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Volo cancellato: cos’è la riprotezione?

22 Febbraio 2021 | Autore:
Volo cancellato: cos’è la riprotezione?

Se il volo viene cancellato è prevista una specifica tutela per i viaggiatori: ecco quali sono i loro diritti.

Nei mesi scorsi, lo scoppio della pandemia di Covid-19 in tutto il mondo ha causato la cancellazione di moltissimi voli. Le compagnie aeree sono state costrette ad annullare quelli già programmati per via della chiusura delle frontiere tra Paesi. Perciò, numerosi passeggeri non sono potuti più partire mentre altri sono rimasti bloccati all’estero tanto che i diversi Governi hanno dovuto organizzare dei voli speciali al fine di farli rientrare a casa. La cancellazione può essere determinata anche dal verificarsi di altre situazioni quali ad esempio uno sciopero del personale di bordo o dei controllori di volo oppure un guasto improvviso all’aereo di non pronta soluzione.

Nell’ipotesi di volo cancellato, cos’è la riprotezione? E’ una delle alternative previste a tutela dei viaggiatori, i quali possono scegliere di prendere un altro volo per la destinazione finale oppure di farsi rimborsare il costo del biglietto. La materia è disciplinata da una normativa dell’Unione Europea [1], che è stata ripresa a livello nazionale dalla Carta dei diritti dei passeggeri stilata dall’Enac (Ente nazionale per l’aviazione civile).

Quando si ha la cancellazione di un volo?

Si ha la cancellazione quando un volo, originariamente previsto dalla compagnia aerea e sul quale è stato prenotato almeno un posto, non viene effettuato. In tale ipotesi, la normativa europea sopra richiamata prevede delle specifiche forme di tutela che si applicano ai voli:

  • di linea, charter, low cost in partenza da un qualsiasi aeroporto dell’UE;
  • di linea, charter, low cost in partenza da un aeroporto situato in un Paese extracomunitario, con destinazione un aeroporto comunitario, solo se la compagnia aerea sia comunitaria e se i viaggiatori non abbiano già goduto dei benefici previsti dalla normativa locale.

Rimangono esclusi dall’applicazione della normativa europea i voli in partenza da un Paese extracomunitario con destinazione un Paese membro dell’UE operati da compagnie aeree non comunitarie. In queste ipotesi, si applicano le tutele previste dalla legislazione locale e dalle norme che regolano il contratto di trasporto.

Quali passeggeri sono tutelati in caso di cancellazione di un volo

In caso di cancellazione di un volo sono tutelati i passeggeri che:

  1. sono in possesso di un regolare biglietto aereo, ivi compresi quelli emessi nell’ambito del programma frequent flyer (il servizio fornito dalla compagnie aeree per i viaggiatori che effettuano frequenti voli al fine di fornire servizi migliori e vantaggi durante i viaggi) o di altri programmi commerciali predisposti dalle compagnie aeree e dai tour operator;
  2. hanno una prenotazione confermata;
  3. si sono presentati al check-in nei modi e tempi prescritti dalla compagnia aerea, dall’operatore turistico o dall’agente di viaggio oppure, in assenza di indicazioni, non oltre quarantacinque minuti prima dell’ora di partenza.

I passeggeri che viaggiano gratuitamente o con una tariffa ridotta non accessibile al pubblico, come ad esempio i dipendenti delle compagnie aeree o delle agenzie di viaggio, non possono usufruire delle predette forme di tutela. Rimangono esclusi da queste ultime anche i passeggeri ai quali viene negato l’imbarco per motivi di salute, di sicurezza o perché sprovvisti di un documento di viaggio valido.

Volo cancellato: cos’è la riprotezione?

Quando un volo viene cancellato la normativa europea prevede che il passeggero può scegliere la così detta riprotezione, che consiste nell’imbarco verso la destinazione finale su un volo alternativo quanto prima possibile in relazione all’operativo della compagnia aerea o in una data successiva più conveniente per il passeggero, a seconda della disponibilità di posti. In alternativa, il viaggiatore può optare per il rimborso del prezzo del biglietto per la parte di viaggio non effettuata.

È ovvio che la riprotezione deve essere effettuata alle medesime condizioni di trasporto previste per il volo originariamente prenotato e non goduto, ovvero nella stessa classe (ad esempio economy o business).

Se la compagnia aerea dovesse offrire un volo di riprotezione in classe superiore a quella acquistata al momento della prenotazione non potrà pretendere il pagamento di alcun costo maggiore da parte del viaggiatore.

Riprotezione: che succede se non viene offerta o non è soddisfacente?

Se la compagnia aerea non dovesse offrire alcun volo alternativo per la destinazione finale oppure se il volo di riprotezione offerto non dovesse soddisfare il passeggero (ad esempio, il vettore gli propone un volo per l’indomani sera ma il viaggiatore ha necessità di arrivare a destinazione prima), questi può provvedere autonomamente ad acquistare un altro volo anche con una compagnia aerea diversa. Successivamente, potrà chiedere il rimborso del costo del biglietto alla compagnia che ha cancellato il volo originario.

Cancellazione di un volo: quali altri diritti spettano al viaggiatore

Il viaggiatore il cui volo è stato cancellato ha anche diritto all’assistenza, cioè la compagnia aerea deve assicurargli:

  • i pasti e le bevande in relazione alla durata dell’attesa;
  • la sistemazione in albergo, qualora siano necessari uno o più pernottamenti prima del riavvio dell’operativo di volo;
  • il trasferimento dall’aeroporto al luogo di sistemazione e viceversa;
  • due chiamate telefoniche o messaggi via fax o a mezzo di e-mail.

In alcune ipotesi specifiche, il passeggero ha, altresì, diritto alla compensazione pecuniaria, il cui ammontare dipende dalla tratta aerea.

Nello specifico, per i voli tra Paesi dell’UE la compensazione ammonta a:

  • 250 euro, se la distanza è inferiore o pari a 1.500 km;
  • 400 euro, se la distanza è superiore a 1.500 km.

Per i voli extracomunitari, la compensazione ammonta a:

  • 250 euro, se la distanza è inferiore o pari a 1.500 km;
  • 400 euro, se la distanza è compresa tra 1.500 e 3.500 km;
  • 600 euro, se la distanza è superiore a 3.500 km.

Quando non è dovuta la compensazione pecuniaria

La compensazione pecuniaria non è dovuta nel caso in cui il passeggero sia stato informato della cancellazione del volo:

  • con un preavviso di almeno 2 settimane;
  • nel periodo compreso tra 2 settimane e 7 giorni prima della data di partenza e nel caso in cui gli venga offerto un volo alternativo con partenza non più di 2 ore prima dell’orario originariamente previsto e con arrivo a destinazione al massimo 4 ore dopo l’orario originariamente previsto;
  • in un periodo inferiore a 7 giorni e qualora gli venga offerto un volo alternativo con partenza non più di un’ora prima dell’orario originariamente previsto e con arrivo presso la destinazione finale al massimo due ore dopo l’orario originariamente previsto.

La compensazione pecuniaria non è, inoltre, dovuta nel caso in cui la compagnia aerea possa provare che la cancellazione del volo sia stata causata da circostanze eccezionali (avverse condizioni metereologiche, allarmi per sicurezza, scioperi, ecc.) che non si sarebbero comunque potute evitare anche se fossero state adottate tutte le misure del caso.


note

[1] Reg. CE n. 261/2004.


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