Diritto e Fisco | Articoli

Affido intrafamiliare: quando e come è possibile?

23 Febbraio 2021 | Autore:
Affido intrafamiliare: quando e come è possibile?

In alcuni casi, un bambino, i cui genitori si trovano temporaneamente in condizioni di difficoltà, può essere affidato ai parenti più prossimi. Ecco cosa prevede la legge in proposito.

Può succedere che una coppia viva un momento di disagio che non le consente di occuparsi adeguatamente dei figli. La difficoltà può essere di carattere economico, oppure può trattarsi di un problema psicologico o di una dipendenza come quella da alcool o droga. In questi casi, se vi sono bambini, è bene che vengano affidati ad altri adulti, in grado di accudirli temporaneamente finché i problemi dei genitori non saranno superati.

In questo articolo esamineremo, in particolare, quando e come è possibile l’affido intrafamiliare. Si tratta del caso in cui il minore viene dato ai parenti più prossimi perché lo accolgano e lo sostengano. Se il problema riguarda soltanto i genitori, infatti, può essere che i nonni o gli zii del piccolo siano in condizioni di occuparsene e vogliano farlo. Vediamo, quindi, cosa stabilisce la legge al riguardo.

Cosa è l’affido intrafamiliare?

L’affido, previsto dalla stessa legge che regola l’adozione [1], può avvenire quando un bambino non viene accudito adeguatamente dai propri genitori biologici, ma non si trova in stato d’abbandono. Quest’ultimo si verifica quando la famiglia d’origine del piccolo viene ritenuta dai servizi sociali inadeguata, in modo irrimediabile e definitivo, ad occuparsi di lui. In presenza di una simile situazione, il tribunale dei minorenni dichiara l’adottabilità del bambino.

Può succedere, invece, che i genitori del bambino stiano attraversando un periodo difficile, che però i servizi sociali ritengono superabile con il giusto supporto. È il caso, ad esempio, di coppie nelle quali sia presente un problema di alcolismo o di tossicodipendenza. In questa ipotesi, il bambino viene affidato temporaneamente al altri che lo possano mantenere, istruire ed educare sostituendosi ai genitori in questo ruolo.

L’affido può essere di due tipi:

  • eterofamiliare, quando il minore viene affidato ad estranei, ritenuti idonei ad occuparsene;
  • intrafamiliare, quando il piccolo viene affidato a parenti entro il quarto grado, ad esempio i nonni o gli zii.

Quali sono i vantaggi dell’affido intrafamiliare?

L’affido intrafamiliare, quando ve ne sono le condizioni, è da preferire rispetto a quello eterofamiliare, perché consente al minore di continuare a vivere in un ambiente che conosce, con persone alle quali è già legato da un vincolo di parentela e affettivo. In questo modo, la sua vita non subisce bruschi cambiamenti; inoltre restare all’interno della famiglia d’origine rende più agevole per il bambino continuare a frequentare gli stessi amici e mantenere serenamente le sue abitudini.

Queste considerazioni sono alla base del più recente orientamento, in proposito, della Corte di Cassazione [2], secondo cui l’affido intrafamiliare va, quando possibile, privilegiato perché deve essere salvaguardato il diritto del bambino a crescere in modo equilibrato all’interno della propria famiglia.

Chi può chiedere l’affido intrafamiliare?

L’affido intrafamiliare può essere chiesto dai parenti entro il quarto grado del bambino, consapevoli delle difficoltà che, in un dato momento, i genitori di quest’ultimo stanno attraversando.

Se una giovane coppia con un bambino ha problemi di tossicodipendenza, i genitori di uno dei due possono rivolgersi ai servizi sociali per chiedere aiuto e, nel contempo, possono manifestare la disponibilità ad occuparsi del nipotino.

Anche gli stessi genitori del minore possono chiedere aiuto e proporre che il figlio venga temporaneamente affidato a qualche loro stretto parente, che ritengono idoneo ad accudirlo.

Chi dispone l’affido intrafamiliare?

L’affido intrafamiliare può essere disposto dagli stessi servizi sociali che seguono la coppia in difficoltà. Perché ciò avvenga, però, è necessario che i genitori del bambino concordino su questa soluzione. In tal caso, il provvedimento degli assistenti sociali diviene esecutivo con decreto di un magistrato detto giudice tutelare.

Se, invece, i genitori del minore non vogliono che venga disposto l’affido, sarà il Tribunale dei minori a decidere.

Come si svolge l’affido intrafamiliare?

Abbiamo visto quando e come è possibile l’affido intrafamiliare. Ma come si svolge concretamente? Il provvedimento che dispone l’affido, sia che venga emesso dagli stessi servizi sociali che dal tribunale dei minori, stabilisce innanzitutto quale debba essere la sua durata. Anche se il bambino resta, tutto sommato, all’interno della famiglia d’origine, dovrà tornare con i genitori prima possibile.

La durata massima dell’affido è di 24 mesi, ma tale periodo è prorogabile nell’interesse del minore. Pertanto se, a giudizio dei servizi sociali, in questo periodo di tempo questi ultimi non hanno superato i loro problemi, il piccolo continuerà a vivere con i parenti.

Inoltre, anche se i genitori non sono temporaneamente idonei ad accudire il figlio, quest’ultimo continuerà ad incontrarli; secondo la specifica situazione sarà lo stesso provvedimento che dispone l’affido a stabilire le modalità perché ciò avvenga.


note

[1] L. n. 184/1983.

[2] Cass. n. 28257/2019.


Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non hanno ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube