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Consegne a domicilio: regole da seguire

12 Febbraio 2021
Consegne a domicilio: regole da seguire

Home delivery: tutte le regole da seguire per un servizio svolto a norma di legge. Serve presentare la Scia, un’autodichiarazione o una richiesta di autorizzazione? L’importanza delle regole igienico-sanitarie.

Comodo, pratico e, in alcuni casi, anche particolarmente veloce: sono le caratteristiche del servizio a domicilio. Il food delivery rappresenta, nel piano di contrasto al coronavirus, una strategia per limitare gli assembramenti cercando, al contempo, di penalizzare il meno possibile le attività commerciali che vendono generi alimentari. Proprio per questo motivo, l’Istituto superiore di sanità ha stilato un documento, rivolto agli esercenti e ai corrieri addetti al trasporto del cibo, nel quale sono contenute le regole da seguire nelle consegne a domicilio.

Se stai leggendo questa pagina, probabilmente fai parte della squadra di riders o, comunque sia, sei preposto alla consegna e vuoi sapere quali regole devi rispettare per non creare disagi o incorrere in sanzioni. Potresti anche essere titolare di un’attività di vendita di generi alimentari e, visto il crollo degli incassi, sei intenzionato a implementare il tuo business con l’home delivery. In questo articolo, ti spieghiamo tutto quello che devi fare per effettuare consegne a domicilio in piena regola.

Chi può svolgere la consegna a domicilio?

La consegna a domicilio è un servizio che consiste nel trasporto di merce dal luogo di vendita originale a quello in cui il cliente consumerà il cibo. Si differenzia dall’asporto, che invece prevede il ritiro della merce direttamente dal luogo di vendita e non implica alcun tipo di consegna.

Si ha consegna a domicilio quando Tizio, che lavora presso una pizzeria, si reca a casa di Caio, che ha ordinato una pizza, per consegnargli il prodotto. Si ha un servizio di asporto quando Caio, che vuole mangiarsi una pizza a casa, si reca presso la pizzeria in cui lavora Tizio per ritirare il cibo che ha precedentemente ordinato.

In seguito alle misure urgenti di contenimento e gestione dell’emergenza sanitaria, possono svolgere attività di consegna a domicilio:

  1. i supermercati, i discount alimentari e i punti vendita di generi alimentari;
  2. i bar, pub, ristoranti, gelaterie, pasticcerie, pizzerie e tutti gli esercenti similari.

In linea di massima, tutte queste attività possono svolgere consegna a domicilio senza presentare alcuna autodichiarazione o Scia al Comune competente territorialmente. Una decisione legata al carattere temporaneo dell’emergenza, ma che prevede alcune singolari eccezioni.

È il caso, per esempio, della Repubblica di San Marino, ove le attività impegnate nelle consegne a domicilio devono preventivamente consegnare al Dipartimento di prevenzione dell’Istituto per la sicurezza sociale un’autodichiarazione o una richiesta di autorizzazione.

Nel resto del territorio italiano, invece, anche se i prodotti sono realizzati in un laboratorio interno all’attività, non deve essere avanzata alcuna segnalazione certificata di inizio attività a domicilio.

Quando si può fare la consegna a domicilio?

La consegna a domicilio può essere effettuata soltanto nella fascia oraria che va dalle 07:00 alle 22:00 e deve essere svolta nel rispetto:

  1. delle norme igienico-sanitarie sempre vigenti: questo significa che non devono mai venire meno i requisiti minimi relativi alla salubrità degli alimenti, dalla produzione al trasporto, sino alla consegna stessa;
  2. di tutte le misure stabilite dall’Istituto superiore di sanità finalizzate a contrastare la diffusione dell’infezione da Coronavirus-2 e a prevenire l’aumento dei casi di Covid-19.

Prima di analizzare più da vicino quali sono le misure previste dall’Iss e indicate al punto 2, l’esercente deve ricordarsi di annotare tutte le consegne effettuate in giornata. I dati indispensabili sono:

  • generalità del cliente: nome e cognome in caso di persona fisica o solo il nome nel caso di altra attività economica;
  • indirizzo di consegna;
  • numero di telefono.

Questi dati sono fondamentali per l’attività di tracciamento e, comunque, devono essere conservati ed esibiti in caso di controllo da parte delle forze dell’ordine o dagli agenti del servizio sanitario.

Pensiamo, per esempio, a un ristorante che effettui consegne a domicilio e che scopra di avere alcuni casi positivi in brigata. Le autorità, in tal caso, potrebbero intervenire per valutare il rispetto delle norme igienico sanitarie e delle misure preventive alla diffusione del contagio.

Le misure rivolte al contrasto della diffusione del Coronavirus

L’Istituto superiore di sanità ha predisposto un vero e proprio vademecum che deve essere rispettato soprattutto dagli addetti alla consegna a domicilio.

Imperativo, ovviamente, l’uso di guanti e mascherine durante l’attività di consegna a domicilio. A questa regola, però, si connette anche un protocollo di sicurezza che invita gli stessi operatori a lavare accuratamente le mani prima e dopo ogni consegna, nonché prima e dopo aver indossato i guanti.

Se Tizio è un rider che si occupa di consegnare pizze a domicilio, prima di toccare i cartoni contenente l’alimento deve lavarsi le mani e poi indossare i guanti protettivi. Una volta effettuata la consegna, al rientro presso il luogo di lavoro deve togliersi i guanti e lavare nuovamente le mani.

Gli addetti alla consegna a domicilio non devono mai entrare nel luogo della consegna, fermo restando che la spesa o i contenitori con gli alimenti devono essere depositati in luogo sicuro. Inoltre, tra l’addetto alla consegna e il cliente deve sempre esserci la distanza di sicurezza di un metro.

Se Tizio deve consegnare la spesa a Caio, non può entrare in casa sua, ma può lasciare le buste nell’atrio condominiale o comunque in prossimità dell’abitazione.

L’Iss ha consigliato anche di evitare la manipolazione del denaro contante, possibile via di contagio. È preferibile, quindi, effettuare il pagamento tramite le carte di pagamento. In tal caso, è indispensabile che il cliente si igienizzi le mani prima di inserire il pin sul Pos mobile. Ad ogni modo, lo stesso dispositivo di pagamento deve essere opportunamente disinfettato con apposita soluzione idroalcolica anche dall’esercente.

Infine, all’interno del mezzo di trasporto che si utilizza per effettuare le consegne a domicilio devono essere sempre presenti guanti di protezione, mascherine e appositi disinfettanti per le mani.



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