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Lo sai che? No al pignoramento della quota di conto corrente in comunione ereditaria

Lo sai che? Pubblicato il 30 dicembre 2013

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> Lo sai che? Pubblicato il 30 dicembre 2013

Se la massa comprende anche altri beni della stessa specie, è impossibile l’esecuzione forzata prima della divisione ereditaria.

I creditori non possono pignorare la quota di un conto corrente ricevuto dal debitore in eredità e non ancora diviso con tutti gli altri coeredi. Infatti, potrebbe avvenire che, in sede di divisione della comunione ereditaria, la quota pignorata venga assegnata ad un altro erede e non al debitore. Pertanto, il pignoramento finirebbe per incidere non sul debitore, ma su un altro soggetto.

In altri termini, nel caso di bene oggetto di comunione ereditaria, non si può pignorare la singola quota del bene, in quanto il diritto a tale quota non è certo sino allo scioglimento della comunione.

Lo ha ricordato la Cassazione in una recente sentenza [1].

Il principio generale

In caso di apertura di una successione, i creditori del coerede non possono intraprendere un’espropriazione forzata contro un singolo bene ancora indiviso rientrante nell’asse dell’eredità. Questo perché, al momento della divisione dell’eredità, potrebbe venire assegnato al debitore una parte di un bene comunque facente parte della massa ereditaria, ma diverso da quello pignorato. Sicché, il pignoramento non potrebbe proseguire, posta l’inesistenza nel patrimonio del debitore dell’oggetto del pignoramento.

In tale importante pronuncia, la Suprema Corte ha ricordato alcuni importanti principi in materia di pignoramento sui beni ereditari:

 

1) l’espropriazione forzata dell’intera quota, spettante a un coerede, dei beni compresi in una comunione, è possibile, ma solo su tutti i beni indivisi di una singola specie (per esempio: su tutti gli immobili, su tutti i mobili o su tutte le somme depositate in conto corrente);

2) iniziata l’espropriazione di tale quota pignorata, il giudice dell’esecuzione può disporre la separazione in natura della quota spettante all’esecutato (debitore), se ciò è possibile; in caso contrario, il magistrato può ordinare che si proceda alla divisione, oppure può disporre la vendita della quota indivisa;

3) non è invece mai ammissibile l’espropriazione forzata della quota di un singolo bene indiviso, quando la massa in comunione comprenda più beni della stessa specie. Potrebbe, infatti, succedere che, in sede di divisione, venga assegnato al debitore una parte di un altro bene facente parte della massa; con la conseguenza che il pignoramento potrebbe non conseguire i suoi effetti, per inesistenza nel patrimonio del debitore, dell’oggetto dell’esecuzione.

note

[1] Cass. ord. n. 6809/13 del 19.03.2013.

Autore immagine: 123rf.com


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