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Indennizzo Inail: quando si prescrive

27 Novembre 2020 | Autore:
Indennizzo Inail: quando si prescrive

Entro quali termini può essere riconosciuto il risarcimento per infortunio sul lavoro o malattia professionale, senza che si verifichi la prescrizione?

L’Inail, l’istituto nazionale per l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali, offre numerose tutele alla generalità dei lavoratori dipendenti, assieme ai lavoratori parasubordinati e ad alcune categorie di autonomi e di assicurati particolari.

In particolare, le prestazioni dell’Inail sono finalizzate a risarcire la vittima (ed i familiari superstiti, nel malaugurato caso in cui si verifichi il decesso) dalle conseguenze derivanti da un incidente sul lavoro, o dalle patologie connesse all’attività svolta, nonché a limitarne gli effetti ed a ripristinare la situazione preesistente, ove possibile.

Ma l’indennizzo Inail quando si prescrive? L’azione per conseguire le prestazioni assicurative dall’Inail si prescrive in tre anni, fatta salva l’applicazione, in casi specifici, di termini quinquennali o decennali. Ci si domanda, però, da quando inizia a decorrere il termine di prescrizione e se il decorso possa essere bloccato dal procedimento amministrativo di liquidazione delle indennità: alla questione ha risposto la Cassazione, con una nuova ordinanza [1] che fa chiarezza sull’argomento.

Osserviamo, dopo aver ricordato quali prestazioni liquida l’Inail, quali sono le regole alla base della prescrizione ed entro quando, dunque, l’interessato può esercitare l’azione per conseguire le prestazioni assicurative, sia in caso di infortunio che di malattia professionale.

Che cosa risarcisce l’Inail?

Il lavoratore assicurato o assicurabile che risulta inabile a causa di un infortunio o di una malattia professionale ha il diritto di essere risarcito dall’Inail in relazione al

  • danno patrimoniale, cioè al danno emergente ed il lucro cessante derivante dalla riduzione della capacità lavorativa; nel dettaglio, l’istituto offre degli indennizzi al lavoratore in caso di inabilità temporanea (rendita per inabilità temporanea assoluta, cure per la riabilitazione) conseguente all’evento lesivo realizzato in occasione di lavoro o a causa di una malattia professionale; se la riduzione della capacità lavorativa è permanente (permane anche se sono stabilizzate le condizioni di salute del lavoratore), l’Inail riconosce delle prestazioni connesse all’inabilità permanente, assoluta o parziale, quali la rendita per inabilità permanente, l’assegno personale continuativo, l’assegno di incollocabilità.
  • danno biologico, inteso come danno all’integrità psicofisica, che si riflette su tutte le attività e capacità dell’interessato, compresa quella lavorativa generica;
  • danno morale, ossia riferito alla sofferenza interiore.

Se il lavoratore ha diritto sia al risarcimento Inail che a quello da parte di eventuali terzi responsabili, le prestazioni ricevute dall’Inail vanno sottratte ed è liquidata la differenza, o danno differenziale, qualora il dovuto si riferisca alla stessa tipologia di danno.

Quali prestazioni riconosce l’Inail?

Più precisamente, nelle ipotesi di infortunio sul lavoro o malattia professionale, l’Inail può riconoscere le seguenti prestazioni al lavoratore assicurato, in base alle sue condizioni di salute generali e alla riduzione della capacità lavorativa:

  • la rendita per inabilità temporanea assoluta;
  • la rendita diretta per inabilità permanente;
  • l’indennizzo per danno biologico, liquidato in forma di capitale o di rendita;
  • la rendita unificata per eventi lesivi che ricadono nello stesso regime assicurativo.

L’istituto può inoltre riconoscere le seguenti prestazioni integrative ed accessorie:

  • l’assegno di incollocabilità;
  • l’assegno personale continuativo;
  • il brevetto distintivo d’onore;
  • la sovvenzione di contingenza;
  • la rendita di passaggio;
  • l’erogazione integrativa di fine anno;
  • interventi di reinserimento sociale e lavorativo;
  • prestazioni protesiche;
  • contributi per l’abbattimento delle barriere architettoniche;
  • prestazioni termali e soggiorni climatici;
  • l’esenzione dal ticket sanitario;
  • le cure per la riabilitazione;
  • il rimborso spese di alcuni farmaci in classe C.

Ne abbiamo parlato approfonditamente in: Infortunio sul lavoro e malattia, che cosa paga l’Inail.

Oltre a queste prestazioni, l’Inail riconosce la rendita ai superstiti del lavoratore. Può essere riconosciuto anche un beneficio una tantum previsto dal Fondo vittime gravi infortuni, su richiesta degli aventi diritto, oltre a un’anticipazione della rendita pari a 3 mensilità della rendita annua calcolata sul minimale retributivo di legge.

Entro quando si può chiedere l’indennizzo all’Inail?

Se l’Inail non riconosce le prestazioni assicurative, l’azione per conseguirle si prescrive in tre anni, salvo l’applicazione, per alcune fattispecie, di termini quinquennali o decennali [2].

Ma da quando iniziano a decorrere i 3 anni? Per quanto riguarda le malattie professionali, il termine triennale, previsto dalla legge per l’esercizio dell’azione volta ad ottenere le prestazioni Inail, deve necessariamente decorrere dalla data in cui l’interessato diventa oggettivamente consapevole della malattia e della sua origine professionale.

Questa consapevolezza può intendersi acquisita, ad esempio, a seguito di una visita medica specifica, o in occasione di un intervento chirurgico: in buona sostanza, il lavoratore deve apprendere “tecnicamente” l’esistenza della malattia invalidante e il collegamento causa-effetto con l’attività lavorativa svolta [3].

Il diritto alla rendita ai superstiti si prescrive invece nel termine di 3 anni e 150 giorni, che decorrono dal momento in cui si realizzano le condizioni che consentono all’interessato di conoscere l’esistenza del diritto stesso.

Per quanto riguarda l’infortunio, i tre anni di prescrizione decorrono dal giorno in cui si verifica l’incidente. In ogni caso, questo termine prescrizionale può essere sospeso.

Quando si sospende la prescrizione?

Come osservato, l’azione per il riconoscimento delle prestazioni da infortunio sul lavoro e malattie professionali ha un termine di prescrizione di 3 anni.

Questo termine, però, resta sospeso:

  • per tutta la durata del procedimento amministrativo di liquidazione delle indennità;
  • fino all’adozione di un provvedimento di accoglimento o di diniego da parte dell’Inail.

Ma che cosa succede se decorrono i termini per la liquidazione delle prestazioni Inail? In questa ipotesi, la sospensione del termine di prescrizione non cessa, come chiarito dall’ordinanza della Cassazione [1] inizialmente menzionata.

Risulta però possibile presentare l’azione per il riconoscimento delle prestazioni da infortunio sul lavoro e malattie professionali. Come mai? Questo, secondo la Suprema corte, accade perché il decorso dei termini per la liquidazione rimuove la condizione di procedibilità dell’azione giudiziaria.

Ad ogni modo, non può verificarsi la prescrizione prima che l’Inail accolga o neghi l’indennità per infortunio o malattia.


note

[1] Cass. ord. 26830/2020.

[2] Art. 112 DPR 1124/1965; Circ. Inail 46/1991; Circ. Inail 13/2020.


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