Tech Trovare un cellulare per strada abbandonato e prenderlo per sé è reato?

Tech Pubblicato il 15 gennaio 2014

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Il codice civile disciplina le modalità per la denuncia degli oggetti smarriti e il loro rinvenimento; ma è sempre possibile consegnare l’oggetto alle autorità di pubblica sicurezza o rintracciare il proprietario tramite il numero IMEI: diversamente può scattare il furto o la ricettazione.

Nel caso che trovaste un telefono cellulare per strada pensate prima di tutto a quanto può essere difficile che si tratti di una cosa abbandonata: è molto probabile invece che il telefonino sia stato perso dal proprietario. Si farebbe quindi cosa eticamente corretta, riconosciuta anche dall’ordinamento giuridico come dovere civico, se consegnaste subito l’oggetto all’autorità di pubblica di sicurezza (carabinieri o distretto di polizia) piuttosto che al Comune, presso il quale è l’apposito ufficio oggetti smarriti.

La legge prevede, comunque, un’ apposita disciplina per il caso in cui si rinvengano cose smarrite da altri soggetti.

È necessario consegnare la cosa al Sindaco del Comune in cui la cosa è stata ritrovata [1]. Il Sindaco provvede subito a rendere nota la consegna, attraverso la pubblicazione nell’albo pretorio del Comune.

Se è trascorso un anno dall’ultimo giorno della pubblicazione, senza che si presenti il proprietario a rivendicare la cosa, allora questa diviene di proprietà di chi l’ha trovata [2].

 

Se invece il proprietario va a riprendere la cosa, deve pagare, se il ritrovatore lo richiede, un premio del 10% della somma o del prezzo della cosa ritrovata; se invece la cosa non ha un valore commerciale, la misura del premio viene fissata dal Giudice (cui il ritrovatore potrà rivolgersi) secondo il suo prudente apprezzamento [3].

Ancora meglio nel caso riusciste a rintracciare il proprietario, identificandone il numero di telefono fisso nello stesso telefonino: in questo caso fareste sempre cosa meritevole e corretta e in più anche proficua per voi, considerando il gesto di riconoscenza che il proprietario farà nei vostri confronti, di solito lasciandovi una mancia.

Si consideri il fatto che i moderni telefonini sono datati di un numero IMEI, appositamente creato per poter rintracciare il telefonino telematicamente tramite aree di copertura. Quindi, anche qualora non aveste senso civico, pensateci bene prima di trattenere con voi lo smartphone rinvenuto, poiché il proprietario potrebbe, per ripicca, accusarvi di furto qualora rintracciasse il telefonino, e in tale caso starà a voi provare la mancanza della volontà di rubare, e di averlo semplicemente rinvenuto per strada [4].

Tenete anche conto che, oltre al reato di furto, esiste anche quello di ricettazione [5] che scatta quando si trattengano cose provenienti da un delitto commesso da altri: in questo caso, si deve ipotizzare che il telefonino sia stato perso non dal legittimo proprietario, ma dal ladro in seguito al furto. Trattandosi di uno strumento che è diventato di uso quotidiano sia per lavoro che per la propria vita sociale, non sottovalutate il dispiacere e lo stato mentale del proprietario, il quale pur di ritrovare il proprio telefono cellulare avrà già fatto denuncia presso l’autorità competente con  le più vari ipotesi, tra cui prima di tutto quella di furto, non ammettendo nemmeno con se stesso la propria sbadataggine.

note

[1] Art. 927 cod. civ. “Cose ritrovate”.

[2] Art. 929 cod. civ. “Acquisto della proprietà della cosa ritrovata”.

[3] Art. 930 cod. civ. “Premio dovuto al ritrovatore”.

[4] Art. 624 cod. pen.  “Furto”.

[5] Art. 648 cod. pen.  La “ricettazione” è un reato,  in particolare un delitto, previsto e punito dall’art. 648 del codice penale italiano, commesso da chiunque (fuori dai casi di concorso nel reato cosiddetto “presupposto”) acquisti, riceva od occulti,  al fine di procurare a sé o ad altri un profitto, denaro o cose provenienti da un qualsiasi delitto, o si intrometta nelle stesse azioni e con gli stessi fini.

Autore immagine: 123rf.com


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