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Come dare un nome a una strada

1 Dicembre 2020
Come dare un nome a una strada

Toponomastica: come cambiare nome a una via pubblica. 

Per dare il nome a una strada o cambiare un nome già esistente, la legge prevede specifiche condizioni e procedure. 

La normativa che stabilisce come dare un nome a una strada nuova è la Legge 1188/27; invece, quella che indica come cambiare nome a una strada già esistente è il Rdl 1158/23. 

Cerchiamo di fare il punto della situazione e vediamo come dare, a una pubblica via, il nome di un personaggio famoso o di una persona che comunque si è distinta per valori e attività poste in vita. 

Toponomastica: come dare il nome a una strada o una piazza

Per attribuire una denominazione a una nuova strada o piazza pubblica è necessario che il Comune chieda l’autorizzazione del Prefetto.

Si può dare il nome di una persona a una strada o a una piazza a condizione che questa sia morta da almeno 10 anni a meno che non si tratti di un caduto in guerra o di una persona deceduta per la causa nazionale. 

È inoltre in facoltà del ministero per l’Interno di consentire la deroga alle suindicate disposizioni in casi eccezionali, quando si tratti di persone che abbiano benemeritato della nazione.

L’attribuzione di un nome a una strada deve essere motivata.

Toponomastica: come cambiare nome a una strada o una piazza

La normativa sul cambio di nome a una strada deve rispettare le prescrizioni previste per l’attribuzione di un nome a una strada nuova. Nell’ambito del territorio comunale, non può essere attribuita una stessa denominazione ad aree di circolazione dello stesso tipo, anche se comprese in frazioni amministrative diverse.

Il Comune può cambiare nome a una strada, ma solo dietro autorizzazione della Prefettura e sentito il ministero dei Beni e delle attività culturali e la Soprintendenza. 

La Soprintendenza valuta gli aspetti di ordine storico e culturale, compresa l’opportunità di sostituire un toponimo antico con l’intitolazione a un personaggio illustre e scomparso di recente, comparando la denominazione attuale e quella che si propone di modificare.

Il ministero dell’Interno valuta invece solo l’opportunità di derogare alla norma che impone un intervallo di dieci anni dalla scomparsa del personaggio illustre.

Il cambio di nome della strada deve essere motivato in modo specifico.  

In generale, il Comune può intitolare una via (toponimo) a personalità distintesi nei campi della cultura e della scienza, ma la motivazione deve essere approfondita qualora si tratti di vie esistenti, mentre è più tenue nel caso di strade nuove. E questo perché, cambiare nome alle strade esige specifiche valutazioni per evitare disagi ai cittadini.

Se la viabilità è consolidata, il nome va mantenuto, anche se manca un’espressa registrazione toponomastica, cioè nell’elenco della viabilità locale [1].

Infatti, anche senza un nome registrato, le strade possono aver assunto, nell’ambito della popolazione e delle istituzioni locali, una propria denominazione consolidata, la quale ha lo stesso valore identificativo dell’iscrizione formale del nome nell’elenco delle strade. 

Le antiche denominazioni possono risultare anche in modo indiretto, cioè dalla consuetudine, da recapiti postali, numeri civici, da vecchie mappe storiche e da altri elementi che fanno emergere come la denominazione possa aver assunto, nell’ambito della popolazione e delle istituzioni locali, un proprio valore.


note

[1] Tar Toscana sent. n. 1522/2020 del 26.11.2020.

Autore immagine: depositphotos.com

TAR Toscana, sez. I, sentenza 18 – 26 novembre 2020, n. 1522

Presidente Atzeni – Estensore Gisondi

Fatto e diritto

Con il ricorso n. 518 del 2019 alcuni abitanti della frazione di Campori nel Comune di Castiglione in Garfagnana hanno impugnato la delibera n. 4 del 2019 con cui la giunta comunale ha deciso di intitolare le vie della borgata a personalità femminili distintesi nei campi della cultura e della scienza.

I ricorrenti deducono che la delibera sarebbe stata assunta ed eseguita senza attendere la necessaria autorizzazione prefettizia e sarebbe inoltre viziata da difetto di istruttoria posto che le vie della frazione di Campori avrebbero già una denominazione stabile e sedimentata essendo riconosciute come via Vandelli.

Nelle more del giudizio in relazione alla istanza di autorizzazione delle denominazioni attribuite con la predetta delibera si sono ripetutamente pronunciate sia la Prefettura di Lucca che la locale Soprintendenza con disposizioni e pareri via via differenti che, nella sostanza, hanno parzialmente dato il via libera alla operazione toponomastica voluta dall’ente.

Tali atti sono stati impugnati sia dai residenti con ricorso per motivi aggiunti sia dallo Stesso Comune di Castiglione della Garfagnana con autonomo ricorso che viene riunito al primo per evidenti ragioni di connessione. Nell’ambito di tale nuovo ricorso i residenti nella frazione di Campori hanno altresì proposto impugnativa incidentale.

Il ricorso n. 518/2019 è fondato nella parte in cui censura la delibera di g.m. n. 4/2019 per difetto di istruttoria.

Al riguardo occorre osservare che l’art. 1 della L. 1188/1927, di cui il Comune di Castiglione in Garfagnana ha inteso fare applicazione, si riferisce alla denominazione di “nuove strade o piazze pubbliche”. La norma contempla quindi l’ipotesi in cui occorre attribuire una denominazione ad una viabilità istituita ex novo distinguendosi per tale verso dalla diversa fattispecie in cui si vogliano modificare i nomi di “vecchie” vie o piazze disciplinata, invece, dal r.d.l. 1158 del 1923.

Nel caso di specie si verte in tema di “vecchie vie” le quali, tuttavia, non hanno una specifica denominazione nello stradario comunale essendo ivi contemplate come frazione di Campori.

Tale circostanza non vale però, a giudizio del Collegio, a far sì che il loro trattamento giuridico possa essere assimilato a quello di una nuova viabilità.

Infatti, trattandosi di strade esistenti da decenni, la mancanza di una registrazione toponomastica non vale ad escludere che le stesse possano aver assunto nell’ambito della popolazione e delle istituzioni locali una propria denominazione consolidata la quale, attesa la valenza non costitutiva degli stradari comunali, possiede la stessa valenza identificativa di quella formale.

Ciò, peraltro, è quanto risulta avvenuto posto che la viabilità della frazione di Campori presso la Agenzia delle entrate, ai fini dei recapiti postali e perfino negli atti ufficiali adottati dal Comune di Castiglione viene identificata come “via Vandelli” a cui corrispondono diversi numeri civici.

Tali elementi, molto più che il riferimento a vecchie mappe storiche che potrebbero aver perduto ogni aggancio con la realtà attuale, valgono a dimostrare che le vie di cui si discute erano già dotate di una propria denominazione.

Si tratta di dato fattuale che non poteva essere trascurato dalla Amministrazione comunale (così come è, invece, avvenuto).

E ciò non solo perché il procedimento di modifica delle denominazioni esistenti è diverso da quello di attribuzione di nomi a vie nuove ma per il fatto che nel primo caso gli interessi e le circostanze da prendere in considerazione sono del tutto peculiari richiedendo “un’approfondita riflessione in ordine alle sue conseguenze, dal momento che il ricorso generalizzato e frequente alla variazione dei toponimi esistenti può essere fonte di disagi non solo per i cittadini, costretti a provvedere all’aggiornamento di vari documenti (carta di identità, passaporto, patente di guida, porto d’armi, et c.), ma anche per gli uffici pubblici, in relazione ai necessari aggiornamenti dello schedario del servizio anagrafico, dello stradario e del piano topografico ed ecografico nonché agli aggiornamenti nel settore postale ed in quello dei registri immobiliari e del catasto” (Circolare 29 giugno 1981, n. 7 e la più recente Circolare 10 febbraio 1996 n. 4 del Ministero dell’Interno che il Collegio condivide).

Essendo la ponderazione di tali esigenze del tutto mancata nella operazione toponomastica compiuta dal Comune di Castiglione la stessa deve essere annullata con conseguente obbligo di rimozione dei cartelli apposti in sua esecuzione.

La caducazione della delibera impugnata con il ricorso principale n. 518/2019 determina la sopravvenuta carenza di interesse rispetto ai motivi aggiunti, all’autonomo ricorso proposto dal Comune di Castiglione e del ricorso incidentale poiché tali gravami si dirigono avverso atti endoprocedimentali che non potranno essere riutilizzati nell’ambito di una eventuale riedizione del potere di attribuzione di denominazione a vie nuove del quale, per quanto detto, mancano i presupposti.

La novità delle questioni trattate giustifica la compensazione delle spese di lite per entrambi i ricorsi riuniti e le loro appendici interinali.

P.Q.M.

Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Toscana, Sezione I, definitivamente pronunciando sui ricorsi riuniti, come in epigrafe proposti, e sui relativi motivi aggiunti e ricorso incidentale: a) accoglie il ricorso principale n. 518 del 2019 e per l’effetto annulla la delibera della g.m. del comune di Castiglione in Garfagnana con le conseguenze di cui in motivazione; b) dichiara improcedibili i motivi aggiunti proposti nell’ambito di tale ricorso; c) dichiara improcedibile il ricorso 1963/2019 e il relativo ricorso incidentale.

Spese compensate.

Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall’autorità amministrativa.

 


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