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Cosa fare se si perde il lavoro?

16 Febbraio 2021 | Autore:
Cosa fare se si perde il lavoro?

Licenziamento: richiesta indennità Naspi, Reddito di cittadinanza, dichiarazione di immediata disponibilità e patto di servizio.

Hai appena perso il lavoro? Fortunatamente, se sei un lavoratore dipendente o un collaboratore, la legge prevede per te un’indennità a sostegno del reddito, rispettando specifici requisiti. Se sei un lavoratore autonomo, l’indennità di disoccupazione non ti spetta, ma puoi comunque ottenere il reddito di cittadinanza, qualora il tuo nucleo familiare soddisfi tutte le condizioni previste.

Inoltre, sia che tu richieda la Naspi o un’altra tipologia di indennità di disoccupazione, sia che tu abbia diritto al reddito di cittadinanza, puoi usufruire di numerosi strumenti di politica attiva del lavoro, che ti serviranno per trovare un nuovo impiego.

Ma nel dettaglio cosa fare se si perde il lavoro? Gli adempimenti sono numerosi: per prima cosa devi verificare, a seconda dell’impiego che svolgevi, del reddito e delle condizioni da perfezionare, se hai diritto alla Naspi o a un’altra indennità di disoccupazione per lavoratori dipendenti, oppure se hai diritto alla Dis-coll, l’indennità di disoccupazione spettante ai collaboratori, o, ancora, al reddito di cittadinanza.

Dopodiché, devi inviare, in via telematica o presso il centro per l’impiego, la dichiarazione di immediata disponibilità al lavoro ed alle misure di politica attiva, cioè la Did.

Inoltrata questa dichiarazione, devi recarti presso il centro per l’impiego per firmare il patto di servizio, nel caso in cui tu sia beneficiario dell’indennità di disoccupazione. Nel patto di servizio sono previste numerose attività a tuo favore, di formazione, di orientamento e di ricerca attiva di lavoro. Stai bene attento, però: se non ti presenti agli incontri o alle convocazioni, perdi sia l’indennità che lo stato di disoccupazione.

Se invece hai richiesto il Reddito di cittadinanza, una volta resa la Did devi presentarti presso il centro per l’impiego per firmare il patto per il lavoro. Anche questo è un progetto molto simile al patto di servizio, ma contiene delle attività extra, ancora più efficaci per la ricollocazione nel mercato dell’impiego. Inoltre, nel patto è prevista la disponibilità allo svolgimento di un servizio gratuito per il tuo comune di residenza, a seconda dei progetti predisposti dall’ente

Ma procediamo con ordine e vediamo nel dettaglio tutti gli adempimenti da effettuare una volta perso il lavoro, a seconda dello strumento a sostegno del reddito a cui hai diritto. Se hai diritto, in qualità di lavoratore in esubero, all’isopensione, all’assegno straordinario o al contratto di espansione, ti invito a leggere l’approfondimento Scivolo per la pensione. Se hai diritto all’indennità di disoccupazione e sei vicino alla pensione, ti invito a leggere: Naspi, utilità per la pensione.

Requisiti e adempimenti Naspi

Se hai perso il lavoro involontariamente, ottieni lo stato di disoccupazione e, sussistendo le condizioni previste, la Naspi:

  • presentando la Did, la dichiarazione d’immediata disponibilità (al lavoro ed agli interventi di politiche attive del lavoro: formazione, orientamento, riqualificazione…):
    • all’Inps (online o tramite patronato);
    • al centro per l’impiego;
    • presso il portale Anpal;
  • recandoti presso il centro per l’impiego e firmando il patto di servizio.

Ma che cosa significa perdere involontariamente l’impiego? Bisogna essere stati per forza licenziati? Puoi perdere involontariamente l’impiego anche se non sei stato licenziato: ad esempio, se hai un contratto a termine, di somministrazione o stagionale, ottieni la disoccupazione comunque, anche se il rapporto è cessato per scadenza del termine e non per licenziamento.

Hai inoltre diritto alla Naspi senza licenziamento:

  • se hai rassegnato le dimissioni per giusta causa o durante il periodo tutelato di maternità/ paternità;
  • se il tuo lavoro è cessato per risoluzione consensuale nell’ambito di una procedura di conciliazione, o per trasferimento (se la nuova sede dista oltre 50 chilometri dalla residenza del lavoratore, oppure risulta mediamente raggiungibile in 80 minuti o oltre con i mezzi di trasporto pubblici).

Per ricevere la Naspi devi inoltre avere alle spalle almeno:

  • 13 settimane di contributi da lavoro dipendente negli ultimi 4 anni;
  • 30 giornate di effettivo lavoro nell’anno.

Non sono contate le settimane contribuite che hanno già dato luogo a un’altra prestazione di disoccupazione.

La Naspi è erogata presentando apposita domanda:

  • online, presso il sito web dell’Inps, accedendo con le tue credenziali dispositive, come lo Spid;
  • tramite call center Inps, al numero 803.164 o 06.164.164 se telefoni da cellulare;
  • tramite patronato.

Per conoscere tutti i passaggi e i termini per richiedere l’indennità (ci sono normalmente 68 giorni per inviare la domanda dalla cessazione del rapporto, ma sono previste alcune eccezioni- sospensioni), leggi l’articolo Domanda Naspi.

Requisiti e adempimenti Dis-coll

Se sei un lavoratore parasubordinato, cioè un collaboratore o co.co.co., puoi avere comunque il diritto alla disoccupazione, ma non alla Naspi: l’indennità di disoccupazione per i collaboratori, difatti, si chiama Dis-coll.

Nel dettaglio, la disoccupazione Dis-coll spetta ai collaboratori, agli assegnisti ed ai dottorandi titolari di borse di studio, che pagano alla gestione Separata il 34,23% dei compensi come contributi (di cui 1/3 a loro carico e 2/3 a carico del committente), non essendo pensionati ed essendo iscritti in via esclusiva alla gestione.

La Dis-coll ti è riconosciuta se soddisfi congiuntamente i seguenti requisiti:

  • sei in stato di disoccupazione al momento della presentazione della domanda;
  • puoi fare valere almeno un mese di contributi nel periodo che va dal 1° gennaio dell’anno civile precedente la cessazione della collaborazione sino alla cessazione stessa (accredito contributivo di tre mensilità).

Per la precisione, il requisito contributivo pari a 1 mese si applica dal 5 dicembre 2019, in passato era pari a 3 mesi.

La Dis-coll è erogata presentando apposita domanda:

  • online, presso il sito web dell’Inps, accedendo con le tue credenziali dispositive, come lo Spid;
  • tramite call center Inps, al numero 803.164 o 06.164.164 se telefoni da cellulare;
  • tramite patronato.

Per approfondire: Dis-coll, disoccupazione per collaboratori.

Requisiti e adempimenti disoccupazione agricola

Se sei un operaio del settore agricolo non hai diritto all’indennità di disoccupazione Naspi, ma a una diversa indennità, la disoccupazione agricola.

Nel dettaglio, hai diritto alla disoccupazione agricola ordinaria se possiedi i seguenti requisiti:

  • almeno 102 giornate contribuite nel biennio precedente alla domanda (2018/2019 se hai fatto domanda nel 2020), ossia 102 contributi giornalieri; possono essere considerati, a tal fine, anche i contributi figurativi accreditati per maternità e congedo parentale;
  • anzianità contributiva pari a 2 anni (cioè iscrizione negli elenchi agricoli per almeno due anni, o iscrizione negli elenchi per l’anno di competenza della prestazione, assieme all’accreditamento di almeno un contributo da lavoro dipendente non agricolo precedente al biennio di riferimento);
  • iscrizione negli elenchi nominativi degli operai agricoli relativi all’anno per il quale viene richiesta l’indennità, oppure aver svolto attività di lavoro dipendente agricolo con qualifica di operaio a tempo indeterminato per parte dell’anno di competenza della prestazione.

Devi dunque dunque, oltre a soddisfare il requisito di anzianità d’iscrizione, possedere almeno 102 giornate lavorate nei due anni precedenti alla domanda di disoccupazione. Di norma, devi inviare la domanda di disoccupazione agricola entro il 31 marzo di ogni anno.

