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Come adottare il prima possibile un bambino

22 Febbraio 2021 | Autore:
Come adottare il prima possibile un bambino

Come diventare genitori adottivi: la procedura da seguire e tutti i consigli utili per evitare perdite di tempo.

Molte coppie che non hanno figli vorrebbero adottare un bambino. Spesso, però, i coniugi non sanno da che parte cominciare e sono anche scoraggiati da ciò che si sente dire a proposito della procedura di adozione: moduli da compilare, colloqui con psicologi, lungaggini burocratiche, un figlio adottivo che non arriva mai.

Come adottare il prima possibile un bambino? Esiste un modo per diventare genitori in tempi rapidi? La verità è che nell’adozione non esistono scorciatoie; la procedura stabilita dalla legge prevede diversi passaggi e svariati accertamenti a tutela dei bambini che cercano famiglia. Infatti, non si può correre il rischio di sbagliare e di far cadere questi ultimi nelle mani sbagliate. Vi sono, però, alcuni accorgimenti che le coppie possono seguire per evitare inutili perdite di tempo. Vediamo quali sono.

Cosa ci si aspetta dall’adozione

Prima di presentare domanda di adozione, è bene chiarirsi le idee per capire che cosa ci si aspetta dall’arrivo di un figlio. Diventare genitori adottivi, infatti, non è un diritto. Non basta presentare una domanda a tale scopo al tribunale dei minorenni per avere poi la pretesa di ricevere un figlio in adozione. Esiste, invece, il diritto di ogni bambino ad avere una famiglia che lo accolga e gli dia serenità, sicurezza e tutto ciò che serve per crescere bene.

Quindi, i giudici del tribunale hanno il dovere di valutare bene le coppie che presentano domanda di adozione. In particolare, devono accertare che non abbiano lo scopo, di cui magari non sono nemmeno consapevoli, di risolvere i problemi di un matrimonio in cui ci sono contrasti; che non vogliano un figlio rispondente ad alcuni requisiti ideali (ad esempio, con gli occhi azzurri, biondo o bruno, di età non superiore a pochi mesi, e così via); che non temano gli immancabili problemi che essere genitori (non solo adottivi) comporta.

È bene quindi che la coppia, prima di ogni altra cosa, abbia le idee ben chiare riguardo al passo che sta per compiere. Può essere molto utile, a tale scopo, leggere qualche libro, parlare con altre coppie che hanno già adottato un bambino, consultare un esperto.

Adozione nazionale o internazionale?

È bene anche sapere che la legge [1] prevede due tipi di adozione di bambini:

  • l’adozione nazionale. Essa riguarda i bambini italiani che sono stati dichiarati dal tribunale per i minorenni in stato di abbandono. Ciò significa che i piccoli sono orfani oppure che i loro genitori biologici non sono assolutamente in grado di occuparsene;
  • l’adozione internazionale. Essa riguarda bambini stranieri, appartenenti a Stati con i quali l’Italia ha stipulato un’apposita convenzione.

Non è possibile stabilire a priori quale delle due procedure di adozione sia più veloce. In linea di massima, l’adozione nazionale, se si seguono alcuni accorgimenti di cui parleremo, può essere più rapida, perché quella internazionale richiede anche che la coppia si rechi per un certo periodo di tempo (anche mesi) nello Stato in cui si trova il bambino da adottare.

Presentare correttamente la domanda di adozione

Quando, dopo avere ben riflettuto, si è decisi  ad adottare un bambino, occorre presentare la relativa domanda al Tribunale dei minorenni competente per il proprio luogo di residenza. A questo scopo, per evitare di perdere tempo, è utilissimo consultare il sito del tribunale, nel quale si troveranno certamente i moduli da compilare per presentare la domanda con tutte le istruzioni necessarie e l’indicazione dei documenti che occorre allegare. Questi ultimi, infatti, variano da un ufficio giudiziario all’altro. Se non si comprende bene qualcosa occorre telefonare alla cancelleria e chiedere tutti i chiarimenti utili per non sbagliare.

Inoltre, la domanda è diversa secondo che si scelga l’adozione nazionale o quella internazionale. Tuttavia, se si vuole, si possono presentare entrambe le domande perché fino ad una certa fase la procedura è unica.

Sottoporsi serenamente a tutti i colloqui

Dopo aver presentato la domanda, la coppia viene sottoposta ad una serie di accertamenti. Innanzi tutto i coniugi riceveranno una visita degli assistenti sociali, che così avranno modo di rendersi conto delle condizioni in cui vivono. È consigliabile, quindi, far trovare una casa accogliente, pulita, ordinata ma nel contempo essere sereni e spontanei.

Poi cominciano i colloqui con i giudici del tribunale dei minori, alcuni dei quali sono psicologi e psichiatri. Questi incontri hanno lo scopo di valutare l’idoneità della coppia. A tal proposito, è bene sapere che fra le domande più frequenti vi è quella relativa all’età del bambino che si vuole adottare.

Si tratta di un aspetto rilevante perché, in Italia, i bambini piccoli adottabili non sono moltissimi: infatti, prima che i genitori biologici vengano ritenuti del tutto idonei a crescere il figlio, vengono fatti diversi tentativi di aiuto che a volte durano anni. Se si dichiara di essere disposti ad adottare un bambino molto piccolo, può passare molto tempo prima che se ne trovi uno adatto alla coppia. Viceversa, se si accetta un figlio di almeno 5 anni di età, i tempi si riducono: infatti vi sono molti minori già grandicelli a fronte di poche richieste.

Allo stesso modo, i tempi si possono ridurre se si accetta di adottare un bambino con un problema fisico, anche di lieve entità o risolvibile mediante cure appropriate.

Cosa succede se si è ritenuti idonei all’adozione

Una volta esauriti tutti i colloqui, il tribunale dei minori valuta l’idoneità dei coniugi ad adottare. A questo punto, occorre distinguere secondo che si sia presentata domanda per l’adozione nazionale o per quella internazionale. Infatti, in caso di adozione nazionale, il tribunale comincerà a chiamare i coniugi per degli incontri in cui proporrà loro l’adozione di uno o più bambini. In caso di disponibilità della coppia, si passa all’affidamento preadottivo, periodo durante il quale il minore viene inserito nella nuova famiglia come in una sorta di “prova”. Se  tutto va bene, il tribunale pronuncia l’adozione definitiva.

In caso di adozione internazionale, il tribunale emette un provvedimento con il quale dichiara la coppia idonea. Cosa fare a questo punto? E soprattutto, come adottare il prima possibile un bambino straniero?

A questo scopo, occorre contattare una delle tante associazioni autorizzate a seguire la procedura di adozione nei vari Paesi. Poiché vi sono Stati in cui le procedure sono più semplici, è opportuno fare qualche richiesta in proposito, telefonare alle varie associazioni, insomma assumere più informazioni possibili, e, ancora una volta, parlare con altre coppie che gli hanno adottato un bambino straniero, per conoscere la loro esperienza e capire così come fare a non commettere passi falsi ed a velocizzare i tempi.


note

[1] L. n. 184/1983.


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