Acconti fiscali: ecco le tasse rinviate

28 Novembre 2020 | Autore:
Acconti fiscali: ecco le tasse rinviate

I nuovi termini per i pagamenti al Fisco secondo il comunicato del Mef che anticipa il decreto Ristori 4. Il problema delle zone rosse e arancioni.

Le imprese fino a 50 milioni di fatturato e con una perdita del 33% nel primo semestre rispetto allo stesso periodo del 2019 avranno qualche giorno in più per pagare le tasse. Dopo le indiscrezioni dei giorni scorsi, alla fine è arrivata la conferma sul rinvio degli acconti fiscali, in particolare di Ires, Irpef e Irap in scadenza il 30 novembre, cioè lunedì. Il nuovo termine è stato fissato dal ministero dell’Economia per il 10 dicembre. In questo modo, si avrà il tempo di capire chi ha diritto al rinvio più ampio previsto per il 30 aprile 2021.

La decisione è stata presa nell’ambito del decreto Ristori 4, che arriverà nelle prossime ore ma che è stato anticipato da un comunicato del Mef. Pubblicato proprio mentre un altro ministero, quello della Salute, modificava la mappa colorata delle Regioni, portando Lombardia, Piemonte e Calabria dalla zona rossa a quella arancione e Sicilia e Liguria in zona gialla. Il che potrebbe creare qualche situazione paradossale.

Oltre a imprese e partite Iva con i requisiti citati per il rinvio degli acconti fiscali al 30 aprile, ci sono, infatti, «i soggetti non interessati dagli Isa che operano nei settori economici individuati nei due allegati al decreto-legge “Ristori bis” e che hanno domicilio fiscale o sede operativa nelle zone rosse, nonché per i soggetti che gestiscono ristoranti nelle zone arancioni».

In altre parole: la proroga interessa chi è stato colpito dalle restrizioni anti-Covid più severe, indipendentemente dal calo dei ricavi e dell’ammontare del fatturato. Va da sé che questo pone un problema evidente: quand’è che i beneficiari del rinvio dovevano trovarsi in zona rossa o arancione? L’orientamento è quello di porre come linea di confine l’entrata in vigore del decreto. Che, come detto, dovrebbe arrivare nelle prossime ore, entro il fine settimana. Questo vorrebbe dire che se il decreto entra in vigore oggi, i soggetti con sede nelle cinque Regioni che da domani cambiano colore rientrerebbero nel rinvio degli acconti. Ma se solo il decreto del Mef entrasse in vigore lunedì, cioè quando l’ordinanza di Roberto Speranza è già in atto, si salverebbero solo i ristoranti di Lombardia, Piemonte e Calabria. Tutti gli altri imprenditori sarebbero tagliati fuori ed avrebbero la scadenza per i pagamenti al 10 dicembre anziché a fine aprile 2021.

Il ministero gestito da Roberto Gualtieri ha rinviato anche al 10 dicembre la trasmissione telematica della dichiarazione dei redditi e del modello Irap. Slittano anche le scadenze previste per il 16 ed il 27 dicembre, sempre per le realtà imprenditoriali fino a 50 milioni di fatturato e con un calo di almeno il 33% nel mese di novembre 2020 rispetto allo stesso periodo del 2019. Quindi, l’Iva e le ritenute vanno pagate entro il 16 marzo in soluzione unica o in quattro rate mensili dalla stessa data (quindi dal 16 marzo al 16 giugno). Infine, rottamazione e saldo e stralcio in scadenza il 10 marzo andranno versati il 1° marzo.



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