Diritto e Fisco | Articoli

Come diventare curatore fallimentare

13 Febbraio 2021 | Autore:
Come diventare curatore fallimentare

Nuovi criteri regolamentano l’iscrizione all’albo dei curatori fallimentari.

Quando un’azienda viene dichiarata fallita, il giudice nomina un curatore il quale deve occuparsi della procedura di liquidazione dei beni dell’azienda medesima. E’ compito di tale professionista verificare il patrimonio aziendale, predisporre il piano di liquidazione, vendere i beni all’asta, pagare i debiti sospesi e soddisfare i diritti dei creditori. Essendo nominato dal giudice, egli riveste il ruolo di pubblico ufficiale.

Come diventare curatore fallimentare? Bisogna essere iscritti ad un apposito Albo, istituito presso il ministero della Giustizia, da un decreto legislativo del 2019 [1], oltre ad essere in possesso di determinati requisiti di onorabilità e di formazione. Nell’albo, sono ricompresi quei soggetti, costituiti anche in forma associata o societaria, destinati a svolgere, su incarico del tribunale, le funzioni di curatore, commissario giudiziale o liquidatore nelle procedure previste dal codice della crisi e dell’insolvenza (CCII). Il ministero della Giustizia esercita la vigilanza sull’attività degli iscritti all’Albo.

Chi può ottenere l’iscrizione all’albo

Possono ottenere l’iscrizione all’albo dei curatori, commissari giudiziali e liquidatori nelle procedure del Codice della crisi e dell’insolvenza:

  • gli iscritti agli albi degli avvocati, dei dottori commercialisti e degli esperti contabili e dei consulenti del lavoro, compresi gli studi professionali associati o società tra professionisti i cui soci abbiano i requisiti professionali per l’iscrizione. In tal caso, all’atto dell’accettazione dell’incarico, occorre designare la persona fisica responsabile della procedura;
  • chi ha esercitato funzioni di amministrazione, direzione e controllo in società di capitali o società cooperative, dando prova di adeguate capacità imprenditoriali e purché non sia intervenuta nei loro confronti dichiarazione di apertura della procedura di liquidazione giudiziale [2].

Non possono essere nominati curatore, commissario giudiziale o liquidatore, il coniuge, la parte di un’unione civile tra persone dello stesso sesso, il convivente di fatto, i parenti e gli affini entro il quarto grado del debitore, i creditori di questo e chi ha concorso al dissesto dell’impresa, nonché chiunque si trovi in conflitto di interessi con la procedura.

Come avviene la prima formazione dell’albo

La prima iscrizione all’Albo, il così detto primo popolamento, è consentita a quei soggetti rientranti nelle categorie già sopra indicate, i quali documentano di essere stati nominati, alla data del 16.03.2019 [3], in almeno quattro procedure negli ultimi quattro anni, curatori fallimentari, commissari o liquidatori giudiziali.

A parte il primo popolamento per rimanere iscritti all’albo è comunque necessario dimostrare uno specifico aggiornamento biennale.

Spetta alla Scuola superiore di magistratura elaborare le linee generali per la definizione dei programmi dei corsi di formazione e di aggiornamento.

Quali sono i requisiti di onorabilità per l’iscrizione all’albo

Per l’iscrizione all’albo è richiesto il possesso dei seguenti requisiti di onorabilità:

  • non versare in una delle condizioni di ineleggibilità o decadenza previste dal codice civile (ad esempio essere stati dichiarati interdetti o inabilitati oppure essere stati condannati ad una pena che importa l’interdizione, anche temporanea, dai pubblici uffici) [4];
  • non essere stati sottoposti a misure di prevenzione disposte dall’autorità giudiziaria [5];
  • non essere stati condannati con sentenza passata in giudicato, salvi gli effetti della riabilitazione:
    • a pena detentiva per uno dei reati previsti dalle norme che disciplinano l’attività bancaria, finanziaria, mobiliare, assicurativa e dalle norme in materia di mercati e valori mobiliari, di strumenti di pagamento;
    • alla reclusione per uno dei delitti previsti nel titolo XI del libro V del codice civile o nel codice della crisi e dell’insolvenza;
    • alla reclusione per un tempo non inferiore a un anno per un delitto contro la pubblica amministrazione, contro la fede pubblica, contro il patrimonio, contro l’ordine pubblico, contro l’economia pubblica ovvero per un delitto in materia tributaria;
    • alla reclusione per un tempo superiore a due anni per un qualunque delitto non colposo;
  • non avere riportato negli ultimi cinque anni una sanzione disciplinare più grave di quella minima prevista dai singoli ordinamenti professionali.

Quali sono gli obblighi di formazione

Per ottenere l’iscrizione all’Albo è necessario anche assolvere a specifici obblighi di formazione, che consistono nell’avere:

  • partecipato ad un corso di perfezionamento della durata non inferiore a 200 ore nell’ambito disciplinare della crisi dell’impresa e di sovraindebitamento, anche del consumatore;
  • svolto un periodo di tirocinio di durata non inferiore a sei mesi presso uno o più organismi, curatori fallimentari, commissari giudiziali, professionisti indipendenti, professionisti delegati per le operazioni di vendita nelle procedure esecutive immobiliari ovvero nominati per svolgere i compiti e le funzioni dell’organismo o del liquidatore, che abbia consentito l’acquisizione di competenze mediante la partecipazione alle fasi di elaborazione ed attestazione di accordi e piani omologati di composizione della crisi da sovraindebitamento, di accordi omologati di ristrutturazione dei debiti, di piani di concordato preventivo e di proposte di concordato fallimentare omologati, di verifica dei crediti e di accertamento del passivo, di amministrazione e di liquidazione dei beni;
  • acquisito un aggiornamento biennale della durata non inferiore a 40 ore nell’ambito disciplinare della crisi dell’impresa e di sovraindebitamento, anche del consumatore, presso uno dei su indicati ordini professionali ovvero presso un’università pubblica o privata.

I corsi di formazione possono essere organizzati dalle Camere di Commercio, dagli Ordini professionali degli avvocati, dei commercialisti ed esperti contabili e dei notai in convenzione con università pubbliche o private.


note

[1] Art. 356 D. Lgs. n. 14/2019.

[2] Art. 358 co 1 lett. a) b) e c) D. Lgs. n. 14/2019.

[3] Data di entrata in vigore dell’articolo 356 del D. Lgs. n. 14/2019.

[4] Art. 2382 cod. civ.

[5] D. Lgs. n. 159/2011.


Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non hanno ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube