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Accordo aziendale di incentivo all’esodo

19 Febbraio 2021
Accordo aziendale di incentivo all’esodo

Uno degli strumenti di gestione degli esuberi di personale è l’incentivo all’esodo.

Sei un lavoratore subordinato e lavori presso un’azienda privata. I sindacati ti hanno comunicato che è attivo un piano di incentivo all’esodo che ti permette di ottenere una somma di denaro se accetti di lasciare il tuo posto di lavoro. Vuoi avere maggiori informazioni su questo strumento e vuoi sapere se avrai diritto alla disoccupazione.

Quando un’azienda ha la necessità di ridurre i livelli occupazionali deve decidere con quale modalità procedere per il licenziamento dei dipendenti. Una delle possibilità offerte dall’ordinamento è il licenziamento collettivo che, tuttavia, si presenta come uno strumento conflittuale nei confronti della forza lavoro. Se si vuole cercare di gestire gli esuberi attraverso il dialogo con le organizzazioni sindacali e con i lavoratori è possibile stipulare un accordo aziendale di incentivo all’esodo. Tramite questo accordo, i lavoratori che decidono di cessare il proprio rapporto di lavoro con l’azienda ricevono un incentivo economico. Ma andiamo per ordine.

Riduzione del personale: quali strumenti possono essere adottati?

Sono molti i fattori che possono determinare l’insorgere di esuberi di personale in una determinata azienda. Con il termine esubero si suole indicare il fatto che uno o più posti di lavoro non sono più necessari all’interno dell’organizzazione aziendale e dovrebbero essere tagliati. Quando gli esuberi sono molti ed è necessario procedere ad una consistente riduzione del personale sorgono, ovviamente, dei conflitti sociali con le organizzazioni sindacali e con i lavoratori.

La legge consente al datore di lavoro di ridurre il personale attraverso vari strumenti. Se il datore di lavoro vuole procedere in maniera unilaterale è possibile avviare una procedura di licenziamento collettivo [1] che prevede una fase di dialogo con il sindacato terminata la quale, raggiunto o meno un accordo aziendale, è possibile procedere con il licenziamento dei dipendenti dichiarati in esubero.

Se, invece, l’azienda vuole tentare, quantomeno in prima battuta, un approccio meno conflittuale e più conciliativo può sottoscrivere con le organizzazioni sindacali un accordo di incentivo all’esodo.

Che cos’è l’accordo aziendale di incentivo all’esodo?

L’accordo di incentivo all’esodo è un contratto collettivo aziendale che viene stipulato dal datore di lavoro e dalle organizzazioni sindacali. Solitamente, a firmare l’accordo aziendale di incentivo all’esodo sono le rappresentanze sindacali aziendali o la rappresentanza sindacale unitaria oppure, se assenti, le organizzazioni provinciali delle federazioni sindacali di settore.

L’accordo di incentivo all’esodo è uno strumento di gestione non traumatica degli esuberi volto a ridurre la forza lavoro, soddisfacendo l’esigenza aziendale di diminuire gli organici, senza azioni unilaterali e conflittuali da parte del datore di lavoro.

L’accordo aziendale di incentivo all’esodo prevede l’erogazione ai lavoratori che accetteranno di risolvere consensualmente il rapporto di lavoro con il datore di lavoro di un incentivo economico detto incentivo all’esodo. Tale importo viene generalmente versato insieme alle spettanze di fine rapporto ed è esente da contribuzione previdenziale.

L’accordo sindacale solitamente fissa una serie di elementi essenziali del piano di incentivazione all’esodo, tra cui:

  • la finestra temporale entro cui il lavoratore può candidarsi per sottoscrivere l’accordo di incentivo all’esodo;
  • la collocazione aziendale dei profili in esubero che possono candidarsi per l’incentivo all’esodo;
  • la quantificazione della somma spettante al lavoratore a titolo di incentivo all’esodo;
  • le condizioni per l’erogazione della predetta somma.

I lavoratori che, dando esecuzione all’accordo aziendale di incentivo all’esodo, manifestano al datore di lavoro la propria disponibilità a lasciare il posto di lavoro, sottoscrivono con il datore di lavoro una risoluzione consensuale del rapporto di lavoro.

Solitamente, al fine di evitare azioni legali, l’azienda richiede al lavoratore la sottoscrizione di un verbale di conciliazione tombale in una sede protetta [2]. Il lavoratore non potrà richiedere l’indennità di disoccupazione Naspi poiché la risoluzione consensuale del rapporto di lavoro non da diritto a tale prestazione.

Accordo di incentivo all’esodo previsto dal Decreto Agosto

Nell’ambito della normativa introdotta per la gestione dell’emergenza da Covid-19, il Decreto Agosto [3] ha previsto la possibilità per i datori di lavoro di stipulare un accordo aziendale di incentivo all’esodo con le organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative sul piano nazionale.

La particolarità di questa tipologia di accordo è che i lavoratori che, rispondendo all’accordo di incentivo all’esodo, risolvono consensualmente il rapporto di lavoro possono accedere alla Naspi.

Si tratta di una deroga alla regola generale secondo la quale, in caso di risoluzione consensuale del rapporto di lavoro, la Naspi non spetta. L’Inps [4] ha specificato che, per poter accedere alla Naspi, il lavoratore che abbia risolto il contratto di lavoro in esecuzione di un accordo aziendale di incentivo all’esodo, deve allegare l’accordo sindacale stesso nonché la documentazione attestante la sua adesione al predetto accordo. Resta inteso che l’accesso alla Naspi sarà possibile solo se ricorrono anche gli altri requisiti previsti dalla legge per l’erogazione della disoccupazione.


note

[1] Artt. 4 e 24, L. 223/1991.

[2] Art. 2113, comma 4, cod. civ.

[3] Art. 14, comma 3, D.L. 14 agosto 2020, n. 104, convertito con modificazioni dalla L. 13 ottobre 2020, n. 126.

[4] Inps, messaggio n. 4464 del 26 novembre 2020.


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