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Differenza tra assenza e morte presunta

13 Febbraio 2021 | Autore:
Differenza tra assenza e morte presunta

Non solo il decesso di una persona ma anche il suo allontanamento dall’ultimo domicilio/residenza senza dare più notizie può comportare conseguenze giuridiche.

È veramente alto il numero di persone che ogni anno, volontariamente o involontariamente, svanisce nel nulla così da fare sorgere il dubbio se siano ancora in vita o meno. Quando tale situazione di incertezza si protrae nel tempo, possono nascere problemi legati alla famiglia e al patrimonio di queste persone. Perciò, il nostro legislatore è intervenuto in materia, dettando una disciplina apposita per i casi di scomparsa, assenza e morte presunta.

La scomparsa è una situazione di fatto che si verifica quando un soggetto si allontana dal suo ultimo domicilio o residenza e del quale non si hanno più notizie per un lasso di tempo incompatibile con la sua quotidianità. In questo caso, il tribunale, indipendentemente dal tempo trascorso dall’ultima notizia, su richiesta dei presunti eredi o degli interessati o del pubblico ministero, può nominare un curatore il cui compito è quello di occuparsi della conservazione del patrimonio dello scomparso. Il curatore non viene nominato se vi è un rappresentante legale o volontario [1].

La scomparsa rappresenta un presupposto comune a due situazioni di diritto, che sono l’assenza e la morte presunta. Qual è la differenza tra assenza e morte presunta? La prima per potere essere dichiarata, richiede che la persona sia scomparsa da due anni mentre la seconda richiede che la persona sia scomparsa da almeno dieci anni. Dall’una o dall’altra derivano, poi, delle diverse conseguenze giuridiche.

Ad esempio, l’erede della persona dichiarata assente può essere immesso nel possesso dei suoi beni ma solo per provvedere alla loro amministrazione, invece, l’erede della persona di cui è stata dichiarata la morte presunta acquista la piena titolarità o disponibilità dei suoi beni. Inoltre, gli effetti dei provvedimenti pronunciati a favore dei successori dell’assente hanno carattere temporaneo. Perciò, per fare cessare questa situazione di incertezza, soprattutto quando la scomparsa dura da molti anni, si può richiedere la dichiarazione di morte presunta.

In cosa consiste l’assenza

L’assenza è una situazione di diritto che racchiude in sé la scomparsa. Trascorsi due anni dal giorno in cui si è avuta l’ultima notizia della persona scomparsa e vi è incertezza sulla sua esistenza in vita, gli eredi (successori legittimi) e coloro che credono di avere sui beni dello scomparso diritti dipendenti dalla sua morte (cioè i soggetti che in seguito alla morte dello scomparso sarebbero liberati da debiti o da obbligazioni), possono richiedere al tribunale una dichiarazione di assenza [2]. Al fine di ottenere la pronuncia del relativo provvedimento, occorre seguire un apposito procedimento disciplinato dal codice di procedura civile [3].

Quali effetti derivano dalla dichiarazione di assenza

Le conseguenze che derivano dalla dichiarazione di assenza sono [4]:

  • il tribunale ordina l’apertura del testamento dell’assente, se esiste;
  • gli eredi legittimi o testamentari dell’assente possono essere immessi nel possesso temporaneo dei beni ma non possono alienare, ipotecare, pignorare tali beni a meno che non vi sia una necessità o una utilità evidente che deve essere riconosciuta dal tribunale;
  • i donatari e i legatari possono essere ammessi all’esercizio temporaneo dei loro diritti;
  • coloro che per effetto della morte dell’assente sarebbero liberati da obbligazioni che avevano nei suoi confronti, possono essere esonerati dall’adempimento delle stesse.

In ogni caso, l’assenza non scioglie il matrimonio ma cessa la comunione legale tra i coniugi. È possibile che il coniuge dell’assente contragga un nuovo matrimonio che non può essere impugnato fino a quando dura l’assenza [5]. In altre parole, in caso di ritorno, la persona che era stata dichiarata assente può impugnare il matrimonio, nel frattempo, contratto dall’altro coniuge.

