatti, a predisporre il piano di emergenza da attuare nei casi di sopravvenuti eventi potenzialmente lesivi.

Ad esempio, per far fronte a disastri ambientali (alluvioni, frane o eventi legati al dissesto idrogeologico) e attacchi terroristici, il prefetto assume la direzione unitaria di tutti gli uffici preposti alla pubblica sicurezza.

Il questore

Questa autorità provinciale di pubblica sicurezza è preposta a capo della questura. Dopo la riforma della Polizia di Stato del 1981, il questore non dipende più dal prefetto, ma è un dirigente generale della pubblica sicurezza.

Il questore è anche dirigente superiore della Polizia di Stato e, in questo senso, coordina tutte le forze impiegate nella tutela dell’ordine pubblico.

Tra le funzioni attribuite al questore vi è anche quella di emanare ordinanze che regolamentano manifestazioni ed eventi pubblici (eventi sportivi, cortei pubblici, ecc.).

Tra il prefetto e il questore corre un rapporto di pacifica convivenza, nel senso che il prefetto presiede la sfera politica, mentre al questore spetta quella tecnica.

Le autorità locali di pubblica sicurezza: il questore e il commissariato

Veniamo ora al terzo livello di autorità di pubblica sicurezza, rappresentato dagli organi locali.

Nei capoluoghi di provincia, le autorità locali di pubblica sicurezza sono – nuovamente – i questori. Questo significa che, Italia, vi sono 105 prefetti totali a cui vanno ad aggiungersi il presidente della Regione Valle d’Aosta che svolge anche funzioni prefettizie e i commissari di Trento e Bolzano, province che sono state commissariate dal Governo.

Quando invece non parliamo di capoluoghi di provincia, le autorità locali di pubblica sicurezza sono i commissariati, ossia la Polizia di Stato.

Dunque, tutti quelli che lavorano nelle forze di polizia italiane sono agenti di pubblica sicurezza e sono impegnati a veicolare le misure messe a punto dal questore, dal prefetto e dal Ministro dell’interno per salvaguardare l’ordine pubblico e tutelare l’incolumità delle persone.



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