Potresti, in alternativa, aver diritto all’indennità di disoccupazione agricola speciale. Per approfondire: Guida alla disoccupazione agricola.

Requisiti Reddito di cittadinanza

Non hai diritto ad alcuna indennità di disoccupazione ma la tua famiglia si trova in stato di bisogno? Puoi avere diritto al Reddito di cittadinanza se soddisfi, al momento della presentazione della domanda e per tutta la durata dell’erogazione del beneficio, i:

  • requisiti di cittadinanza, residenza e soggiorno (residente in Italia da almeno 10 anni, di cui gli ultimi 2 in modo continuativo);
  • requisiti reddituali (valore Isee inferiore a 9.360 euro, del reddito familiare minore di 6mila euro annui moltiplicata per il corrispondente parametro della scala di equivalenza, incrementata a 9.360 euro qualora il nucleo familiare risieda in abitazione in affitto)e patrimoniali (patrimonio immobiliare, esclusa la casa di abitazione, non superiore a 30mila euro; patrimonio mobiliare non superiore a 6.000 euro, incrementabile se vi sono più componenti del nucleo, ulteriormente elevato in caso di due o più figli e disabili);
  • requisiti riferiti al godimento di beni durevoli (non consentito il possesso di autoveicoli immatricolati la prima volta nei 6 mesi antecedenti o di cilindrata superiore a 1.600 c.c., di motoveicoli di cilindrata superiore a 250 cc, immatricolati la prima volta nei 2 anni antecedenti, di navi e imbarcazioni da diporto).

Sei escluso dal diritto al Rdc se hai rassegnato le dimissioni volontarie, salvo il caso in cui siano state rese per giusta causa o durante il periodo di prova. L’esclusione vale per i 12 mesi successivi alla data delle dimissioni. Per sapere tutto, leggi: Requisiti reddito di cittadinanza.

Adempimenti Reddito di cittadinanza

Puoi chiedere il Reddito di cittadinanza, con modello SR180:

  • presso tutti gli uffici postali, in modalità cartacea, dopo il 5° giorno di ciascun mese;
  • telematicamente, sul sito Redditodicittadinanza.gov.it utilizzando le credenziali Spid;
  • presso il sito Inps, temporaneamente;
  • presso i patronati;
  • presso i Caf.

Per saperne di più: Domanda reddito di cittadinanza.

Il Reddito di cittadinanza viene erogato se tutti i componenti della tua famiglia:

  • rendono la dichiarazione di immediata disponibilità al lavoro Did entro 30 giorni dal riconoscimento del beneficio;
  • aderiscono ad un percorso personalizzato di accompagnamento all’inserimento lavorativo e all’inclusione sociale, sottoscrivendo il Patto per il lavoro o il Patto per l’inclusione sociale.

Obbligo di accettare una nuova offerta di lavoro

Tra gli obblighi connessi alla fruizione del reddito di cittadinanza vi è anche quello di accettare le offerte di lavoro congrue: quando l’offerta di lavoro è congrua?

Nei primi 12 mesi di fruizione di Rdc, l’offerta è congrua se risulta collocata:

  • entro 100 km dalla residenza del beneficiario o comunque raggiungibile in 100 minuti con i mezzi di trasporto pubblici, se si tratta di prima offerta;
  • entro 250 km, se si tratta di seconda offerta;
  • ovunque nel territorio italiano, se si tratta di terza offerta.

Decorsi 12 mesi di fruizione del beneficio, l’offerta è congrua se risulta collocata:

  • entro 250 km dalla residenza del beneficiario, nel caso si tratti di prima o seconda offerta;
  • ovunque nel territorio italiano, se si tratta di terza offerta.

In caso di rinnovo Rdc, l’offerta è congrua ovunque collocata nel territorio italiano, anche nel caso si tratti di prima offerta.

Vi sono delle eccezioni in presenza di un componente affetto da disabilità nel nucleo familiare, o di figli minori.

Perché l’offerta sia congrua, possono essere previsti ulteriori requisiti dal punto di vista della coerenza professionale; la retribuzione offerta deve essere maggiore di 858 euro mensili.

Per saperne di più, leggi: Guida al Reddito di cittadinanza.



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