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Quanto costa la tassa d’esame di maturità?

13 Febbraio 2021
Quanto costa la tassa d’esame di maturità?

Le tasse connesse alla frequentazione della scuola superiore secondaria di secondo grado. Tutte le tasse scolastiche con relativo costo e focus sul tributo per l’esame di Stato. I casi di esonero.

Il momento conclusivo del ciclo di studi superiori e secondari è rappresentato dall’esame di Stato, a cui si accede previo riscontro positivo in sede di scrutinio scolastico. In realtà, per poter sostenere l’esame finale, lo studente deve prima assolvere al pagamento della relativa tassa scolastica. Si chiamano in questo modo i tributi che devono essere pagati all’Erario per il fatto di essere iscritto e frequentare una scuola superiore, o perché il diplomato vuole ritirare l’attestato cartaceo. Più vasto, invece, il novero delle tasse d’esame, entro cui ricade anche quella per l’esame di Stato.

Ma quanto costa la tassa d’esame di maturità? Lo vediamo in questo articolo, che abbiamo pensato proprio per soddisfare la curiosità di chi, come te, sta cercando di pianificare tutte le spese annuali. Prima di vedere a quanto ammonta la tassa d’esame di Stato, passiamo in rassegna anche tutte le spese scolastiche erariali per farti capire quali differenze incorrono tra l’una e l’altra, e quando devi pagarle. In calce all’articolo, poi, abbiamo inserito i casi in cui gli studenti sono esonerati dal pagamento delle tasse scolastiche, compresa quella dell’esame di maturità.

Quali sono le tasse scolastiche?

Le tasse scolastiche sono tributi che gli studenti devono pagare allo Stato dopo il compimento del sedicesimo anno di età e per accedere al quarto e quinto anno della scuola superiore.

Nel complesso, le tasse scolastiche sono quattro:

  1. la tassa di iscrizione;
  2. la tassa di frequenza;
  3. la tassa per esami;
  4. la tassa del diploma.

Conosciamo più da vicino questi tributi, la maggior parte dei quali dipende dal dover frequentare i due anni di scuola successivi a quelli obbligatori.

La tassa di iscrizione e la tassa di frequenza: quando vanno pagate?

Come tutti sappiamo, l’obbligo scolastico non va oltre il raggiungimento del sedicesimo anno di età, ossia quando lo studente (se tutto va bene e non viene bocciato) conclude il terzo anno.

Questo vuol dire che, al compimento di 16 anni, per continuare gli studi secondari, l’alunno dovrà pagare la tassa di iscrizione che ammonta a 6,04 € e, allo stesso modo, la tassa di frequenza di 15,13 €. Mentre la tassa di iscrizione si paga una sola volta e vale fino a conclusione del ciclo di studi, la tassa di frequenza deve essere riconosciuta per ogni anno di frequenza.

Quindi, in caso di bocciatura, la tassa di iscrizione non va ripagata, ma la tassa di frequenza sì.

Cos’è la tassa d’esame e quando si paga?

La tassa d’esame è quel tributo che lo studente versa all’Erario per poter sostenere un qualsiasi tipo di esame svolto all’interno o in connessione alla scuola secondaria. Cerchiamo di capire meglio cosa s’intende per tassa d’esame.

Innanzitutto, esistono tante tasse d’esame quanti sono i tipi di valutazione cui possono sottoporsi gli studenti dopo i 16 anni. Rientra in questa tipologia la tassa per gli esami di idoneità, cioè quella tassa che devono pagare gli studenti intenzionati a passare a una classe successiva, pur non avendone titolo.

Se Tizio viene bocciato al terzo anno, ma crede di avere le conoscenze necessarie per passare all’anno successivo, può sostenere un esame di idoneità pagando preventivamente l’apposita tassa d’esame.

A differenza di quella per gli esami di idoneità, la tassa per gli esami integrativi deve essere pagata in caso di cambio di indirizzo, fermo restando la classe di appartenenza.

Se Tizio frequenta il quarto anno di un istituto tecnico, ma vuole iscriversi al quarto anno di un liceo scientifico, deve pagare la tassa per gli esami integrativi.

La tassa per gli esami di licenza, invece, va pagata quando si vuole prendere un diploma di licenza, per esempio un attestato di conoscenza della lingua straniera o l’Ecdl, il patentino del computer.

Abbiamo detto che le tasse d’esame vanno pagate dopo i 16 anni. Fa eccezione a questa regola la tassa per gli esami di qualifica.

Lo studente che frequenta un istituto alberghiero, al termine del triennio, potrà ottenere la qualifica di diploma alberghiero. Per ottenerlo, dovrà prima pagare la relativa tassa per l’esame di qualifica.

E veniamo, ora, alla tassa d’esame più nota, la tassa per gli esami di maturità.

Tassa per gli esami di Stato: quanto costa e quando va pagata

Formalmente, la tassa d’esame di maturità ha preso il nome di tassa per l’esame di Stato da quando, nel 1997, anche l’esame finale ha subito la stessa variazione terminologica. Questa tassa deve essere corrisposta nel momento in cui si presenta la domanda d’esame e va pagata in un’unica soluzione, senza possibilità di rateizzazione.

La tassa d’esame di maturità ammonta a 12,09 €, esattamente quanto tutte le altre tasse d’esame. Questa tassa è obbligatoria se si intende sostenere l’esame di Stato e, questa caratteristica, la differenzia in modo sostanziale dalla tassa del diploma. Quest’ultima tassa scolastica, infatti, deve essere versata all’Erario solo se lo studente, dopo aver superato con profitto l’esame di Stato, intende ritirare il diploma cartaceo. In caso contrario, non è tenuto a pagare i 15,13 € dovuti per il ritiro del titolo scolastico.

Chi non deve pagare la tassa d’esame di maturità?

La tassa d’esame di Stato, al pari delle altre tasse scolastiche erariali, non va pagata dai soggetti esonerati.

È possibile essere esonerati dal pagamento delle tasse scolastiche:

  • per merito;
  • per motivi economici;
  • per appartenenza a categorie speciali.

L’esonero per merito si ottiene quando lo studente consegue una votazione non inferiore a 8 negli scrutini finali.

Se Tizio, al quinto anno, ottiene una media di 8/10, non deve pagare la tassa d’esame di maturità.

L’esonero per motivi economici sussiste quando il nucleo familiare dello studente presenta un Isee uguale o inferiore a 20.000 euro. In questo caso, l’alunno non deve pagare alcun tipo di tassa scolastica.

Infine, lo studente non è tenuto a versare la tassa d’esame di Stato se è orfano di guerra, figlio di mutilati o invalidi di guerra, ovvero di persona affetta da cecità totale o parziale.



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