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Covid, nuovo Dpcm: lockdown in città a Natale e Capodanno

2 Dicembre 2020 | Autore:
Covid, nuovo Dpcm: lockdown in città a Natale e Capodanno

Nei giorni di festa non si potrà uscire dal proprio Comune. Niente ricongiungimenti familiari o seconde case. Coprifuoco sempre alle 22.

Tutti chiusi nei propri Comuni. A Natale, a Santo Stefano ed il giorno di Capodanno. Passa la linea dura nel vertice della scorsa notte tra Governo e capidelegazione di maggioranza in vista del nuovo Dpcm ant-Covid: in quei giorni di festa, ci sarà il lockdown in città, cioè non si potrà uscire dal Comune di residenza. Ma si tratta solo di una delle restrizioni previste nel decreto che verrà definito oggi negli ultimi dettagli e di cui parlerà il ministro della Salute, Roberto Speranza, nell’informativa che terrà in Parlamento.

Sfumano le possibilità dei ricongiungimenti familiari e di raggiungere le seconde case dal 21 dicembre al 7 gennaio. Gli unici spostamenti consentiti saranno quelli per il rientro nei propri luoghi di residenza o di domicilio. Per il resto, non ci si potrà muovere.

Altro tasto dolente che nessuno toccherà più riguarda il coprifuoco: resta confermato alle 22 per tutte le festività, compresi la notte di Natale e l’ultimo dell’anno. Chi vorrà partecipare alla Messa del 24 sera, potrà farlo nelle chiese che anticiperanno l’orario della celebrazione (si parla delle 20, dopo le aperture della Conferenza episcopale) e che garantiranno le misure di sicurezza sul numero dei fedeli e sulle distanze.

Contrariamente a quanto annunciato ieri, gli alberghi di montagna saranno aperti (in questo modo, si risparmia in ristori) ma con severe restrizioni. Una su tutte, il divieto di cenoni o veglioni la sera del 31 dicembre: i ristoranti delle strutture alberghiere (come tutti gli altri) dovranno chiudere alle 18 e, da quell’ora in poi, potranno fare soltanto servizio in camera.

Il fatto che gli alberghi siano aperti non vuol dire che lo siano anche gli impianti sciistici: il Governo conferma la chiusura da prima di Natale fino a dopo l’Epifania. Anche l’Austria ha scelto questa linea, dopo le polemiche dei giorni scorsi. Resta, dunque, il timore che chi non vuole rinunciare alla sciata natalizia o di Capodanno dirotti sulla Svizzera o sulla Slovenia. In questo caso, al loro rientro dovranno fare due settimane di quarantena.

Bar e ristoranti potranno aprire fino alle 18. Sarà possibile andare a mangiare fuori nei giorni di Natale e di Santo Stefano, ma con un limite di 4 commensali per ogni tavolo.

Tra le decisioni ancora da prendere questa mattina, quella suggerita ieri da Giuseppe Conte sull’eventuale riapertura delle scuole il 14 dicembre. Un «gesto simbolico», come lo ha definito lo stesso premier, che però non piace a tutti. Più facile che le lezioni in presenza riprendano l’11 gennaio.

Il nuovo Dpcm entrerà in vigore venerdì 4 dicembre e resterà valido fino al 15 gennaio 2021, cioè fino a due settimane prima della fine dello stato di emergenza.



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