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Dieci cose da sapere su testamento e successioni

27 gennaio 2014 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 27 gennaio 2014



Alcuni luoghi comuni sulle successioni ereditarie sono duri a morire, sfatiamo dunque alcune credenze per essere maggiormente consapevoli dei diritti che spettano agli eredi alla morte di un parente.

1) È vero che se faccio testamento ai miei eredi legittimi non va nulla?

Dipende. Tendenzialmente se il testamento contiene la nomina di almeno un erede tale documento regola in tutto e per tutto la successione; pertanto, gli eredi legittimi non possono pretendere nulla. Può darsi tuttavia il caso che l’erede nominato nel testamento rinunci all’eredità: poiché la successione è un fenomeno giuridico necessario cioè alla morte di un individuo deve essere individuato almeno un successore che ne continui i rapporti giuridici, la rinuncia dell’erede testamentario comporta che si apra la successione legittima, ossia quella regolata dalla legge [1] al fine di determinare la persona che raccoglierà l’eredità del defunto.

2) Se con il testamento posso impedire l’apertura della successione legittima perché non si possono violare i diritti di legittima di alcuni eredi?

Il nostro sistema delle successioni è regolato in prima battuta dalla legge. Anche se non si fa testamento, infatti, la legge individua sempre almeno un erede all’interno della cerchia familiare. Se nessun parente entro il sesto grado è vivo all’apertura della successione o accetta l’eredità, quest’ultima viene devoluta allo Stato. Il fatto che con il testamento si possa escludere l’applicazione delle regole sulla successione legittima non significa che si possano escludere da quest’ultima alcuni parenti stretti individuati dalla legge. Questi ultimi infatti sono titolari di una quota di riserva [2] (detta anche di legittima – ecco da dove nasce l’equivoco) che, se non viene loro riconosciuta dal testatore, possono richiedere dopo la morte di quest’ultimo tramite un’apposita azione giudiziaria.

3) È vero che il testamento fatto davanti al Notaio ha più valore di quello fatto a casa propria?

No, nel nostro sistema i tipi di testamento disciplinati dalla legge (olografo, pubblico e segreto) si equivalgono in tutto e per tutto. Un testamento infatti, purché redatto secondo le regole prescritte dalla legge, ha il medesimo valore tanto che sia redatto di mano dal testatore, o dal Notaio o consegnato a quest’ultimo in plico sigillato. La prova di ciò sta nel fatto che ciascuno di questi tipi di testamento può essere revocato da un altro successivo che ricopra una forma diversa [3].

4) Come posso esser sicuro che alla mia morte i miei eredi si attengano a quanto ho scritto nel testamento?

Il testamento è il documento ufficiale che regola la successione del defunto. Ove le disposizioni in esso contenute non vengano rispettate da qualcuno degli eredi o dei legatari esistono apposite azioni giudiziarie volte a ottenere l’adempimento di quanto in esso riportato. L’inizio di una causa in Tribunale per ottenere l’esecuzione delle disposizioni testamentarie è tuttavia rimessa alla volontà specifica dell’individuo che abbia interesse a farlo, qualora pertanto quest’interesse non vi sia il testamento potrebbe anche rimanere lettera morta.

5) È vero che con il testamento posso disporre di un bene di cui non sono proprietario?

Sì è vero e lo strumento idoneo a realizzare una tale volontà si chiama legato di cosa altrui. Per legge infatti il testatore può attribuire un bene determinato che non gli appartiene a patto che dal testamento o da altro scritto del testatore si evinca la sua consapevolezza dell’altrui proprietà. All’apertura della successione, se nel frattempo il defunto non è divenuto proprietario del bene, gli eredi avranno l’obbligo di acquistare dal terzo proprietario il bene e di trasferirlo al beneficiario del legato. In alternativa, gli eredi possono pagare a quest’ultimo il giusto prezzo, ossia l’equivalente in denaro del valore del bene [4].

6) Posso fare un accordo per iscritto con i miei eredi affinché essi si vincolino fin da ora ad accettare la mia eredità?

No, la legge vieta categoricamente i patti successori, ossia quei contratti che hanno ad oggetto la devoluzione della propria o dell’altrui eredità [5], pertanto un tale accordo sarebbe nullo e privo di qualsivoglia efficacia.

7) Posso disporre nel testamento circa i miei organi?

Sì, è possibile esprimere nel testamento la volontà a che alla propria morte gli organi siano donati a terzi, tuttavia tale volontà rischia di trovare attuazione troppo tardi rispetto al reale bisogno di un possibile trapiantato, ciò in quanto l’espianto degli organi deve avvenire in tempo utile a non danneggiarli, cosa che invece accadrebbe aspettando l’apertura del testamento del defunto. A tal fine è più indicato esprimere la propria volontà attraverso la Ausl di riferimento o il medico di famiglia, che faranno sottoscrivere un apposito modulo e lo inseriranno direttamente nel Sistema Informativo Trapianti (SIT), ossia il data-base del Centro Nazionale Trapianti, consultabile dai medici in tempo reale e h24.

8) Che differenza c’è tra un curatore dell’eredità e un esecutore testamentario?

Il primo [6] viene nominato dal Tribunale quando l’erede del defunto non ha accettato l’eredità e non è nel possesso dei beni ereditari e rimane in carica fintantoché quest’ultima non viene accettata. Il suo compito è quello di inventariare il patrimonio del defunto e di amministrarlo in vista del passaggio definitivo dei beni all’erede.

Il secondo [7] viene nominato direttamente dal testatore nel proprio testamento affinché curi l’esatta esecuzione delle disposizioni di ultima volontà. Rimane in carica per un anno rinnovabile soltanto di un altro anno dall’autorità giudiziaria sentiti gli eredi.

9) Posso saldare i miei debiti tramite il testamento?

Sì utilizzando lo strumento del legato di debito [8]. Basta contemplare il proprio creditore nel testamento come beneficiario di un legato di somma di denaro pari al debito ancora in essere con la specificazione che tale importo viene assegnato in pagamento delle proprie pendenze.

10) Sono uno straniero residente in Italia, posso fare testamento secondo la legge italiana?

Sì indicando nel proprio testamento la volontà che la propria successione sia regolata dal diritto italiano. Tale dichiarazione tuttavia non avrà più alcun valore se, al momento della morte, il soggetto non risulta più residente in Italia [9].

note

[1] Artt. 565 e seg.ti cod. civ.

[2] Artt. 536 e seg.ti cod. civ.

[3] Artt. 679 e seg.ti cod. civ.

[4] Art. 651 cod. civ.

[5] Art. 458 cod. civ.

[6] Artt. 528 e seg.ti cod. civ.

[7] Artt. 700 e seg.ti cod. civ.

[8] Art. 659 cod. civ.

[9] Art. 46 L. n. 218/95.

Autore immagine: 123rf.com

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