Quando cessano gli effetti della dichiarazione di assenza

Gli effetti della dichiarazione di assenza cessano in caso di ritorno dell’assente o di prova della sua esistenza in vita [6]. I possessori temporanei devono restituire i beni all’assente ma se hanno alienato i beni o costituito delle garanzie su di essi per necessità o utilità evidente riconosciuta dal tribunale, non hanno obblighi nei confronti dell’assente [7].

Se l’assenza è stata volontaria ed ingiustificata, l’assente perde il diritto alla restituzione delle rendite che sono state messe da parte dai successori che non avevano diritto a goderne in maniera totale [8].

Gli effetti della dichiarazione di assenza cessano anche quando è provata la morte dell’assente. Da ciò consegue che si apre la successione a favore di coloro che al momento della morte risultavano essere i suoi eredi.

Cos’è la morte presunta

La morte presunta è una situazione di diritto che deriva da una dichiarazione giudiziale, alla quale si ricorre quando sono decorsi almeno 10 anni dal giorno in cui risale l’ultima notizia dell’assente [9].

Gli eredi, i soggetti interessati o anche il pubblico ministero possono rivolgersi al tribunale dell’ultimo domicilio o dell’ultima residenza dell’assente per ottenere la dichiarazione di morte presunta a partire dal giorno in cui risale l’ultima notizia certa della sua esistenza in vita. Si tratta di una particolare forma di accertamento giudiziale del decesso di un soggetto, fondato su una presunzione legale.

La dichiarazione di morte presunta produce gli stessi effetti della morte naturale e può essere pronunciata anche se non è stata dichiarata l’assenza da parte del tribunale.

Quali sono le conseguenze della dichiarazione di morte presunta

Gli effetti che derivano dalla dichiarazione di morte presunta si possono così riassumere:

  • coloro che hanno avuto il possesso temporaneo dei beni in seguito alla dichiarazione di assenza possono disporne;
  • i soggetti che avevano delle obbligazioni nei confronti di colui che è stato dichiarato morto presunto, vengono definitivamente liberati;
  • il coniuge dello scomparso può contrarre nuovo matrimonio;
  • nel caso in cui non vi sia stata una precedente dichiarazione di assenza o nel caso in cui non vi sia stata immissione nel possesso temporaneo dei beni i soggetti legittimati possono esercitare il pieno esercizio dei diritti sui beni dell’assente.

Cosa succede se il presunto morto ritorna?

Se la persona della quale è stata dichiarata la morte presunta ritorna o ne è provata l’esistenza, recupera i beni nello stato in cui si trovano. Ha diritto di conseguire il prezzo dei beni alienati quando sia ancora dovuto o i beni nei quali sia stato investito. Inoltre, può chiedere l’adempimento delle obbligazioni che si sarebbero estinte a causa della sua morte [10].

Il matrimonio eventualmente contratto dal coniuge del presunto morto è nullo [11]. Vengono fatti salvi gli effetti civili e, quindi, i figli nati dal nuovo matrimonio restano figli legittimi.

Ci sono casi in cui la scomparsa si verifica per eventi straordinari come ad esempio una calamità naturale, un naufragio, un incendio. In tali ipotesi, la dichiarazione di morte presunta si può chiedere dopo due anni dalla fine del mese o dell’anno in cui l’evento è avvenuto.


note

[1] Art. 48 cod. civ.

[2] Art. 49 cod. civ.

[3] Artt. 722 e ss. cod. proc. civ.

[4] Art. 50 cod. civ.

[5] Art. 117 cod. civ.

[6] Art. 56 cod. civ.

[7] Art. 54 cod. civ.

[8] Artt. 53 e 56 cod. civ.

[9] Art. 58 cod. civ.

[10] Art. 66 cod. civ.

[11] Art. 68 cod. civ.


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