Diritto e Fisco | Articoli

Telefonate mute senza risposta: anche questo è reato di molestie

27 Gennaio 2014
Telefonate mute senza risposta: anche questo è reato di molestie

Pochi squilli telefonici brevi e, per giunta, senza parole, di un secondo l’uno, possono essere inquadrabili anche come stalking telefonico.

Solo lunghi silenzi di un secondo e poi il click del telefono riattaccato: anche questo configura una molestia telefonica e, quindi, un illecito punto dal codice penale. Non importa se si tratta di un semplice ammiratore, di un amante nostalgico o di un malintenzionato: per la legge la telefonata flash, senza nessuno a parlare dall’altro lato della cornetta, resta pur sempre un reato. Ed anche piuttosto grave.

A ricordare questo basilare principio è la Cassazione, in una sentenza di qualche mese fa [1].

Basta poco

Basta davvero poco per integrare lo stalking telefonico: infatti, la condotta può concentrarsi anche in un lasso di tempo ridotto (come una settimana) e le telefonate ridursi a una manciata di pochi attimi l’una (nel caso deciso dalla Corte si era trattato di 12 chiamate della durata di 1 secondo l’una). Tanto basta per far scattare comunque l’arresto per aver arrecato molestie e disturbo alla vittima, turbandone la tranquillità.

Il reato di molestie non è necessariamente abituale e, pertanto, si può realizzare anche con una sola azione. Anche una sola telefonata effettuata dopo la mezzanotte è da considerarsi “molestia” ed integra, pertanto, il reato [2].

Non serve scusarsi dicendo di aver immediatamente interrotto la condotta subito dopo aver ricevuto un messaggio di protesta: il reato è ormai integrato già prima di questo momento. Anzi, è proprio l’invio del predetto messaggio di protesta al telefono del molestatore a provare l’ormai avvenuto disturbo dell’altrui serenità.


note

[1] Cass. sent. n. 20200/13 del 10.05.2013.

[2] Cass. sent. n. 36/2009.

Autore immagine: 123rf.com


Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non hanno ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube