Diritto e Fisco | Articoli

Maltrattamenti in famiglia: quali prove per ottenere il risarcimento?

29 dicembre 2013 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 29 dicembre 2013



I certificati medici non bastano per dimostrare le lesioni subite dalla vittima di maltrattamenti, ma essi devono avere un riscontro nelle altre prove processuali.

La persona che ha subito maltrattamenti in famiglia e vuole ottenere il risarcimento del danno deve costituirsi parte civile del giudizio penale contro il familiare colpevole. Il risarcimento è possibile, però, solo se essa dimostra, attraverso prove adeguate, che il comportamento dell’imputato ha causato gravi danni alla propria sfera psicofisica.

La prova può avvenire tramite certificati medici che attestino le lesioni subite in conseguenza dei maltrattamenti e tramite prove testimoniali. Anche le dichiarazioni della stessa persona offesa sono determinanti per individuare la responsabilità dell’imputato e addirittura possono bastare a condannarlo al risarcimento. Ciò, tuttavia, soltanto qualora esse siano attendibili e non contrastanti con altri elementi probatori portati in giudizio o emersi nel corso di quest’ultimo.

In altri termini, la dichiarazione della persona offesa può essere considerata dal giudice determinante ai fini della condanna dell’imputato solo se confermata da tutte le altre circostanze probatorie e da quello che emerge nel corso del processo [1].

È quanto affermato da una recente sentenza della Cassazione [2] che ha ritenuto non sufficiente le prove portate in giudizio da una donna che asseriva di essere stata maltrattata insieme al figlio dall’ex marito.

Secondo i giudici i certificati medici attestanti le lesioni non hanno valore probatorio assoluto in quanto non costituiscono atti pubblici (i quali, invece, fanno piena prova fino a querela di falso).

I certificati medici hanno, invece, valore probatorio attenuato sia quando accertano determinate lesioni (anche sulla base delle dichiarazioni del paziente) sia quando individuano il nesso di causalità tra le lesioni e la condotta dell’imputato.

Ne deriva che essi sono mere prove documentali che, al pari di altre, devono essere confermate da altri elementi (per esempio prove testimoniali). Ciò a maggior ragione quando si tratta di lesioni lievi e non evidenti.

note

[1] In modo che l’imputato risulti colpevole “oltre ogni ragionevole dubbio”.

[2] Cass. sent. n. 50969 del 17.12.2013.

Autore immagine: 123rf.com

Per avere il pdf inserisci qui la tua email. Se non sei già iscritto, riceverai la nostra newsletter:

Informativa sulla privacy
DOWNLOAD

ARTICOLI CORRELATI

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema. Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 



NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI