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Convocazione riunione condominio eredi e partecipazione alle spese

30 Novembre 2020
Convocazione riunione condominio eredi e partecipazione alle spese

Assemblea condominiale e divisione delle bollette condominiali tra gli eredi del proprietario dell’appartamento.

Nel momento in cui muore il proprietario di un appartamento in condominio sorgono una serie di problematiche in merito alla convocazione alle riunioni di condominio agli eredi e alla loro partecipazione alle spese condominiali. 

Qui di seguito opereremo una serie di chiarimenti con riferimento a chi debba inviarsi l’avviso di convocazione, a quale degli eredi spetti partecipare e votare in assemblea e come si dividono le spese condominiali tra questi. Non in ultimo spiegheremo se la partecipazione all’assemblea comporta l’accettazione tacita dell’eredità. Ma procediamo con ordine.

A chi inviare l’avviso di convocazione dell’assemblea condominiale?

L’amministratore di condominio è tenuto a convocare all’assemblea condominiale solo coloro che hanno accettato l’eredità. Questo perché la partecipazione alla riunione spetta solo ai «condomini» e tale veste si assume solo nel momento in cui si diventa proprietari – o comproprietari – dell’immobile. Sicché, chi è un semplice «chiamato all’eredità» (ossia un erede potenziale che ancora non ha deciso se accettare o meno l’eredità) non ha alcun diritto di voto in assemblea. 

Quello che conta, dunque, nella convocazione in assemblea degli eredi comproprietari non è tanto la denuncia di successione – che ha valenza esclusivamente fiscale – quanto l’accettazione della eredità. 

Una volta effettuata l’accettazione dell’eredità, gli eredi diventano comproprietari dell’immobile e dovranno comunicarlo immediatamente all’amministratore di condominio affinché aggiorni l’anagrafe condominiale.

Nel momento in cui c’è da fare una convocazione, l’amministratore deve inviare la stessa a tutti i coeredi. Esiste tuttavia un precedente della Cassazione [1] secondo cui può ritenersi valida la convocazione a uno solo dei coeredi, sempreché quest’ultimo dia la prova di avere comunicato agli altri la convocazione medesima.

La partecipazione all’assemblea di condominio comporta l’accettazione tacita dell’eredità?

Come noto, l’accettazione dell’eredità può avvenire sia tramite una dichiarazione rilasciata al notaio o in cancelleria, sia tramite comportamenti concludenti (la cosiddetta accettazione tacita dell’eredità). 

Secondo alcune sentenze, se il chiamato all’eredità, prima ancora dell’accettazione, partecipa attivamente all’assemblea, votando e magari contestando alcune decisioni condominiali (come l’assunzione di alcuni oneri), egli è considerato erede a tutti gli effetti. Il suo comportamento infatti può essere qualificato come accettazione tacita dell’eredità.

Il pagamento dei debiti condominiali è accettazione tacita dell’eredità?

Il pagamento dei debiti condominiali maturati prima del decesso del proprietario è accettazione tacita dell’eredità solo se effettuato con il denaro del defunto. Se invece l’erede paga con le proprie risorse, il suo atto non è considerabile come accettazione tacita. 

Come votano i coeredi in assemblea condominiale?

L’amministratore non è tenuto ad entrare nel merito delle quote dei singoli coeredi. Quindi, deve inviare l’avviso di convocazione a tutti questi, per come risultanti dall’anagrafe condominiale (aggiornata a seguito della comunicazione di accettazione dell’eredità).

A norma dell’articolo 67, secondo comma, delle disposizioni di attuazione del Codice civile, i comproprietari hanno diritto a un solo rappresentante in assemblea designato dai comproprietari, sicché anche i coeredi si configurano come un unico soggetto.

Come si dividono le spese condominiali tra i coeredi?

Per quanto riguarda i debiti con il condominio lasciati dal defunto prima della morte, questi si dividono tra tutti i coeredi in proporzione alle rispettive quote ereditarie. Quindi, l’amministratore, per incassare l’intera cifra, dovrà rivolgersi a tutti i coeredi dopo che questi abbiano accettato l’eredità. Se uno di questi non dovesse versare la propria quota, gli altri non rischieranno alcunché. 

Per i debiti con il condominio scaduti dopo il decesso sussiste invece la responsabilità solidale di tutti i coeredi. Quindi, nei confronti del condominio è assolutamente indifferente la ripartizione di quote e ciascuno di essi sarà personalmente responsabile dell’intero debito. Questo significa che l’amministratore potrà rivolgere la richiesta di pagamento anche nei confronti di uno solo di essi, per ottenere il versamento delle quote degli altri, salvo il diritto poi di rivalersi su questi ultimi per quanto anticipato in loro favore. 

È affare interno tra i coeredi, infatti, la ripartizione della quota di spese in base alle quote ereditarie, rispetto alle quali l’assemblea è del tutto estranea. 


note

[1] Cass. sent. del 25 maggio 1984, n. 3231.


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