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Congedo papà: a chi spetta?

20 Febbraio 2021
Congedo papà: a chi spetta?

La legge prevede il diritto del lavoratore che, durante il rapporto di lavoro, diventa padre a fruire di un periodo di astensione dal lavoro.

Sei un lavoratore subordinato. Tua moglie è incinta e a breve diventerai papà. Vuoi sapere se, dopo la nascita di tuo figlio, potrai assentarti dal lavoro per un po’ di giorni.

A partire dal 2012, nell’ambito della riforma Fornero, è stato introdotto un apposito congedo per i lavoratori subordinati che diventano padri. L’obiettivo del congedo è consentire ai neo papà di svolgere la propria funzione genitoriale in un momento molto delicato della vita del neonato.

Ma il congedo papà a chi spetta? Non spetta solo ai padri naturali ma anche ai padri adottivi e affidatari. Inoltre, per fruire di questo beneficio, il lavoratore deve essere assunto con contratto di lavoro subordinato.

Congedo papà: cos’è?

Nel nostro ordinamento [1], sono previsti una serie di diritti e di tutele per i genitori che, durante lo svolgimento del rapporto di lavoro, diventano padri o madri. La funzione di tali diritti è quella di trovare un corretto equilibrio tra le esigenze di lavoro e le esigenze genitoriali e familiari. In questo ambito può essere segnalato il cosiddetto congedo papà. Si tratta di un istituto introdotto dalla legge nel 2012 [2] nell’ambito della cosiddetta Riforma Fornero.

Il congedo papà determina il diritto del lavoratore subordinato che, nel corso dello svolgimento del rapporto di lavoro diventa padre, di assentarsi dal lavoro per un certo numero di giorni e di poter fruire di un ulteriore periodo di congedo facoltativo in alternativa alla maternità obbligatoria della madre.

Congedo papà: quanti giorni spettano?

Il congedo papà si compone, in realtà, di due differenti periodi di congedo fruibili dal lavoratore neo papà:

  1. un congedo obbligatorio che deve essere fruito obbligatoriamente dal padre dopo la nascita del figlio;
  2. un congedo facoltativo che è facoltà del padre fruire in alternativa all’astensione obbligatoria dal lavoro della madre.

La durata del congedo papà è stata modificata diverse volte nel corso del tempo da successivi interventi normativi. Per quanto concerne l’anno 2020 [3], il papà ha a disposizione 7 giorni di congedo obbligatorio e un giorno di congedo facoltativo che può essere fruito in alternativa alla maternità obbligatoria della madre.

Il congedo obbligatorio costituisce, al pari della maternità obbligatoria della madre, un periodo di astensione obbligatorio dal lavoro che non può essere, quindi, rinunciato dal lavoratore. Il congedo facoltativo, al contrario, è un giorno di assenza di cui il padre può fruire solo se gli viene in un certo senso “ceduto” dalla madre, che deve rinunciare ad un giorno di congedo obbligatorio di maternità.

Congedo papà: a chi spetta?

La fruizione del congedo papà spetta ai lavoratori subordinati del settore privato assunti con contratto di lavoro dipendente. Possono fruire del congedo papà i lavoratori che diventano padri a seguito di filiazione naturale oppure i lavoratori che diventano padri a seguito di affidamento o adozione.

Nel 2020, per poter fruire del congedo papà, l’evento che da diritto a tale istituto (nascita, adozione, affidamento) deve collocarsi nel lasso temporale che va dal primo gennaio 2020 fino al 31 dicembre 2020.

Il congedo facoltativo deve essere fruito entro 5 mesi dalla nascita del figlio oppure dall’ingresso del minore affidato o adottato nella famiglia di destinazione. Tuttavia, come abbiamo detto, per poter fruire del congedo facoltativo la madre deve rinunciare ad un giorno di congedo obbligatorio di maternità.

Congedo papà: quanto spetta?

Durante i giorni di assenza dal lavoro determinati dalla fruizione del congedo papà il lavoratore subordinato ha diritto a ricevere un indennità economica a carico dell’Inps pari al 100% della sua retribuzione. Il padre lavoratore deve fare domanda di fruizione del congedo papà, indicando le date in cui intende fruirne, con un preavviso di 15 giorni prima della data di fruizione.

Per quanto concerne le modalità di inoltro della domanda, il congedo papà deve essere richiesto al datore di lavoro in forma scritta. L’indennità economica verrà anticipata dall’azienda direttamente in busta paga e, successivamente, recuperata presso l’Inps portandola a conguaglio con i contributi previdenziali.


note

[1] D. Lgs. 151/2001.

[2] Art. 4 co. 24 lett. a), L. n. 92. del 28.06.2012.

[3] Art. 1 co. 342 L. n. 160 del 27.12.2019.


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