Lavoro e Concorsi | Articoli

Come prepararsi al colloquio di lavoro

18 Febbraio 2021
Come prepararsi al colloquio di lavoro

Consigli utili per i candidati che devono affrontare una selezione con l’ufficio delle risorse umane. Come non farsi trovare impreparati dinanzi al responsabile hr, al recruiter e ai selezionatori. 

Un colloquio di lavoro è un atto formale durante il quale l’addetto alle Human Resources (hr) seleziona il candidato giusto da assumere. Da tale formalità scaturiscono, con tutta l’evidenza del caso, le ansie, le paure, le preoccupazioni di dove affrontare un confronto orale. Se, poi, subentrano anche insicurezze personali e questioni caratteriali come la timidezza e la riservatezza, allora l’idea di dover incontrare un recruiter può destare più di qualche preoccupazione. Se anche tu sei in questa situazione, ti diciamo noi come prepararsi al colloquio di lavoro.

In questo articolo abbiamo raccolto alcuni consigli che ti saranno molto utili nella fase preparatoria al colloquio stesso. Il periodo che ti separa dalla data in cui sosterrai l’incontro formale con il selezionatore è importante perché ti permette di acquisire informazioni sull’azienda per la quale ti candidi e di preparare un breve discorso che parli di te e delle tue potenzialità. Inoltre, prima di presentarti al colloquio, sarebbe utile dare un’occhiata alle domande più frequenti e studiare un po’ la tua comunicazione non verbale.

Studia il datore di lavoro acquisendo le informazioni necessarie

Andrea (nome puramente di fantasia) invia la sua candidatura a un’azienda che cerca personale per ampliamento organico. Alla scadenza del termine utile per inviare i cv, l’azienda contatta il candidato per sostenere un primo colloquio conoscitivo. Giunto il fatidico giorno, Andrea si presenta dinanzi al selezionatore, che gli chiede un parere su quali possano essere, secondo lui, i punti deboli dell’azienda. A questa domanda, Andrea fa scena muta.

Non è difficile imbattersi in situazioni del genere, soprattutto se il candidato non ha avuto la premura di procacciare informazioni sull’azienda per la quale vorrebbe lavorare. Nell’epoca dei social, non è difficile indossare i panni di un investigatore e dare una sbirciata ai canali opportuni, ossia:

  • al profilo Linkedin o quello di altri social network;
  • a eventuali siti dedicati;
  • alle informazioni e recensioni riportate da Google.

Al termine di questa raccolta dati, ti tornerà molto utile capire qual è la mission aziendale, come intende raggiungerla, quali sono i valori cui si ispira e come avviene la comunicazione verso l’esterno.

Informato da questa piccola rassegna stampa privata, affronterai il colloquio in modo più sicuro, come se parlassi di una persona che già conosci. E, ti assicuriamo, colpirai il recruiter, che certamente apprezzerà il fatto che tu abbia raccolto informazioni sulla realtà aziendale.

Preparati una breve presentazione

Quasi ogni colloquio di lavoro inizia con il selezionatore che, con in mano il tuo cv, vuole sapere qualcosa in più su di te. In questa fase del colloquio, hai pochissimo tempo per far capire che sei una persona interessata all’offerta di lavoro, efficiente, competente e in linea con il profilo ricercato dall’azienda.

Per affrontarla al meglio, ti suggeriamo di preparare una piccola presentazione della durata massima di 3 minuti. Attento però, perché la presentazione è un’arma a doppio taglio e funziona solo se la prepari in modo corretto.

Nella tua introduzione, devi inserire solo quegli elementi e quelle esperienze che ti hanno formato come persona e come lavoratore, senza parlare dei tuoi hobby, di quello che ti piace fare, degli sport che pratichi e informazioni accessorie simili.

Facciamo un esempio pratico per farti capire meglio cosa intendiamo.

Andrea ha studiato giurisprudenza fuori sede, ma si è laureato fuori tempo massimo perché, nel frattempo, ha dovuto lavorare per pagare l’affitto, le tasse universitarie e tutte le altre spese per vivere lontano dalla propria città. Nella sua presentazione, il candidato potrebbe evidenziare di essere una persona responsabile, che si è impegnato al massimo per far coincidere la vita lavorativa con quella accademica, sottolineando le sue capacità organizzative.

È importante non imparare a memoria il discorso, ma esercitarsi nell’esporlo in modo libero e sciolto, pur mantenendo fissi i concetti più importanti.

