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Inquilino in affitto: sei cose da sapere

29 Novembre 2020
Inquilino in affitto: sei cose da sapere

Locazione: regole di comportamento che devono rispettare il locatore e il conduttore. 

Riportiamo qui di seguito alcune delle risposte fornite ai lettori che ci chiedono chiarimenti in merito all’argomento dell’inquilino in affitto.

Rispetto del regolamento condominiale

Nonostante il regolamento condominiale lo vieti, l’inquilino del piano di sotto parcheggia il suo motorino in cortile. L’amministratore non fa nulla: che si può fare?

L’amministratore non ha alcun potere sull’inquilino. È sul padrone di casa che deve fare pressione perché il suo inquilino rispetti le regole condominiali. La Corte di Cassazione ha stabilito che il proprietario può “cacciare” l’inquilino se quest’ultimo viola ripetutamente le regole, sempre che nel contratto di locazione ci sia una clausola che obbliga l’inquilino al rispetto del regolamento condominiale.

Voto in assemblea

Sono in affitto. Posso partecipare e votare all’assemblea condominiale?

Di norma, è solo il proprietario che vota all’assemblea. L’inquilino ha però diritto di voto sulle spese e le modalità di gestione dei servizi centralizzati di riscaldamento e condizionamento. Per esempio, se la votazione riguarda il periodo di accensione e funzionamento del riscaldamento, la scelta del fornitore di combustibile, i problemi di ordinaria manutenzione dell’impianto, il voto spetta all’inquilino.

Se invece si deve votare sulla sostituzione della caldaia, vota il proprietario.

Riconsegna dell’appartamento

A fine anno, scade il contratto d’affitto: il padrone di casa vuole che riconsegni l’appartamento tinteggiato di nuovo, come me lo aveva consegnato. Sono obbligato a farlo?

Stando alle sentenze, alcuni giudici prendono alla lettera la clausola contrattuale per cui l’inquilino deve “riconsegnare l’appartamento nello stesso stato in cui l’ha avuto”.

Altri, invece, considerano normale un “deterioramento” dovuto all’usura.

L’inquilino deve sicuramente tinteggiare l’appartamento se ha fatto cambiamenti di rilievo (per esempio, ha colorato le pareti a tinte forti) o se ha danneggiato i muri dell’appartamento. Lo deve poi fare se ha firmato un contratto in cui sia previsto espressamente tale obbligo.

Invece, in assenza di specifica clausola contrattuale, la tinteggiatura resa necessaria dall’usura, dal tempo o dai quadri non ricade sull’inquilino.

Accesso ai documenti

Non è che io non voglia pagare la mia parte di spese condominiali, ma l’amministratore del palazzo, nonostante le mie periodiche richieste, non mi manda i resoconti delle spese. Che cosa devo fare?

Anche se non si capisce perché l’amministratore debba tenere un comportamento del genere, dal punto di vista formale, è il proprietario che deve fornire all’inquilino la documentazione che permette di verificare le spese condominiali e i relativi criteri di ripartizione. Se l’inquilino vuole contestare qualche spesa al padrone di casa, deve farlo attraverso una raccomandata a.r. entro due mesi dalla richiesta di pagamento.

Spese condominiali

Dal contratto di affitto non riesco a capire quali spese condominiali debba pagare io e quali il proprietario dell’appartamento: esiste una regola?

Nel contratto, la parte riguardante le spese condominiali è quella denominata “oneri accessori”. Il criterio di base è che le spese straordinarie sono a carico del padrone di casa, mentre quelle relative ai costi di consumo e di gestione ordinaria toccano all’inquilino. Così, per esempio, il proprietario deve pagare il rifacimento della facciata del condominio, mentre l’inquilino paga le spese per luce, acqua, pulizie delle scale, manutenzione periodica dell’ascensore, portineria. 

Per le spese di più difficile attribuzione, la Corte di Cassazione ha chiarito che le parti possono inserire nel contratto, nero su bianco, l’indicazione di quali sono i costi legati ai servizi usati dall’inquilino.

Danni causati da terzi

Prima di partire per le vacanze, mi sono dimenticato di chiudere il rubinetto esterno dello scaldabagno. La rottura di un tubo, sempre esterno, ad esso collegato ha provocato l’allagamento l’appartamento del piano di sotto. Il proprietario di casa dice che devo pagare io i danni. Ha ragione?

Il padrone di casa è responsabile per i danni provocati dalle strutture murarie e relativi impianti (quindi cornicioni, tetti, tubature e impianti idrici e sanitari…), ma può rivalersi sull’inquilino se il danno è legato a un utilizzo scorretto di queste parti o a un suo comportamento negligente. L’inquilino, infatti, è responsabile rispetto alla custodia e alla manutenzione delle parti dell’appartamento, con l’obbligo di avvisare il proprietario quando è il caso di intervenire per prevenire eventuali danni. Nel caso in questione, dunque, è l’inquilino che deve pagare i danni all’appartamento del piano di sotto, causati dal suo comportamento.



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