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Assunzione minorenne: come funziona?

18 Febbraio 2021 | Autore:
Assunzione minorenne: come funziona?

Rapporto di lavoro instaurato con un dipendente che non ha ancora compiuto 18 anni: quali regole per adolescenti e bambini.

La legge italiana non vieta il lavoro dei minorenni, ma lo sottopone a specifiche tutele. Secondo la Costituzione [1], difatti, il rapporto di instaurato con un dipendente che non ha ancora compiuto 18 anni deve essere assoggettato a particolari disposizioni e garantito secondo il principio di parità di retribuzione a parità di lavoro fra adulto e minore.

Ma l’assunzione minorenne come funziona? Nel dettaglio, la legge che disciplina il lavoro minorile [2], finalizzata alla protezione dei giovani sul lavoro, individua due categorie di lavoratori minorenni: il fanciullo, o bambino, che non ha ancora compiuto 15 anni di età o che è ancora soggetto all’obbligo scolastico; l’adolescente, cioè il minore di età compresa tra i 15 e i 18 anni di età e che non è più soggetto all’obbligo scolastico.

La legge sul lavoro minorile fissa l’età minima per l’assunzione al momento in cui il minore ha concluso il periodo di istruzione obbligatoria e, in ogni caso, non prima dei 15 anni compiuti. Considerando che, ad oggi, l’istruzione deve essere impartita per almeno 10 anni, l’età per l’accesso al lavoro è elevata, di conseguenza, da 15 a 16 anni. In buona sostanza, il minore può essere assunto se ha compiuto 16 anni e in presenza di 10 anni di obbligo di istruzione già svolti.

Le uniche eccezioni ai limiti menzionati per l’assunzione dei minori consistono nell’apprendistato di primo livello, in quanto finalizzato a completare il ciclo d’istruzione ed ottenere il relativo titolo di studio, nonché nello svolgimento delle attività di carattere culturale, artistico e sportivo o pubblicitario o del settore dello spettacolo. Per queste attività, però, deve essere rilasciata un’apposita autorizzazione da parte della competente Ispettorato territoriale del lavoro. Ma procediamo con ordine.

Visita medica prima dell’assunzione

Prima dell’instaurazione del rapporto di lavoro, il minore deve essere sottoposto ad una visita medica, detta preassuntiva, per valutare l’idoneità al lavoro, solo se la valutazione dei rischi evidenzi la necessità di sottoporlo a sorveglianza sanitaria. Ne abbiamo parlato in: Visita medica per l’assunzione di lavoratori minorenni.

Per firmare il contratto di lavoro servono i genitori?

Il lavoratore adolescente, che ha compiuto 16 anni di età e assolto l’obbligo scolastico, non ha necessità dei genitori per l’assunzione: l’adolescente è infatti titolare della capacità lavorativa, quindi può sottoscrivere personalmente il contratto di lavoro subordinato.

L’assistenza di chi esercita la potestà genitoriale è invece richiesta per i minori che hanno compiuto i 15 anni di età e stipulano un contratto di apprendistato di primo livello-

Divieto di assumere minorenni

Alcune attività lavorative non possono essere svolte da minorenni: si tratta di mansioni particolarmente gravose o pericolose, elencate dalla legge [3], o che comportano l’esposizione ad agenti fisici, biologici e chimici.

Le attività potenzialmente pericolose possono essere svolte, in deroga al divieto:

  • su autorizzazione dell’Ispettorato territoriale del lavoro e previo parere della Asl;
  • per motivi didattici o di formazione professionale;
  • per il tempo strettamente necessario alla formazione stessa;
  • in aula o in laboratori adibiti all’attività formativa;

Quanto deve essere pagato il minorenne?

Per quanto riguarda la retribuzione, il dipendente minorenne ha diritto, a parità di lavoro, agli stessi corrispettivi spettanti si dipendenti maggiorenni.

Regole per la salute e sicurezza dei lavoratori minorenni

Il datore di lavoro, prima di adibire il dipendente minorenne all’attività e prima di ogni modifica rilevante delle condizioni di lavoro, deve effettuare una specifica valutazione dei seguenti rischi, secondo quanto previsto dal Testo unico per la salute e la sicurezza [4]:

  • rischio connesso allo sviluppo non ancora completo, alla mancanza di esperienza e di consapevolezza nei riguardi dei pericoli lavorativi, esistenti o possibili, in relazione all’età;
  • rischi nell’utilizzo delle attrezzature di lavoro e connessi alla sistemazione del luogo e del posto di lavoro;
  • esposizione agli agenti chimici, biologici e fisici;
  • movimentazione manuale dei carichi;
  • rischi legati all’organizzazione generale del lavoro, alla formazione e dell’informazione dei minori.

Le informazioni sulla sicurezza sul lavoro devono essere date anche ai genitori.

Orario di lavoro dei minorenni

La legge sul lavoro minorile prevede che:

  • per i minori liberi da obblighi scolastici, l’orario di lavoro non possa superare le 7 ore giornaliere e le 35 settimanali;
  • per i minori che hanno più di 15 ma meno di 16 anni, ancora soggetti all’obbligo scolastico e titolari di un apprendistato di primo livello l’orario di lavoro non possa essere superiore alle 7 ore giornaliere e 35 ore settimanali.
  • per gli adolescenti l’orario di lavoro non possa superare le 8 ore giornaliere e le 40 settimanali.

Gli adolescenti, poi, non possono essere adibiti al trasporto di pesi per più di 4 ore durante la giornata, compresi i ritorni a vuoto.

L’orario di lavoro dei bambini e degli adolescenti non può durare senza interruzione più di 4 ore e mezza.

Nel caso in cui l’orario di lavoro giornaliero superi le 4 ore e mezza, deve essere interrotto da una pausa della durata di almeno 1 ora, che può essere ridotta a mezz’ora per espressa previsione della contrattazione collettiva o dietro autorizzazione dell’Ispettorato territoriale del lavoro.

Riposo settimanale e ferie dei lavoratori minorenni

Il lavoratore minorenne ha diritto alla fruizione di 2 giorni di riposo:

  • possibilmente consecutivi;
  • compresa la giornata di domenica.

Solo in presenza di comprovate ragioni tecniche e organizzative, il riposo settimanale può essere ridotto a 36 ore.

Le ferie dei dipendenti minori devono avere una durata minima di:

  • 30 giorni, per coloro che non hanno compiuto i 16 anni;
  • 20 giorni, per coloro che hanno superato i 16 anni di età.

I contratti collettivi possono prevedere disposizioni di miglior favore. Senza dimenticare le previsioni del decreto sull’orario di lavoro [5], che dispone un minimo di 4 settimane di ferie per la generalità dei dipendenti.

Divieto di adibire i minorenni al lavoro notturno

In generale, è vietato adibire i minori al lavoro notturno. Nel dettaglio, la definizione di lavoro notturno riguarda:

  • per i bambini e gli adolescenti sino a 16 anni: il periodo di almeno 12 ore consecutive comprendente l’intervallo tra le ore 22 e le ore 6;
  • per gli adolescenti di età superiore a 16 anni: il periodo di almeno 12 ore, consecutive comprendente l’intervallo tra le ore 22 e le ore 5;
  • per i bambini e per gli adolescenti che frequentano le scuole dell’obbligo: il periodo di almeno 14 ore consecutive, comprendente l’intervallo fra le ore 20 e le ore 8.

Sono previste deroghe:

  • per l’impiego in attività lavorative di carattere culturale, artistico, sportivo o pubblicitario e nel settore dello spettacolo, previa autorizzazione dell’Ispettorato Territoriale del Lavoro e assenso scritto dei genitori, purché non si protraggano oltre le ore 24 e non pregiudichino la sicurezza, l’integrità psicofisica e lo sviluppo del minore, la frequenza scolastica o la partecipazione a programmi di orientamento o di formazione professionale;
  • in relazione ai soli adolescenti che hanno compiuto 16 anni, per casi di forza maggiore che ostacolino il funzionamento dell’azienda.

note

[1] Art. 37 Cost.

[2] L. 977/1967.

[3] All. 1 L. 977/1967.

[4] D.lgs. 81/2008.

[5] DL 66/2003.


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