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Le Guide Come proteggere la propria casa dai creditori: vendita, donazione o fondo patrimoniale?

Le Guide Pubblicato il 27 gennaio 2014

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> Le Guide Pubblicato il 27 gennaio 2014

Vorrei mettere al riparo una casa dai creditori: cosa mi consigliate tra una vendita, una donazione o un fondo patrimoniale?

[Attenzione: questo articolo non vuole essere un invito a non pagare i propri creditori. Ogni debito va pagato perché è questo che impone la legge. Qui si farà solo riferimento alle tecniche che, nostro malgrado, consente la legge per evitare di soddisfare chi, invece, ne ha pieno diritto. N.d.r.]

Quando si hanno dei debiti è forte il rischio che i creditori, per recuperare forzatamente le somme cui hanno diritto, pignorino i beni di cui si è titolari, rendendoli pertanto indisponibili a qualunque utilizzo ivi compresa la possibilità di venderli. Essere – o quantomeno apparire – nullatenenti può quindi, in molti casi, rivelarsi l’unico stratagemma per evitare che i propri averi, soprattutto quelli di maggior valore come gli immobili, vengano assoggettati dai creditori al soddisfacimento delle loro pretese.

È tale il risultato che si raggiunge attraverso una vendita o una donazione del bene che si intende sottrarre al pignoramento dei creditori. Entrambi gli atti consentono al debitore di apparire non più titolare del bene trasferito, ma non sempre gli garantiscono di aver messo in salvo il bene alienato. Il creditore, infatti, vistosi diminuire o addirittura azzerare le possibilità di intentare l’esecuzione forzata sui beni del debitore, potrebbe giocare il tutto e per tutto e intentare contro quest’ultimo un’azione giudiziaria volta a ottenere una sentenza di revoca dell’atto di vendita o di donazione.

Per poter ottenere una pronuncia giudiziaria a suo favore il creditore deve quantomeno dimostrare che:

– la vendita (o la donazione) costituiscono un pregiudizio per il creditore impedendogli o rendendogli più difficoltoso il soddisfacimento del proprio diritto;

– il debitore è a conoscenza del pregiudizio che la vendita o la donazione arreca al creditore.

Se poi l’atto di alienazione è una vendita o comunque un atto a titolo oneroso, il creditore dovrà provare anche la conoscenza del suddetto pregiudizio da parte del terzo acquirente il bene.

Gli effetti di una sentenza di revocatoria consistono nella cancellazione degli effetti traslativi del contratto stipulato, ossia è come se per il creditore il bene immobile non fosse mai uscito dal patrimonio del suo debitore, potendo quindi procedere al pignoramento dello stesso sebbene formalmente intestato a terzi.

Il fondo patrimoniale invece è un particolare vincolo di indisponibilità del bene che può essere creato tramite atto notarile soltanto dai coniugi su un loro bene oppure da un terzo ma sempre a favore di una coppia di coniugi. Con il fondo patrimoniale il debitore non trasferisce a terzi alcunché e il bene immobile che vuole proteggere rimane dunque nella sua piena disponibilità. Su di esso tuttavia i creditori non possono soddisfarsi laddove siano a conoscenza dell’estraneità del debito ai bisogni della famiglia del debitore. In altre parole un creditore può iniziare l’esecuzione forzata sul bene in fondo patrimoniale soltanto quando il debito è stato contratto per il soddisfacimento di un’esigenza familiare, altrimenti il debitore potrà (anzi dovrà, se vorrà veder salvo il proprio immobile) opporsi dimostrando l’estraneità del debito ai bisogni della famiglia e la consapevolezza di tale circostanza da parte del creditore.

Il consiglio

Prima di compiere degli atti a tutela del proprio patrimonio contro possibili espropriazioni da parte dei creditori è buona norma considerare il momento in cui si vorrebbe compiere tali atti e l’oggetto degli stessi.

Una vendita o una donazione compiute a ridosso o addirittura dopo l’accumulo di debiti si espone fatalmente a una richiesta di revocazione da parte del creditore, mentre resterebbe salva laddove compiuta in un momento precedente al sorgere del debito. Se proprio non si riesce ad anticipare tale momento è senz’altro più consigliabile stipulare una vendita rispetto a una donazione, in considerazione del maggior onere probatorio in capo al creditore che voglia ottenerne la revoca in giudizio. Trattandosi di beni immobili ed essendo i relativi atti soggetti a trascrizione è bene far presente al Notaio davanti al quale si stipula la possibilità di eventuali azioni esecutive dei creditori onde accelerare le pratiche di trascrizione dell’atto e precedere eventuali formalità pregiudizievoli come ad esempio la trascrizione della domanda giudiziale di revocatoria.

Stesse considerazioni devono farsi con riguardo al fondo patrimoniale, il quale è un atto a titolo gratuito perciò possibile oggetto di revocatoria come una donazione. A ciò deve aggiungersi che il particolare effetto protettivo stabilito dalla legge per i beni oggetto di questo vincolo non può tramutarsi in un abuso da parte del debitore a danno dei creditori. Pertanto debiti contratti per soddisfare esigenze di carattere voluttuario o speculativo della famiglia non potranno trovare protezione ed esporranno quindi i beni del fondo ad esecuzione forzata.

Il debitore che si spoglia di un proprio bene immobile oppone al creditore un ostacolo in più per l’inizio dell’esecuzione forzata sul bene stesso. Quest’ultimo infatti deve prima intentare una causa in Tribunale per ottenere la revoca dell’atto di alienazione e avrà l’obbligo di provare tutte le circostanze sopra indicate per ottenere una sentenza a suo favore.

La costituzione di un fondo patrimoniale invece, nonostante mantenga il bene immobile nella disponibilità del debitore, gli impone un utilizzo esclusivamente a beneficio dei bisogni della famiglia e non lo esime da un’eventuale pignoramento del creditore. A tale atto egli potrà opporsi qualora il debito sia sorto posteriormente alla costituzione del fondo e non sia relativo al soddisfacimento di bisogni familiari, come ad esempio nel caso di somme dovute per l’attività imprenditoriale del debitore. Se invece il debito fosse sorto prima della costituzione del fondo, il creditore potrebbe tentare di aggirare il vincolo costituito dal fondo chiedendo al Tribunale la revoca dello stesso a condizione tuttavia che dimostri il pregiudizio del fondo alle proprie ragioni creditizie e la consapevolezza del debitore di ostacolare con la costituzione del vincolo il soddisfacimento delle ragioni creditorie.

note

Autore immagine: 123rf.com


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3 Commenti

  1. Se la casa dove risiedo e’ stata acquistata da mia moglie prima del matrimonio, e’ aggredibile se avessi dei problemi con Equitalia?

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  2. L’atto dispositivo su un bene prima della insorgenza del debito e quindi prima di ogni atto giudiziario per contrastarlo dovrebbe essere salvo, ma se posto dolosamente in atto sia pure in un tempo precedente all’insorgenza del debito può essere oggetto di azione giudiziaria se si dimostra il disegno criminoso ideato ad hoc facendo salvo il diritto del terzo se in buona fede e con atto regolarmente trascritto.

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