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A cosa corrispondono 3 decibel?

1 Dicembre 2020 | Autore:
A cosa corrispondono 3 decibel?

Divieto di immissioni moleste e inquinamento acustico: il superamento dei tre decibel rende sempre intollerabili i rumori?

Probabilmente non esiste persona che, almeno una volta nella vita, non si sia lamentata del suo vicino particolarmente chiassoso. Basti pensare che anche Lionel Messi, probabilmente il più forte calciatore in attività, ha avuto da ridire sulle feste rumorose organizzate dai propri vicini, tanto che, per risolvere il problema una volta per tutte, ha pensato bene di comprargli la casa, così da “sfrattare” gli inquilini fastidiosi. In assenza di risorse economiche così ingenti, i poveri mortali devono accontentarsi di strade molto più lunghe e incerte per sperare di ottenere l’agognata quiete. In tema di immissioni rumorose, al fine di rilevare l’intollerabilità dei suoni si fa ricorso alla perizia di un tecnico che rileva, attraverso apposite apparecchiature, l’intensità dell’immissione acustica. A cosa corrispondono tre decibel?

Senza scendere in spiegazioni eccessivamente tecniche, possiamo affermare che il decibel (dB) è l’unità di misura utilizzata in acustica al fine di rilevare i suoni. In altre parole, il decibel serve a misurare l’intensità del suono e la sua percezione. In ambito giuridico, l’utilizzo di strumentazione idonea a rilevare i decibel serve per stabilire la tollerabilità o meno di un’immissione rumorosa: si pensi al rumore causato dai macchinari di un’azienda o dal condizionatore acceso anche di notte, oppure, più semplicemente, alle immissioni provenienti da televisioni, radio e strumenti musicali. Insomma: sapere a cosa corrispondono tre decibel è importante anche in ambito giuridico. Approfondiamo l’argomento.

Immissioni rumorose: cosa dice la legge?

La legge dice che il proprietario di un fondo non può impedire le immissioni di fumo o di calore, le esalazioni, i rumori, gli scuotimenti e simili propagazioni derivanti dal fondo del vicino, se non superano la normale tollerabilità, avuto anche riguardo alla condizione dei luoghi [1].

Insomma, la legge dice che i rumori del vicino vanno sopportati, purché essi non siano davvero intollerabili. È proprio questo il punto: quando un suono o un rumore diviene intollerabile e, pertanto, legittima un’azione giudiziaria a tutela della propria quiete? È qui che entra in gioco la misurazione mediante decibel.

Decibel: qual è il limite di legge?

Secondo la legge sull’inquinamento acustico e i suoi successivi decreti attuativi [2], i valori limite differenziali di immissioni, determinati con riferimento alla differenza tra il livello equivalente di rumore ambientale e il rumore residuo all’interno di ambienti abitativi, sono di:

  • 5 decibel per il periodo diurno;
  • 3 decibel per il periodo notturno.

In pratica, la legge stabilisce dei limiti massimi differenziali per i rumori percepiti all’interno delle abitazioni. Essi consistono nella differenza, espressa in decibel, tra l’immissione di rumore (denominato ambientale) e il rumore presente senza l’immissione (denominato residuo). Questi limiti sono 5 decibel di giorno (dalle ore 6.00 alle ore 22.00) e 3 decibel di notte (negli altri orari).

Il concetto espresso da questa misurazione è molto semplice: di giorno, i rumori ambientali sono più frequenti e, pertanto, i suoni provenienti da una specifica sorgente (una radio, una tv, ecc.) sono più tollerabili. Al contrario, di notte i rumori ambientali sono minimi; ciò significa che un’immissione proveniente da una fonte esterna è più facilmente udibile e, quindi, è maggiormente in grado di provocare fastidio.

Decibel: come si provano in giudizio?

La rilevazione dei decibel compete a un tecnico dotato di adeguata attrezzatura. Si tratta di compiere una vera e propria perizia fonometrica la quale, una volta certificata dal consulente, potrà essere prodotta in giudizio come prova a sostegno delle proprie ragioni.

La perizia va effettuata a più riprese, mediante l’accesso sul luogo del tecnico incaricato, il quale dovrà effettuare plurime misurazioni e, soprattutto, dovrà essere bravo a cogliere il momento in cui la sorgente rumorosa sia attiva.

Non sempre, infatti, i rumori molesti sono udibili con assoluta precisione, alla stessa ora e con la medesima intensità. Pensa ad esempio al disturbo arrecato dal chiacchiericcio proveniente dal locale pubblico del piano di sotto: le voci potranno essere a volte più forti, altre volte meno udibili.

Rumore: se supera i 3 decibel è intollerabile?

In ambito di rapporti di vicinato, se l’immissione acustica supera di 3 decibel il rumore di fondo essa non per forza si ritiene intollerabile e, quindi, vietata. Può sembrare strano, ma è così.

Come spiegato nell’articolo Limiti decibel per il rumore delle attività commerciali, il superamento della soglia dei tre decibel fa scattare la responsabilità civile (ed eventualmente penale per disturbo della quiete pubblica, qualora a essere coinvolte siano più famiglie) solamente per le sorgenti di rumore derivanti da attività produttive, commerciali o professionali.

In altre parole, il giudice dovrà vietare le immissioni rumorose che superino i limiti dei tre decibel solamente quando i rumori provengono da attività come studi professionali, bar, ristoranti, fabbriche, ecc.

Per quanto riguarda i rapporti tra normali vicini, invece, il giudice dovrà valutare la tollerabilità o meno dei rumori in base al suo prudente apprezzamento, tenendo conto ad esempio della condizione particolare dei luoghi.

Secondo la giurisprudenza, il limite di tollerabilità delle immissioni rumorose non è mai assoluto, ma relativo alla situazione ambientale, variabile da luogo a luogo, secondo le caratteristiche della zona e le abitudini degli abitanti, e non può prescindere dalla rumorosità di fondo, ossia dalla fascia rumorosa costante, sulla quale vengono ad innestarsi i rumori denunciati come immissioni illecite [3].

Il riferimento alla condizione dei luoghi fa sì che la valutazione di tollerabilità debba essere fatta con riferimento al caso concreto, ossia prendendo in esame la zona in cui vengono prodotti i rumori molesti, essendo chiaro che lo stesso livello di rumore può essere fonte di maggiore o minor fastidio a seconda che ci si trovi rispettivamente in una zona isolata ovvero in una zona ad alta intensità di rumori.

In pratica, il superamento dei tre decibel può essere solo un indizio dell’intollerabilità dei rumori, ma non la prova definitiva.


note

[1] Art. 844 cod. civ.

[2] L. n. 447/1995 e D.P.C.M. del 14.11.1997.

[3] Cass. sent. n. 1151/2003.

Autore immagine: canva.com/


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5 Commenti

  1. Nel mio palazzo, i vicini di sopra fanno ogni giorno rumore. Per me, è diventata insopportabile la situazione, soprattutto da quando siamo in smart working. I bambini urlano e non si riescono a controllare, sento tutte le grida e poi cade sempre qualcosa. Ma che ci vuoi fare? Con educazione, ho provato a chiedere di placarsi, ma nulla. E a quanto pare danno fastidio solo a me…

  2. C’è un interruttore per spegnere i vicini rumorosi? Cioè negli orari improbabili, attaccano la lavatrice, l’aspirapolvere. Eppure, stanno a casa tutto il giorno. Potrebbero scegliere tranquillamente orari diversi in cui disturbare tutto il vicinato e chi magari fa turni notturni e non si sveglia all’alba.

  3. Almeno, durante questo periodo di lockdown i ragazzi che ogni sera facevano le ore piccole non rientrano tardi e non fanno baccano. Tuttavia, restano svegli fino a tardi mettendo la televisione a tutto volume. Insomma, se non è per un motivo è per un altro.

  4. Andatelo a spiegare a quelli che abitano nella casa accanto alla mia. muro e muro siamo attaccati e sento proprio tutto, anche quando scaricano il bagno e tossiscono. Immaginate! Io ogni tanto faccio le battute dicendo che magari sentono me, e poi gli dico con delicatezza che io sento loro. Per fortuna, non sono talmente fastidiosi da superare questo limite che avete indicato però… Davvero certe volte se uno vuole impicciarsi dei fatti altrui si può mettere ad origliare e si sente tutto

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