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Chi paga le spese del citofono in condominio?

29 Novembre 2020
Chi paga le spese del citofono in condominio?

Riparazione e sostituzione della pulsantiera citofonica, risarcimento del danno e rimborso a carico di condomini eventualmente responsabili di atti vandalici.

«Si è rotto il citofono». Quante volte succede in condominio. A volte, la causa è un guasto tecnico ed elettronico. Altre volte, è frutto di qualche atto di vandalismo. Potrebbe infine avvenire che l’impianto sia vecchio e obsoleto e necessiti di essere sostituito. Ma chi paga le spese del citofono in condominio e, soprattutto, cosa succede se a rompersi è soltanto un singolo pulsante? Il costo della ditta di riparazione lo deve sostenere unicamente il condomino al cui appartamento quel pulsante è collegato o tutto il condominio? Cerchiamo di fare il punto della situazione. 

Il citofono è di proprietà di tutti i condomini?

Si ritiene che l’intero impianto del citofono, dalla pulsantiera fino al punto di diramazione ai singoli appartamenti, sia un impianto comune e, quindi, di proprietà del condominio. Lo si intuisce agevolmente dall’articolo 1117, n. 3, del Codice civile che elenca l’insieme delle parti dell’edificio che sono comuni. Anche i singoli pulsanti posti sul citofono, pertanto, devono essere considerati oggetto di proprietà comune. 

L’unico caso in cui il citofono non può considerarsi bene comune è quando è “personale”, ossia collegato ad un solo appartamento; ciò succede di solito con quelle unità immobiliari separate dal resto dell’edificio o quando uno dei condomini voglia dotarsi di un impianto diverso, magari munito di display video quando il resto del condomino ha invece solo un impianto audio. 

A confermare il fatto che il citofono sia un bene condominiale vi è questa considerazione: qualora lo si ritenesse di proprietà individuale, l’amministratore dovrebbe disinteressarsene, posto che le sue competenze sono limitate alle parti comuni.

Chi sostiene le spese se il citofono si rompe?

Se l’intero impianto citofonico si rompe, la spesa deve essere ripartita tra tutti i condomini proprio perché si tratta di impianto comune. In particolare, l’amministratore dovrà dividere il costo sostenuto per la ditta di riparazione secondo i millesimi di proprietà, la cui tabella è allegata al regolamento condominiale.

Chi sostiene le spese se si rompe un singolo tasto del citofono?

Le cose non vanno diversamente se si rompe solo un singolo tasto del citofono condominiale. Anche se, infatti, a “fare contatto” o a fulminarsi è la pulsantiera collegata a un solo appartamento, la spesa per la ditta di riparazione deve essere scaricata sull’intero condominio e ripartita secondo millesimi. Sarebbe quindi illegittima la delibera dell’assemblea condominiale che stabilisca di addebitare il costo solo sul condomino interessato alla rottura. 

Nessuna spesa condominiale può essere addebitata a singoli condòmini, perché le cosiddette spese individuali o personali sono il frutto di prassi contrarie alla legge (fanno eccezione le spese per la revisione delle tabelle millesimali a seguito di interventi eseguiti in favore di singole unità immobiliari).

Chiaramente, se il citofono dovesse essere di proprietà individuale e non condominiale, tutte le spese saranno addebitate al condomino che ne è titolare, né la gestione della riparazione o la scelta della relativa ditta sarebbe di competenza dell’amministratore. 

Chi paga le spese se il danno è provocato da un singolo condomino?

Potrebbe succedere che il danno che abbia determinato la rottura dell’impianto citofonico o di un singolo tasto sia stato causato dal comportamento negligente di un condomino. Si pensi ai frequenti casi di scherzi al citofono. In tal caso, l’assemblea non può addebitare, autonomamente e in via unilaterale, la spesa sul condomino responsabile (a meno che non vi sia il consenso di quest’ultimo). Il condominio dovrà allora fare causa al responsabile con una regolare azione di risarcimento affinché sia il giudice a quantificare l’importo del danno e a condannare il responsabile al rimborso della spesa.

Installazione o sostituzione di un videocitofono

Il criterio da seguire nella ripartizione fra i condomini della spesa richiesta dall’installazione di un impianto citofonico condominiale è, salvo diverso accordo, quello dettato dall’art. 1123 Codice civile, ossia in base ai millesimi di proprietà. 

Il tribunale di Bologna (sentenza del 22/5/1998) ha però distinto, nell’ambito di questo tipo d’impianto, parti comuni (per es. il quadro esterno e il tratto di cavo fino alla diramazione nelle singole unità immobiliari) e parti di proprietà esclusiva dei singoli condomini (per es. il ricevitore), ritenendo applicabile il criterio dei millesimi di proprietà soltanto alle prime; pertanto, se un condomino vuole installare più terminali deve accollarsi la relativa spesa.



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