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Lo sai che? Ricorso accolto solo per motivi formali: giusto compensare le spese?

Lo sai che? Pubblicato il 21 maggio 2014

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> Lo sai che? Pubblicato il 21 maggio 2014

Il verbale di contestazione per violazione del Codice della strada può essere illegittimo tanto per motivi procedurali di forma quanto per motivi sostanziali, ma i primi non sono più lievi dei secondi.

 

I vizi formali da cui sia affetta la multa non sono meno gravi di quelli sostanziali: pertanto non è giusto, in tal caso, qualora il giudice intenda accogliere il ricorso del cittadino, compensare le spese.

È questa la conclusione cui è pervenuta una recente ordinanza della Suprema Corte [1], che ha cassato quanto invece avevano stabilito i giudici di primo e secondo grado.

Come a tutti noto, una contravvenzione può essere illegittima in due casi:

– per motivi formali: come, per esempio, l’omessa indicazione del giorno in cui è stato compiuto l’illecito, un errore nel riportare la targa del veicolo o la norma violata);

– per motivi sostanziali: come, per esempio, l’aver errato nel calcolare la velocità dell’automobile, il non aver considerato i gravi motivi (come una fuga all’ospedale) che potrebbero aver portato l’automobilista a superare i limiti.

 

In ogni caso, la legge prevede che, quando il ricorso del cittadino venga integralmente accolto, il giudice debba condannare la parte soccombente (in questo caso, la pubblica amministrazione) a pagare, alla controparte, le spese processuali (contributo unificato, avvocato, bolli, ecc.). Ebbene, tale regola – a detta della Cassazione – opera sia che il vizio di illegittimità del verbale sia stato di natura “formale”, sia di natura “sostanziale” (secondo la distinzione poc’anzi data): i primi, infatti, non possono considerarsi certo più lievi dei secondi. Nel nostro ordinamento non esiste alcun “favore” per gli errori meramente procedurali della pubblica amministrazione.

note

[1] Cass. ord. n. 2676/13 del 5.02.2013.

Autore immagine: 123rf.com

 


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