Diritto e Fisco | Articoli

Isee università: cosa fare in caso di errori

25 Febbraio 2021 | Autore:
Isee università: cosa fare in caso di errori

Dichiarazione Iseeu con omissioni e difformità: spettano le agevolazioni economiche per il diritto allo studio universitario?

La maggior parte delle agevolazioni pubbliche può essere fruita dai cittadini presentando la dichiarazione Isee, o Dsu (dichiarazione sostitutiva unica). Da questo modello, difatti, emergono gli indicatori della situazione economica, reddituale e patrimoniale della famiglia, necessari per stabilire il diritto, o meno, a ricevere determinate prestazioni.

Se si devono richiedere, ad esempio, prestazioni relative al diritto allo studio universitario, come l’agevolazione sulle tasse, deve essere compilato, nella Dsu, il cosiddetto Iseeu, o Isee universitario.

Ma, relativamente all’Isee università, cosa fare in caso di errori? Gli atenei devono comunque ammettere l’attestazione Isee con anomalie, oppure possono rifiutare la dichiarazione, obbligando così lo studente a pagare delle tasse universitarie molto elevate? Alla questione ha risposto il ministero del Lavoro, con una recente nota [1].

In ogni caso, è bene distinguere le semplici anomalie riscontrate dall’Inps nell’attestazione Isee dai veri e propri errori: questi ultimi devono essere corretti dal contribuente, mentre non sempre le anomalie e le difformità segnalate dall’Inps sono veritiere e comportano un Isee errato o una dichiarazione mendace. Possono essere invece errate le indicazioni delle banche dati riportate nell’intestazione Inps.

Ma procediamo con ordine.

Isee errato: che cosa fare?

Se ci si accorge di aver sbagliato la compilazione dell’Isee, oppure se sono sbagliati i dati presenti negli archivi dell’Agenzia delle Entrate o dell’Inps riportati nel documento, bisogna richiedere immediatamente la rettifica della dichiarazione utilizzando il modulo integrativo FC3, quadro FC8 (il cosiddetto Isee integrativo), che va compilato nella sezione II con i dati corretti.

Trascorsi 10 giorni dalla ricezione dell’attestazione da parte dell’Inps, non è più possibile ricorrere all’Isee integrativo: pertanto, se ci si accorge che la dichiarazione Isee presentata da tempo, validata dall’Inps e senza segnalazioni, presenta degli errori o delle dimenticanze, si può comunque presentare una nuova dichiarazione Isee recante le variazioni, anche se esiste già un Isee in corso di validità.

Isee errato allegato alla domanda di agevolazione: che fare?

Se è stato presentato un Isee sbagliato allegato a una domanda di agevolazione, è necessario presentare una nuova dichiarazione e comunicare all’ente il valore della nuova attestazione, senza omissioni o difformità.

Nel caso in cui l’Isee sia stato presentato all’ente richiedente poco prima che scadessero i termini di presentazione della domanda, l’ente deve prendere come riferimento:

  • la data di richiesta effettuata prima della scadenza, o la data di presentazione della domanda;
  • il nuovo Isee presentato a seguito di integrazione o di sostituzione.

L’Isee errato si può rifare, quindi, e l’ente deve accettarlo: lo ha chiarito l’Inps, con un recente messaggio [2] basato sulle previsioni del decreto Isee [3].

Il decreto dispone infatti che, in caso di omissioni o errori rilevati, chi richiede la prestazione può:

  • presentare una nuova dichiarazione Isee;
  • richiedere comunque la prestazione con l’attestazione relativa alla dichiarazione errata.

La dichiarazione è valida ai fini dell’erogazione della prestazione, fatto salvo il diritto degli enti erogatori di richiedere idonea documentazione per dimostrare la completezza e veridicità dei dati indicati nella dichiarazione.

Isee università con errori

Se è l’Isee universitario a recare omissioni o difformità, l’Ateneo deve comunque ammettere lo studente all’accesso alle agevolazioni economiche per il diritto allo studio universitario, accettando la dichiarazione.

Come appena osservato, difatti, il decreto Isee prevede che l’attestazione con omissioni o difformità rilevate dall’Inps possa essere comunque presentato dal richiedente, che ha solo la facoltà e non l’obbligo di presentare una nuova dichiarazione.

L’Iseeu con anomalie è dunque valido ai fini dell’erogazione delle prestazioni per il diritto allo studio universitario, fatto salvo il diritto degli enti erogatori di richiedere idonea documentazione per dimostrare la completezza e veridicità dei dati indicati nella dichiarazione.

In caso di non veridicità dei dati dichiarati, l’Ateneo deve informare l’Inps di aver ricevuto dichiarazioni mendaci. Inoltre, può inviare all’Agenzia delle entrate una lista di beneficiari sulla cui base effettuare degli accertamenti.

In ogni caso, le annotazioni di anomalie nell’attestazione Isee non costituiscono, di per sé, una prova della presenza di informazioni mendaci nella dichiarazione: il flusso dei dati che alimenta l’archivio dei rapporti finanziari potrebbe, in effetti, contenere informazioni inesatte o incomplete che, invece, potrebbero essere state correttamente indicate nell’Iseeu dall’interessato.

Peraltro, la mancata accettazione delle attestazioni Iseeu pregiudicherebbe indubbiamente agli studenti l’accesso alle prestazioni sociali agevolate di natura universitaria che, invece, dovrebbero essere garantite in modo uniforme su tutto il territorio nazionale.

In conclusione, è necessario garantire agli interessati la possibilità, già prevista dalla normativa vigente in materia, di richiedere comunque la prestazione sociale di interesse, nonostante la segnalazione di anomalie nell’Iseeu; resta fermo il diritto dell’ente erogatore di richiedere i documenti che dimostrino la completezza e veridicità dei dati indicati in dichiarazione.


note

[1] Ministero del Lavoro, nota prot.8415 del 26/10/2020.

[2] Inps Messaggio n.261/2017

[3] Art.11, Co.5, DPCM n.159/2013.


Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non hanno ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube