Reddito di cittadinanza: i nuovi controlli contro i furbi

1 Dicembre 2020 | Autore:
Reddito di cittadinanza: i nuovi controlli contro i furbi

Il Garante della privacy autorizza l’incrocio dei dati provenienti dalle varie amministrazioni pubbliche per verificare il reale diritto al sussidio.

Vita più dura per chi tenta di ottenere il Reddito di cittadinanza senza averne i requisiti. Il Garante della privacy ha dato il via libera alla possibilità di effettuare dei controlli più approfonditi incrociando dei dati relativi al contribuente, come richiesto dall’Inps, anche in modalità telematica. Si tratta di informazioni che riguardano la salute, la situazione economica, sociale e finanziaria o eventuali condanne penali. Nel mirino anche cittadini minorenni. L’obiettivo è quello di compiere un ulteriore passo avanti per evitare che il sussidio finisca nelle mani di chi non si trova in un reale stato di necessità.

I dati incrociati provengono dalle amministrazioni pubbliche (Inps, Anagrafe tributaria, Comuni, Pubblico registro automobilistico, ecc.). Ma potranno essere utilizzati solo quelli che effettivamente servono a verificare se chi richiede il Reddito di cittadinanza ne ha veramente diritto, come ad esempio il possesso di beni immobili o di veicoli, il ricovero in lunga degenza e via dicendo.

Altro vincolo posto dal Garante è quello di garantire delle misure di sicurezza affinché i dati verificati restino riservati e vengano utilizzati entro un certo termine, cioè solo per il tempo necessario alla verifica, dopodiché dovranno essere eliminati. Nel frattempo, occorrerà impedire l’accesso a queste informazioni ai soggetti che non sono autorizzati alla loro consultazione.

Il Garante, infine, si riserva il diritto di verificare che i controlli dell’Inps rispettino il Regolamento europeo in materia di trattamento dei dati.



Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non hanno ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube