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Quali sono le visite mediche per assunzione?

24 Febbraio 2021 | Autore:
Quali sono le visite mediche per assunzione?

Sorveglianza sanitaria obbligatoria: accertamenti medici di idoneità preventivi prima dell’inserimento del dipendente.

Non tutti i lavoratori dipendenti sono obbligati a sottoporsi a una visita medica prima di essere assunti: gli accertamenti sanitari preventivi sono necessari nel caso in cui l’attività svolta o l’esposizione a determinati agenti possano comportare specifici rischi per la salute e la sicurezza.

Ma quali sono le visite mediche per l’assunzione? Si tratta di visite finalizzate a verificare l’assenza di controindicazioni ai compiti ai quali il lavoratore è adibito, per valutare la sua idoneità alle mansioni specifiche: il medico deve comunicare per iscritto l’esito del controllo al lavoratore ed al datore di lavoro.

In particolare, le finalità della sorveglianza sanitaria sono le seguenti: valutare l’idoneità specifica al lavoro del dipendente, in relazione alle mansioni a cui è adibito; diagnosticare in tempo utile anomalie che potrebbero aumentare i rischi nello svolgimento dell’attività lavorativa; prevenire peggioramenti della salute del lavoratore; valutare l’efficacia delle misure di prevenzione e protezione adottate; rafforzare misure e comportamenti lavorativi corretti.

In ogni caso, è importante non confondere la visita medica preassuntiva con la visita medica preventiva: la visita preventiva può essere effettuata prima dell’assunzione o contestualmente all’assunzione, ma solo relativamente alle mansioni per le quali sia prevista la sorveglianza sanitaria.

La visita preventiva inerente alla sorveglianza sanitaria è a cura e spese del datore di lavoro. I casi in cui le mansioni sono oggetto di sorveglianza sanitaria non sono affatto rari: è sufficiente, ad esempio, lavorare al computer mediamente per almeno 20 ore settimanali per essere sottoposti alla sorveglianza sanitaria, relativamente agli specifici rischi inerenti all’apparato visivo e muscolo-scheletrico, in qualità di videoterminalisti. Ma procediamo con ordine.

Quali lavoratori sono obbligati alla visita per l’assunzione?

Sono sottoposti a sorveglianza sanitaria, quindi obbligati alla visita medica preventiva prima dell’assunzione, i lavoratori per i quali emerga dal Dvr, il documento di valutazione dei rischi, un valore di rischio particolare per la salute e la sicurezza.

Nello specifico, la sorveglianza sanitaria è prevista per:

  • l’esposizione ad agenti fisici come rumore, ultrasuoni, infrasuoni, vibrazioni meccaniche, campi elettromagnetici, radiazioni ottiche artificiali, radiazioni ionizzanti, microclima e atmosfere iperbariche;
  • l’esposizione ad agenti biologici, cioè a qualsiasi microrganismo, anche geneticamente modificato, coltura cellulare ed endoparassita umano;
  • l’esposizione ad agenti chimici pericolosi per la salute;
  • l’esposizione all’amianto;
  • lo svolgimento di attività con l’utilizzo di videoterminali (cioè di qualsiasi apparecchiatura dotata di schermo, per almeno 20 ore medie settimanali);
  • lo svolgimento di lavoro notturno;
  • la movimentazione manuale dei carichi;
  • lo svolgimento di attività mediante apparecchi e macchinari.

La sorveglianza sanitaria può essere comunque disposta qualora il lavoratore ne faccia richiesta e la stessa sia ritenuta opportuna dal medico competente.

Quali visite mediche sono previste?

Per i lavoratori sottoposti a sorveglianza sanitaria, la legge prevede le seguenti tipologie di visite mediche ed analisi, volte ad accertare il loro stato di salute e l’idoneità alle mansioni specifiche:

  • prima dell’assunzione, visita medica preventiva: serve per verificare l’assenza di controindicazioni alle mansioni alle quali il lavoratore deve essere adibito e per valutare la sua idoneità alle mansioni specifiche; il controllo prima dell’assunzione o contestuale alla stessa può anche essere svolto dal dipartimento di prevenzione della Asl; l’accertamento non è necessario se il lavoratore è assunto, dallo stesso datore, in mansioni che lo espongono al medesimo rischio, nel corso del periodo di validità della visita preventiva o periodica;
  • visita medica periodica: serve per controllare lo stato di salute del lavoratore e valutare l’idoneità alle mansioni specifiche; normalmente, questi il controllo avviene una volta all’anno (salvo cadenza differente, disposta dalla normativa, dal medico competente o dall’organo di vigilanza, con provvedimento motivato);
  • visita medica su richiesta del lavoratore: anche questo accertamento serve per controllare lo stato di salute del lavoratore e valutare l’idoneità alle mansioni specifiche;
  • in occasione del cambio di mansione: la visita serve per verificare l’idoneità alle mansioni specifiche;
  • alla cessazione del rapporto di lavoro, nei casi previsti dalla normativa vigente;
  • prima della ripresa del lavoro, a seguito di assenza per motivi di salute di durata superiore ai 60 giorni continuativi, per verificare l’idoneità alle mansioni.

È lecita la visita medica prima dell’assunzione per accertare la gravidanza?

La visita medica non può essere effettuata [1]:

  • per accertare stati di gravidanza;
  • negli altri casi vietati dalla legge.

Che cosa succede, però, se le mansioni per le quali la lavoratrice è assunta sono vietate durante lo stato di gravidanza, o se a risultare rischioso è l’ambiente di lavoro, ad esempio perché espone a sostanze nocive per la gestante e per il nascituro? Nemmeno in questo caso la lavoratrice è obbligata a rivelare lo stato di gravidanza prima dell’assunzione, nonostante l’attività risulti vietata per non pregiudicare il suo stato di salute. Il datore di lavoro è obbligato a sostituire le mansioni previste inizialmente con altre differenti che non espongano a rischi [2].

Se il datore di lavoro non può spostare la dipendente ad altre mansioni, deve essere anticipato il periodo di interdizione obbligatoria, cioè il congedo obbligatorio per maternità, informando l’Ispettorato territoriale del lavoro e richiedendo l’attivazione del procedimento di astensione anticipata. L’Ispettorato deve emettere un provvedimento d’interdizione o diniego entro 7 giorni dalla ricezione della documentazione completa relativa allo stato di gravidanza ed ai rischi relativi alle mansioni e all’ambiente di lavoro.

L’obbligo di informare il datore di lavoro dello stato di gravidanza sussiste se la lavoratrice è esposta a radiazioni ionizzanti [3]; ne abbiamo parlato in: Gravidanza, quando informare il datore di lavoro.

È lecita la visita medica preventiva per verificare l’assunzione di alcol o stupefacenti?

La visita medica preventiva può essere anche finalizzata alla verifica di assenza di condizioni di alcol dipendenza e di assunzione di sostanze psicotrope e stupefacenti.

Chi paga la visita medica prima dell’assunzione?

I costi delle visite previste dal programma di sorveglianza sanitaria sono a carico del datore di lavoro, che deve ristorare i dipendenti per qualsiasi spesa sostenuta in relazione agli accertamenti sanitari.

Quale esito può avere la visita medica prima dell’assunzione?

In base al risultato degli accertamenti sanitari preventivi, il medico competente può esprimere uno dei seguenti giudizi relativi alle mansioni specifiche:

  • idoneità: non vuol dire che il dipendente non abbia alcun problema di salute, ma solo che non vi siano controindicazioni relative allo svolgimento delle mansioni; il datore di lavoro può assumerlo, adibendolo alle mansioni per le quali sussiste la sorveglianza sanitaria;
  • idoneità parziale, temporanea o permanente, con prescrizioni o limitazioni: il datore di lavoro può assumere il dipendente, che può svolgere le mansioni per le quali sono stati effettuati gli accertamenti sanitari, rispettando però le prescrizioni e le limitazioni;
  • inidoneità temporanea: in quest’ipotesi, il datore di lavoro può:
    • assumere il lavoratore, adibendolo a mansioni equivalenti rispetto a quelle per le quali sono stati effettuati gli accertamenti sanitari, compatibili col suo stato di salute;
    • assumere il lavoratore, adibendolo a mansioni inferiori, compatibili col suo stato di salute;
    • assumere il lavoratore, adibendolo alle mansioni per le quali sono stati effettuati gli accertamenti sanitari, dopo il termine dell’inabilità alle mansioni;
  • inidoneità permanente: in quest’ultimo caso, il datore di lavoro può:
    • assumere il lavoratore, adibendolo a mansioni equivalenti rispetto a quelle per le quali sono stati effettuati gli accertamenti sanitari, compatibili col suo stato di salute;
    • assumere il lavoratore, adibendolo a mansioni inferiori, compatibili col suo stato di salute;
    • non assumere il lavoratore.

È possibile ricorrere contro il giudizio del medico che ha effettuato la visita preventiva, entro 30 giorni dalla data di in cui è comunicato, all’organo di vigilanza territorialmente competente. L’organo può disporre la conferma, la modifica o la revoca del giudizio stesso.

Che cosa succede se il dipendente viene adibito alle mansioni senza l’idoneità?

Se il dipendente viene assunto ed adibito a mansioni per le quali non sia stata verificata l’idoneità, nonostante sia prevista la sorveglianza sanitaria, è previsto l’arresto da 2 a 4 mesi o l’ammenda da 1.200 a 5.200 euro.

Se il datore di lavoro non vigila affinché i lavoratori, per i quali vige l’obbligo di sorveglianza sanitaria, non siano adibiti alla mansione lavorativa specifica senza il prescritto giudizio di idoneità, è applicata una sanzione pecuniaria da 1.096 a 4.932 euro.


note

[1] Art. 5 L. 300/1970; art.41 co. 3 D.lgs. 81/2008.

[2] Cass. sent. n. 4064/1991: «La validità dell’assunzione di una lavoratrice in stato di gravidanza, la quale ha diritto di accedere al lavoro in condizioni di eguaglianza con gli altri lavoratori, non è esclusa per il fatto che l’assunzione (fuori del periodo d’interdizione obbligatoria ex art. 4 legge n. 1204 del 1971) sia prevista per l’esecuzione di lavori pericolosi, la cui assegnazione durante il periodo di gestazione è vietata dall’art. 3, comma 1, legge cit., atteso che l’impiego della donna gestante è problema che riguarda la successiva fase dell’esecuzione del contratto e tenuto conto che le mansioni di assunzione, se interdette per legge, debbono essere sostituite con mansioni diverse, salva la prova (a carico del datore di lavoro) dell’impossibilità (da accertarsi dall’Ispettorato del lavoro ai sensi dell’art. 5 della stessa legge) di detta sostituzione, con la conseguenza, in tal caso, dell’allargamento del periodo d’interdizione obbligatoria. in tal caso, dell’allargamento del periodo d’interdizione obbligatoria».

[3] Art.8 Co.2 D.lgs. 151/2001.


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