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Scia edilizia: come funziona e dove richiederla?

19 Febbraio 2021 | Autore:
Scia edilizia: come funziona e dove richiederla?

L’esecuzione di alcuni lavori edili va preceduta da una segnalazione in Comune. L’assenza della comunicazione o la sua presentazione tardiva comporta l’applicazione di sanzioni amministrative pecuniarie.

Hai da poco comprato un appartamento in città e intendi ristrutturarlo. Perciò, ti interessa conoscere quali adempimenti burocratici devi compiere prima di iniziare i lavori. In generale a seconda della tipologia di interventi che si intendono effettuare, devi richiedere un titolo abilitativo oppure presentare una comunicazione specifica, salvo che si tratti di opere rientranti nell’ambito dell’edilizia libera. In particolare la Scia è prevista per i lavori di ristrutturazione all’esterno o all’interno di un immobile.

Scia edilizia: come funziona e dove richiederla? Destinatario della Scia edilizia è il Comune nel cui territorio si trova l’immobile oggetto dei lavori. Per richiederla, devi compilare l’apposito modulo ed inviarlo al Comune interessato insieme agli elaborati progettuali e alla documentazione all’uopo prescritta.

Per l’inizio dei lavori non devi attendere alcun permesso o autorizzazione comunale ma devi rispettare un termine di 30 giorni dalla presentazione della Scia. Se si tratta di un immobile sul quale sono presenti dei vincoli ad esempio ambientali, paesaggistici o storico-artistici, devi anche ottenere il nulla osta degli organi preposti (vedi la Sovrintendenza).

Quando va richiesta la Scia edilizia?

La Scia edilizia (Segnalazione certificata di inizio attività) va richiesta quando si vogliono eseguire:

  • interventi di ristrutturazione edilizia “leggera” ovvero che non comportano modifiche alla struttura dell’immobile, alla volumetria, alla superficie, ai prospetti e alla sagoma;
  • interventi di restauro e risanamento conservativo, qualora riguardano le parti strutturali dell’edificio;
  • interventi di manutenzione straordinaria, che comportano delle modifiche delle parti strutturali;
  • interventi ricadenti in alcune specifiche varianti ai permessi di costruire come ad esempio quelli che non incidono sui  parametri urbanistici e sulle volumetrie, che non modificano la destinazione d’uso e la categoria edilizia;
  • opere edilizie che si possono realizzare con una Scia in alternativa ai permessi di costruire (vedi gli interventi di ristrutturazione edilizia “pesante”, che portano ad un organismo edilizio in tutto o in parte diverso dal precedente e che comportano modifiche della volumetria complessiva dell’edificio o dei prospetti).

Chi può richiedere la Scia?

I soggetti che possono richiedere la Scia edilizia sono:

  1. il proprietario dell’immobile;
  2. il comproprietario con l’assenso degli altri proprietari;
  3. l’usufruttuario, il nudo proprietario e più in generale tutti i soggetti aventi titolo.

Qual è la procedura per richiedere la Scia?

Per richiedere la Scia occorre compilare ed inviare, per via telematica, lo specifico modulo, al Comune di riferimento per il tramite dello Sportello unico per l’edilizia (Sue).

Il modulo si può scaricare dal sito istituzionale del medesimo Comune o da altri siti specializzati. Se il Comune non è dotato dell’apposita piattaforma telematica, la presentazione deve avvenire in forma cartacea.

Alla compilazione e all’inoltro della Scia solitamente provvede il progettista dei lavori oppure un altro tecnico abilitato (ingegnere, architetto, geometra), munito di delega dell’interessato.

La richiesta deve avvenire con un preavviso di almeno 30 giorni rispetto all’inizio dei lavori. In altre parole bisogna attendere che decorrano trenta giorni dalla richiesta della Scia prima di dare inizio alle opere. L’amministrazione ha comunque a disposizione 60 giorni per verificare la regolarità della comunicazione ed eventualmente ordinare l’interruzione dei lavori.