Preparati a rispondere alle domande più frequenti

È innegabile che alcune domande, più di altre, rivelino l’attitudine e la predisposizione al lavoro di un candidato. E allora, perché farsi trovare impreparati?

Nel corso dei colloqui, ricorrono alcune domande in modo che, in base alle risposte fornite e all’atteggiamento assunto dal candidato, i selezionatori possano farsi un’idea ben precisa di chi hanno davanti.

Se dovessi avere a che fare con un responsabile hr davvero inflessibile, la prima domanda che ti sottoporrà sarà: «Qual è la tua ral ideale e con la quale saresti soddisfatto?». Il candidato sprovveduto potrebbe chiedere di ripetere la domanda, o dichiarare apertamente di non averla capita perché non conosce il significato di ral.

In realtà, il problema non è tanto il non sapere cosa sia la ral (reddito annuale lordo), ma sicuramente una risposta del genere è fornita da una persona che ha poca dimestichezza con il mondo del lavoro. Per non trovarti in una situazione del genere, munisciti di calcolatrice e poniti qualche domanda: in base alle tue competenze e conoscenze, quanto pensi di valere? Di quanto deve essere il tuo stipendio per permetterti lo stile di vita che desideri?

Altre domande frequenti nel corso dei colloqui sono:

  • «Perché dovremmo scegliere lei?». Si tratta di un grande classico ed è importante rispondere fornendo una giustificazione plausibile. Per esempio: dovreste scegliere me perché la vostra azienda potrebbe far conoscere i propri prodotti in modo più efficace e io vorrei sottoporvi le strategie che ho messo a punto nel corso delle mie precedenti esperienze;
  • «Dove si immagina da qui a 10 anni?». Potrebbe sembrare una domanda semplice e a trabocchetto. In realtà, è più complessa di quanto si possa pensare. Dietro questa domanda si cela la volontà di capire se hai le idee chiare o no. Quindi, non aver paura di rispondere onestamente, esprimendo chiaramente le tue ambizioni e aspirazioni, anche se queste non dovessero collimare con la posizione lavorativa per la quale ti stai candidando;
  • «Che rapporti ha con i suoi ex colleghi e con il suo ex datore di lavoro?». Ecco, in caso di domande del genere, è opportuno mentire, anche spudoratamente. A nessuno piace avere dinanzi una persona che dice di aver tagliato completamente i ponti con i propri colleghi per litigi, incomprensioni o altre questioni personali. Ponendoti questa domanda, l’ufficio personale vuole capire se riesci a stabilire relazioni sul posto di lavoro e, soprattutto, se sei in grado di gestirle.

Ovviamente, le domande che possono porti nel corso del colloquio di lavoro sono tante, ma vale sempre una regola basilare: sono rivolte a te in quanto professionista e, quindi, a rispondere deve essere soprattutto il tuo bagaglio di esperienze.

L’importanza del linguaggio non verbale

Per prepararti correttamente al colloquio di lavoro prova a curare non solo la comunicazione verbale, ma anche quella del corpo.

Come stringi la mano, la postura, il modo di mantenere fissa l’attenzione sul tuo interlocutore, come poni le braccia e le gambe. Il candidato perfetto non esiste, ma quello che saluta con una stretta di mano vigorosa ed energica ha un bigliettino da visita sicuramente più stimolante rispetto a chi offre il saluto in modo timido e insicuro.

Per quanto riguarda la postura, esercitati a mantenere la schiena dritta, le spalle basse, la parte addominale rientrata a sostenere il diaframma per rafforzare il respiro e rendere il tono della tua voce più sicuro. Le braccia possono rimanere adagiate parallele sulle tue gambe o a formare un triangolo con la zona del ventre raccogliendo i palmi delle mani in modo da farli contrapporre.

Mentre provi il tuo discorso di presentazione o studi possibili domande, parla senza gesticolare eccessivamente e se sei avvezzo a maneggiare accessori (penne, anelli, capelli, ecc.) mentre fai un’esposizione, cerca di toglierti questo vizio che rischia di distogliere l’attenzione del tuo interlocutore, innervosendolo.

I nostri consigli per prepararti al meglio a un colloquio terminano qui, ma ricorda che il modo migliore per affrontarlo resta sempre quello di lavorare molto su te stesso, anche mettendo nero su bianco il tuo percorso scolastico, accademico, lavorativo e confrontandolo con le aspirazioni. Nel mezzo, come sempre, ci vanno le tue competenze.



Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non hanno ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube