Opzione donna: chi deve pagare per andare in pensione

27 Novembre 2020 | Autore:
Opzione donna: chi deve pagare per andare in pensione

Si pone il problema del cumulo contributivo per chi ha i versamenti in più casse o più gestioni: sarà necessario il ricongiungimento oneroso.

Andare in pensione con l’Opzione donna potrebbe risultare più costoso del previsto. Il problema si pone per chi ha versato i contributi negli anni di attività lavorativa in diverse gestioni o casse di previdenza. La nuova legge di Bilancio non prevede l’applicabilità del cumulo contributivo per questa via di uscita dal mondo del lavoro, diversamente da quanto accade per la pensione di vecchiaia o, parzialmente, per Quota 100.

Che significa? Vuol dire che le lavoratrici dipendenti nate al più tardi nel 1962 e le autonome classe 1961 dovranno fare una ricongiunzione onerosa dei loro contributi per arrivare ai 35 anni di versamenti necessari a fruire di Opzione donna. In altre parole, dovranno pagare per mettere insieme tutti i contributi versati in almeno 35 anni e poter andare in pensione. Sono escluse da questa eventualità le lavoratrici iscritte al fondo dei dipendenti del privato e alle gestioni autonome.

Come noto, la legge di Bilancio proroga di un anno Opzione donna, insieme all’Ape sociale. La manovra permette, quindi, di maturare i requisiti entro il 31 dicembre 2020 anziché entro la fine del 2019. Significa che entro quella data, chi vuole usufruire di Opzione donna per andare in pensione deve aver compiuto 58 anni di età se dipendente del settore pubblico o privato o 59 anni se autonoma. Indispensabile anche il requisito contributivo: 35 anni di versamenti effettivi. Resta intatta la finestra mobile una volta raggiunti i requisiti: 12 mesi per le lavoratrici dipendenti e 18 mesi per e autonome. L’assegno viene calcolato con il metodo contributivo puro.

Per quanto riguarda, invece, l’Ape sociale, prorogata anch’essa di un anno, occorrerà chiederla entro il 30 novembre 2021. La manovra lascia i requisiti così come sono adesso, quindi: 63 anni compiuti entro la fine del 2021, 30 anni di contributi (36 anni per le mansioni gravose) cumulabili in una o più gestioni Inps e inquadramento in una delle condizioni di necessità stabilite dalla legge.



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