Al modulo va allegata una specifica documentazione, che comprende tra l’altro:

  • una copia degli elaborati grafici contenenti la planimetria da estratto catastale aggiornato, il rilievo topografico, le piante quotate, le sezioni in scala, ecc.;
  • una relazione tecnica a firma del progettista o di altro professionista abilitato che asseveri la conformità del progetto agli strumenti urbanistici approvati ed adottati, al regolamento edilizio vigente ed alle altre normative di settore aventi incidenza sulla disciplina dell’attività edilizia e, in particolare, alle normative antisismiche, di sicurezza, antincendio, igienico-sanitarie, alle norme relative all’efficienza energetica;
  • una relazione tecnica illustrativa dell’intervento in oggetto;
  • la documentazione fotografica dello stato dei luoghi;
  • la fotocopia del documento di riconoscimento del richiedente;
  • la dichiarazione del richiedente attestante se dai lavori previsti derivano rifiuti inerti e la loro quantificazione;
  • le ricevute di pagamento dei diritti di segreteria, se dovuti.

Dopo aver terminato i lavori per i quali è stata presentata la Scia, va comunicata la data di fine lavori, allo Sportello unico per l’edilizia. Altresì, va presentato il certificato di collaudo finale, la ricevuta di presentazione della variazione catastale o la dichiarazione che l’opera realizzata non ha comportato alcuna modificazione del classamento.

Quanto costa richiedere la Scia?

Non è possibile indicare un costo fisso in ordine alla richiesta della Scia in quanto molto dipende dalla tipologia degli interventi che si intendono realizzare.

In ogni caso, le voci che compongono la spesa finale includono:

  • l’onorario dei professionisti a vario titolo coinvolti nell’esecuzione delle opere edilizie (progettista, direttore dei lavori, coordinatore della sicurezza, collaudatore degli impianti, ecc.). Solitamente la somma di tutte le parcelle viene determinata in proporzione all’importo dei lavori, potendosi aggirare intorno al 10/15% del costo totale;
  • diritti di istruttoria e di segreteria dovuti per il deposito della pratica, i cui importi possono variare da Comune a Comune;
  • gli oneri di urbanizzazione, che sono dovuti solo in caso di aumento di volumetria.

Cosa sono la Scia in sanatoria e la Scia tardiva?

La realizzazione di interventi edilizi in assenza della o in difformità dalla Scia configura un illecito al quale il proprietario dell’immobile o il responsabile dell’abuso possono rimediare presentando una Scia in sanatoria [1].

Se l’intervento realizzato risulta conforme alla disciplina urbanistica ed edilizia vigente sia al momento della realizzazione dell’intervento, sia al momento della presentazione della domanda, per la sanatoria dell’intervento occorre versare la somma, non superiore a 5.164 euro e non inferiore a 516 euro, stabilita dal responsabile del procedimento in relazione all’aumento di valore dell’immobile valutato dall’Agenzia delle Entrate – Territorio.

Inoltre, quando le opere realizzate in assenza di Scia consistono in interventi di restauro e di risanamento conservativo, eseguiti su immobili comunque vincolati in base a leggi statali e regionali, nonché dalle altre norme urbanistiche vigenti, l’autorità competente a vigilare sull’osservanza del vincolo, salva l’applicazione di altre misure e sanzioni previste da norme vigenti, può ordinare che la situazione venga riportata a come era prima dei lavori (restituzione in pristino) a cura e spese del responsabile ed irrogare una sanzione pecuniaria da 516 euro a 10.329 euro.

Se la Scia viene spontaneamente effettuata quando l’intervento è in corso di esecuzione (Scia tardiva), occorre pagare, a titolo di sanzione, una somma pari a 516 euro.


note

[1] Art. 37 T.U. dell’edilizia n. 380/2001.

 


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