HOME Articoli

Lo sai che? Proporre leggi al Parlamento: chi può farlo e in che modo

Lo sai che? Pubblicato il 15 gennaio 2014

Articolo di




> Lo sai che? Pubblicato il 15 gennaio 2014

Sottoporre una proposta di legge al Parlamento per vedersela approvare è attività che la Costituzione riserva a soggetti ben determinati fra i quali vi sono anche, ad alcune condizioni, i semplici cittadini. Vediamo allora cosa bisogna fare per procedere in maniera corretta all’avanzamento di una proposta di legge.

 

La legge è il principale mezzo con cui il nostro ordinamento impone ai cittadini determinate azioni o comportamenti. Spetta al Parlamento, nella sua composizione bicamerale di Camera e Senato, approvarla, mentre la preparazione di un testo di legge e la sua proposizione è rimessa anche ad altri soggetti politici contemplati nella Costituzione. [1]

Il Governo

Titolare dell’indirizzo politico da imprimere al Paese, è divenuto negli ultimi vent’anni il principale artefice di leggi e provvedimenti aventi valore analogo come Decreti Legge e Decreti Legislativi. Ciò tuttavia non significa che il Governo fa le leggi e il Parlamento si limita a ratificarle, come spesso si sente dire. Il Governo infatti può proporre al Parlamento dei testi di legge, ossia delle proposte che poi dovranno essere discusse e approvate da quest’ultimo: si tratta  dei cosiddetti DDL o disegni di legge, dei quali spesso i giornali danno ampio conto ma che, fino alla loro approvazione definitiva da parte di deputati e senatori, restano solo progetti sulla carta.

Discorso diverso è quello relativo ai Decreti Legge e ai Decreti Legislativi.

I primi sono provvedimenti scritti e approvati esclusivamente dal Governo solo in casi straordinari di necessità e urgenza, che assumono valore di legge solo per due mesi a partire dalla loro entrata in vigore. Trascorsi infatti sessanta giorni, il Parlamento deve convertirli, cioè approvare un’apposita legge che riproduca il testo del Decreto a suo tempo emanato dal Governo. Se il Parlamento non rispetta tale termine il Decreto decade, cioè smette di essere vincolante per i cittadini, e gli effetti nel frattempo dallo stesso prodotti vengono a loro volta travolti a meno che il Parlamento non decida di farli salvi con apposita legge.

I Decreti Legislativi invece sono provvedimenti di legge promulgati dal Governo su indicazione del Parlamento che, allo scopo, approva preventivamente una legge (detta Legge Delega) nella quale sono indicati i criteri e i contenuti che il Governo dovrà rispettare nella formazione del relativo Decreto. Quest’ultimo, una volta emanato, avrà la stessa efficacia di una legge del Parlamento e non dovrà più ricevere altra approvazione.

Il Parlamento

Deputati e Senatori possono presentare al rispettivo ramo parlamentare di appartenenza un testo di Legge. Normalmente tale testo di legge prende il nome del o dei suoi proponenti e viene affidato a un relatore che ne curerà l’illustrazione e la sua prosecuzione nell’iter legislativo presso il competente ramo parlamentare.

Il Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro

È un organo nel quale siedono esperti e rappresentanti delle categorie produttive del Paese in misura della loro importanza numerica e qualitativa. Fra le funzioni che la Costituzione gli attribuisce [2] vi è  anche quella di iniziativa legislativa. Per questo motivo il CNEL avanza proposte di legge soprattutto in materia economica e sociale.

I cittadini         

Anche i cittadini possono presentare al Parlamento proposte di legge affinché vengano da quest’ultimo discusse e approvate. I progetti di legge avanzati devono essere redatti in articoli distinti e possono essere presentati non da un singolo ma da almeno cinquantamila elettori, ossia dai cittadini che hanno raggiunto la maggiore età [3]. Materialmente ciò avviene attraverso una raccolta di firme, di solito promossa da un apposito comitato costituitosi per sostenere la presentazione della proposta di legge.

La raccolta di firme serve anche a promuovere un referendum, ossia una consultazione elettorale in occasione della quale i cittadini sono chiamati a esprimersi sulla proposta di abrogazione di una determinata legge. Per far sì che il referendum sia indetto serve però un numero di firme più alto, pari ad almeno cinquecentomila e per ottenere l’abrogazione della legge bisogna che partecipino al voto almeno la maggioranza degli aventi diritto e che sia raggiunta la maggioranza dei voti validamente espressi. [4]

Nel nostro ordinamento quindi il referendum serve solo ad abrogare una legge, non ad approvarla. Al più può essere indetta una consultazione referendaria  su una determinata proposta di legge, come ad esempio le leggi di modifica della costituzione. [5]

note

[1] Art. 71 Cost.

[2] Art. 99 Cost.

[3] Art. 48 primo comma et 71 ultimo comma Cost.

[4] Art. 75 Cost.

[5] Art. 138 Cost.

Autore immagine: 123rf.com


Per avere il pdf inserisci qui la tua email. Se non sei già iscritto, riceverai la nostra newsletter:
Informativa sulla privacy

ARTICOLI CORRELATI

2 Commenti

  1. Oggi il numero di divorzi è in continuo aumento e purtroppo il più delle volte è causa di persone esterne alla coppia, come possono essere amanti che si intromettono o gli stessi genitori dei coniugi, distruggendo un rapporto di coppia, ma ancora di più la vita di un bambino/a che purtroppo non potrà vivere più con i propri genitori. Se ci fosse una legge che punisce queste persone con una sanzione di 5000/10000 euro questo può fare da deterrente oppure va a risanare le casse dello stato Italiano.
    Basta con divorzi inutili e basta fare figli se già sull’altare non vogliamo più bene il nostro partner. Il futuro sono i nostri figli e hanno tutto il diritto di vivere in una casa con i propri genitori.

    D. Esposito

  2. Bisognerebbe fare una legge che esonera il genitore al quale viene impedito di vedere il proprio figlio minorenne nonostante un provvedimento con sentenza condivisa all obbligo di dare il mantenimento cosi il genitore che fa abuso di potere perché il figlio e’ in convivenza con lui ci penserebbe bene due volte prima di non rispettare il provvedimento del giudice

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema. Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI