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Codice della strada e multe: obbligatorio sapere chi è alla guida della propria auto

16 Gennaio 2014


Codice della strada e multe: obbligatorio sapere chi è alla guida della propria auto

> Diritto e Fisco Pubblicato il 16 Gennaio 2014



Necessario conoscere l’identità del conducente del proprio mezzo per comunicarne le generalità alla polizia ai fini della decurtazione dei punti dalla patente.

Il proprietario del veicolo è tenuto sempre a conoscere l’identità dei soggetti ai quali affida in prestito la propria auto, altrimenti risponde egli stesso per le sanzioni e per gli eventuali danni provocati.

È quanto emerge da una ordinanza della Cassazione dello scorso mese di marzo [1]. La pronuncia, che potrebbe di per sé apparire ovvia, ha però delle importantissime ripercussioni in caso di violazioni delle norme del codice stradale, che è bene conoscere onde evitare multe assai salate. Ed ecco perché.

Il codice della strada stabilisce che, in caso di mancata contestazione immediata della contravvenzione, il verbale viene spedito a casa del proprietario dell’auto. Quest’ultimo, nei 60 giorni successivi, è tenuto a fornire all’organo accertatore, le generalità di chi era alla guida del proprio mezzo: ciò affinché, nei confronti di quest’ultimo, vengano sottratti i punti dalla patente.

Chi senza “giustificato motivo” non ottempera a tale obbligo riceve una ulteriore sanzione che può arrivare sino a mille euro circa (per approfondimenti leggi l’articolo: “Multe: occhio all’avviso di comunicazione dei dati del conducente. Come difendersi”).

Così non pochi automobilisti, nella speranza di evitare la seconda multa, hanno sì inviato la prescritta comunicazione all’organo accertatore, ma specificando in essa che non erano in grado di ricordare – specie se a distanza di molto tempo – chi fosse alla guida del proprio mezzo. Ciò, secondo alcuni, costituiva quel “giustificato motivo” che consente l’esenzione dalla multa. Il che poteva essere anche credibile nel caso di auto aziendali utilizzate dai vari dipendenti della ditta o di famiglie numerose con una sola automobile disponibile; o ancora, nel caso di anziani, che non potendo guidare, sono soliti farsi accompagnare di volta in volta da un parente affidando a quest’ultimo la propria vettura.

Ma la scusa “non regge”. Secondo la Suprema Corte il proprietario del mezzo è sempre tenuto a conoscere l’identità dei soggetti ai quali ne affida la conduzione, altrimenti, dell’eventuale incapacità di identificare detti soggetti, ne risponde egli stesso – nei confronti della p.a. per le sanzioni e nei confronti dei terzi per i danni.

Si tratta di una responsabilità a titolo di colpa per negligente osservanza del dovere di vigilare sull’affidamento in guisa da essere in grado d’adempiere al dovere di comunicare l’identità del conducente.

note

[1] Cass. ord. n. 5585/13 del 6.03.2013.

Autore immagine: 123rf.com


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1 Commento

  1. ho ricevuto una notifica da Equitalia Sud per delle multe per infrazioni al codice della strada fatte da mio marito che guidava l’auto di mia proprietà purtroppo sono state notificate anche a mio nome responsabile in solido, con la nuova legge dic. 2014 vorrei sapere se la responsabilità solidale è stata modificata, per cui l’infrazione viene verbalizzata e notificata solo a che l’ha fatta, oppure è sempre responsabile il proprietario?

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